Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 4 novembre 2016

IL RITORNO - PENNETTE ALL'ARRABBIATA

Vi ho lasciato a Giugno del 2014, quando a 9000 piedi di altezza ragionavo sulle priorità della mia vita e a come sistemarle. Devo dire di essere riuscita nell’intento talmente tanto bene che di lì in poi non ho più avuto tante storie da condividere con voi. Certo, sono rimasta sempre la stessa con annessi imprevisti fuori campo a condire la mia vita, ma in questi due anni nel campo sentimentale ci sono state sostanzialmente solo tre new entry rilevanti e tutte di statura variabile tra i 60 e gli 80 cm… i miei nipoti nuovi di zecca! E siccome loro sono ancora troppo piccoli per farmi disperare, arrovellare il cervello, o inorridire dinnanzi a errori ortografici, ho pensato non vi sarebbe interessato sapere quanto li ami e che nella nostra liaison sentimentale procede tutto liscio.
E, infatti, tutto liscio è filato fino a qualche sera fa, quando appunto ero nel più totale relax con amici a festeggiare l’imminente matrimonio di Marianna e Simone (sì forse di loro vi avrei potuto parlare, ma non mancherò di farlo nei prossimi post). Io bevevo un bicchiere di vino e “il tipo” (il suo nome per questo blog è ancora in fase di studio) pure, ma con un’altra. Io ho evitato di innescare la modalità Gigi presentandomi di sfuggita e lui è parso a suo agio nel presentarsi con nome e cognome. Roba che io a stento ricordo che mi chiamo Giulia e non Gigì ed è per questo che sono subito fuggita via. Lui però poi ha evidentemente innescato la modalità Alex, perché quando sono tornata dai miei amici si è intrufolato tra di noi. Il resto è andato come potete immaginare. Lui scherza, io troppo. Lui è gentile e io dico un sacco di parolacce. Lui però è evidentemente anche pazzo, perché poi il giorno dopo mi ha aggiunta su fb e poi su wapp. Così lui ha iniziato subito a usare le faccine e, siccome a me piaceva e non volevo farlo fuori in tempo record, l’ho chiamato. Tre ore di telefonata. No aspettate, ve lo ripeto: tre ore al telefono. E ho riso, riso tanto. Così quando “il tipo” mi ha chiesto di andare a cena fuori ho anche accettato. Fino a qua nulla di strano, se non fosse che con annessa cena ho fatto anche il mio primo giro su due ruote e il tutto senza urlare, tremare e dimenarmi dalla paura. Perché, in verità, di paura non ne ho avuta e forse - e dico forse – questa volta non ne vorrei proprio avere. Ok, dai, ora non esageriamo, però è già qualcosa che stavolta ho ammesso di averla. Prima ovviavo alla questione con “archiviazione immediata della pratica” (cit. mia madre) e, se non scappavo io, facevo in modo lo facessero loro. Riflettendo, in realtà, anche questa volta mi ci sono impegnata, perché nella seconda e terza uscita l’ho invitato a bruciapelo a raggiungermi mentre ero intenta nello studio di me stessa immersa nella fase di decadentismo alcolico (queste storie vanno sviscerate meglio e lo farò nei prossimi post). A quanto pare, però, lui è effettivamente pazzo, almeno quanto me, perché non solo è rimasto, ma mi ha portata via con sé. Ok, no, in verità sono io che ho occupato coattamente casa sua, ma poco importa dato che non solo non mi ha denunciata, ma mi ha anche riportata a casa. Quindi, oltre ad essere pazzo, probabilmente è anche buono e questo ci accomuna. Ma poi lui è alto e io sono una gnappa. Io però sono giovane e lui è vecchio (ok, ammetto che questo è un altro tentativo per farlo scappare!), perché ad essere onesta lui di sicuro è più giovane di me che concorro per il Premio Nonna Belarda dell’anno. Lui poi è anche simpatico e io pure (vero Runci?), solare e io pure, intelligente e io un po’ meno, ma fortunatamente ancora non se n’è accorto. Ma soprattutto a lui piace questo blog ed evidentemente anche le pennette all’arrabbiata, dato che è il piatto con cui mi ha proposto di riprendere a scrivere. E siccome voglio che se la smetta di leggere i vecchi post dove parlo di altri e mi piacerebbe che iniziasse a conoscermi per come sono con lui, questo è il motivo per il quale oggi vi lascio questa ricetta!

Pennette all'arrabbiata

Ingredienti per 4 persone:

- 2 spicchi di AGLIO
- 100 g di PECORINO
- 40 g di OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA
- 8 g di PREZZEMOLO
- 5 g di PEPERONCINO FRESCO
- 400 g POMODORI PELATI (scatola)
- 500 g di PENNETTE RIGATE

Preparazione:

- Tritare finemente  l’aglio;
- Se il peperoncino è fresco lavarlo, affettarlo e privarlo di parte dei semi; se è secco spezzettarlo. 
- Mettere in una padella l'olio con l’aglio e farlo dorare a fiamma dolce.
- Unire quindi il peperoncino, mescolare, lasciar cuocere per qualche minuto, quindi unire il pomodoro.
- Unire un pizzico di sale e proseguire la cottura per 10-15 minuti, a fiamma media e senza coperchio. Mescolare di tanto in tanto e a fine cottura assaggiare e regolare eventualmente di sale.
- Nel frattempo lavare il prezzemolo, selezionarne le foglie e tritarle finemente con la mezzaluna su un tagliere.
- Quando il sugo sarà cotto unire un po' di prezzemolo tritato, mescolare e tenere coperto.
- Lessare la pasta in abbondante acqua salata e, poco prima di scolarla, accendere il fuoco nella padella del condimento. 
- Saltare la pasta scolata a fiamma vivace nella padella del condimento per qualche minuto, girando di frequente.
- Servire immediatamente decorando con altro prezzemolo tritato.

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