Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

mercoledì 19 marzo 2014

VALIGIE E DIVANI - BIGNE' DI SAN GIUSEPPE

19 marzo 2014 00:49
Ciò significa che i 32 anni hanno avuto ufficialmente inizio da 49 minuti esatti.
I 31 anni si sono ufficialmente conclusi qualche minuto fa con la voce di Claudia urlata fuori dal finestrino della macchina con: "E' solo un giorno in più".
Col cavolo!
Chiunque mi conosca sa quanto io odi il giorni del mio compleanno, perché non è vero che è solo un giorno in più, è molto di più. È un anno in più di ricordi. E’ un anno in più di esperienze. E’ un anno in più sulla carta d’identità e anche sulle rughe intorno al collo. E poi, quest’anno me ne sono successe di cose, talmente tante che le rughe del collo hanno fatto il giro completo, roba che se le tatuo ne esce una collana stile impero!
Come ben sapete ormai tutti, i 31 anni hanno visto protagonista le valigie, sia fatte che disfatte. Il tutto ha avuto inizio con le buste di mais da casa del Calzinaio Matto a casa della Runci. Poi qualche mese più tardi si è trattato di vere e proprie valigie e scatoloni, che con corriere espresso (ditta Luca&Manu, a proposito, ancora grazie!) hanno fatto rotta verso la cantina della mia nuova casa. D’estate ci sono state altre valigie, ma stavolta programmate, per approdare a casa in Sardegna dove sono voluta scappare per un po’ (beh, sì, in effetti, mi sono proprio voluta punire!), per poi disfarle di nuovo a casa di Runci, da dove invece non sarei voluta più andar via, fino a quando Mustafà, l’operaio dei lavori di casa, mi ha chiamata minacciandomi che se non mi fossi trasferita io, lo avrebbe fatto lui con tutti i suoi figli. Così ad Ottobre ho di nuovo fatto le valigie con i miei quattro stracci (come dice la Runci) e ho affrontato il mostro: la vera e propria singletudine! E dato che il mostro alla fine non è stato nemmeno troppo arduo da sconfiggere, ecco per me altri scatoloni da impacchettare, stavolta di lavoro.
E questa è solo la sintesi delle valigie fatte e disfatte da me, perché poi potrei dilungarmi invece sulle valigie fatte e subito disfatte anche di altri, ossia quelli che in brevi periodi hanno soggiornato a casa mia, delle volte scambiandola anche per un albergo. Ecco, forse, quelle – quasi tutte – sarebbero state le valigie che mi sarei potuta risparmiare di veder entrare ed uscire dalla porta di casa, ma io sono una persona ospitale ed accomodante e purtroppo lo sono anche i divani del mio salotto, tanto che segretamente sto pensando di cospargerli di puntine. Quando però mi trovo al ferramenta tutta intenzionata a comprarle, ecco che mi ricordo anche di altre valigie, quelle che invece vorrei vedere solo entrare e mai uscire, ossia di tutti i miei amici, quelli veri, quelli buoni, quelli che si siedono sul divano e senti che anche loro non se ne vorrebbero mai andare. Quelli per cui ti svegli presto la mattina per fargli trovare pasta e patate. Quelli che ti dedicano due ore del loro tempo a psiconalizzare i drammi sentimentali e che alla fine attacchi la cornetta con una nuova consapevolezza: sì è vero, io ci ho messo del mio per farlo scappare, ma è stato il mio subconscio a farmi agire così, quindi in realtà non è colpa mia, è lui che è un deficiente e non l’ha capito! Quelli che rinunciano alla propria serata di baldoria per farti compagnia nel giorno di tristezza e ti chiedono di farlo diventare un’abitudine perché: “oh alla fine the voice è troppo fico, mercoledì si replica!”. Quelli che addirittura preferiscono lo sgabello della cucina al divano, perché il frigo così è più vicino e il vino se lo bevono fresco. Quelli che al divano preferiscono il letto perché sanno che rimanere a dormire con me significa farmi sentire meno sola. Quelli a cui invece il divano piace talmente tanto che ci hanno lasciato la forma stampata e anche un po’ di bava sul cuscino (sì Runci, mi riferisco a te!). Quelli che “oh affittami sta stanza, così sai come se tajamo!”. 
Quelli che mi piombano a casa di domenica alle 11 con la scusa di doverci sbrigare per andare allo stadio e invece vogliono solo accertarsi che nella mia vita fili tutto liscio. E sì, qua mi riferisco al mio papino, che ogni volta prova a resistere di chiedermi come va, ma poi alla fine cede sempre e gli tocca il racconto minuzioso e particolareggiato di ogni mio frangente! Ed è proprio questo che me lo fa adorare alla follia, perché oltre ad essere un papà meraviglioso, ora riesce anche ad essere un amico con il quale amo condividere il mio divano.
E dato che oggi è la sua festa, ma io purtroppo non riuscirò a vederlo, sono certa che domenica arriverà al suo solito orario e magari stavolta invece delle mie chiacchiere sulle varie disfatte, riuscirò a fargli trovare i bignè di san giuseppe.


BIGNE’ DI SAN GIUSEPPE

Ingredienti per i bignè:

·                        50 gr di burro
·                        250ml di acqua
·                        un pizzico di sale
·                        130 g di farina 00
·                        4 uova
·                        50 gr di zucchero

Ingredienti per la crema:

·                        500 ml di latte
·                        150 g di zucchero
·                        4 rossi d'uovo
·                        70 g di maizena
·                        1 g di vaniglia
·                        1/2 scorza di arancia

Preparazione:

- Procedimento per la crema pasticciera
Mescolate in una pentola le uova, lo zucchero e la maizena, aggiungete il latte bollente, portate tutto ad ebollizione per almeno 2 minuti mescolando continuamente e aggiungete per ultime la scorza di arancia grattata e la vaniglia.
Fate raffreddare in frigorifero ricoprendo la crema ottenuta con la pellicola trasparente in modo che non si formi la pellicina.
- Procedimento per le zeppole
1) Fate bollire l’acqua con il burro, lo zucchero e il sale e versate poi tutta insieme la farina. Mescolate continuamente fino a quando si sarà formato un composto omogeneo, liscio e che si stacchi dai bordi della pentola. Togliete dal fuoco, fate raffreddare e aggiungete, una alla volta, mescolando bene le uova.
2) Mettete poi nell’apposita tasca da pasticciere con bocchetta a foro stellato l’impasto ottenuto e, su dei fogli di carta oleata che avrete buccherellato, formate le zeppole (circa 6 per foglio) che dovranno essere non più grandi di una nespola.
3) Per cuocerle preparate 2 padelle con abbondante olio di arachide, una su fuoco medio e un’altra su fuoco più alto. Quando l’olio sarà caldo immergete nella prima padella le zeppole con tutta la carta oleata su cui poggiano. I fori praticati serviranno a fare passare l’aria in modo che le zeppole si staccheranno facilmente. Quando galleggeranno, toglietele, aiutandovi con la schiumarola, da questa padella e immergetele nell’altra contenente l’olio più caldo.
4) Fatele dorare da tutti i lati, quindi sgocciolatele su carta assorbente e ripetete questa operazione fino a quando avrete finito di friggerle tutte. Ricordatevi sempre di togliere la carta oleata non appena le zeppole si sono staccate.
5) Mettete le zeppole sul piatto di portata, riempitele con la crema pasticciera, qualche amarena e cospargertele con zucchero a velo.


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