Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

giovedì 6 marzo 2014

QUANDO C'E' INTERESSE... - RISOTTO AGLI SPINACI


Ore 23,48, squilla il telefono. Rispondo.
Io: “Pronto! Ehi ciao, ti posso richiamare tra 10 minuti?”
Lui: “Tra dieci minuti sono a casa”
Io: “Ok, allora ti chiamo tra un po’”
Lui: “Sì, ma a casa tua!”
Poi io me la sono provata a tirare un po’ dicendogli di non venire, giusto il tempo di fargli tirare un sospiro e far scattare il verde di Via della Camilluccia, perché non ho fatto in tempo a spogliarmi e a vestirmi comoda per casa che lui ha citofonato.
Perché non c’è niente da fare. Quando uno ti piace, te ne frega cavoli di andarti a ritruccare e a sistemare i capelli, o a controllare se la ceretta definitiva sia uno sperpero di soldi o stia funzionando davvero. Quando uno ti piace apri quella cavolo di porta anche se hai appena messo su una maschera verde al cetriolo e in testa hai spalmato l’olio di Macassar per nutrire i capelli, ovviamente avvolti in una cuffia da doccia rubata alla Runci. E il fatto singolare è che hanno anche il coraggio di chiamare trattamenti di bellezza un qualcosa che mentre li fai ti trasformano in una specie in via di estinzione di spaventapasseri.
Per fortuna, però, quando il Pantofolaio Rosa ha chiamato io avevo appena messo piede dentro casa e quindi ho deciso saggiamente di posticipare i trattamenti da spaventapasseri e anche da spaventa-uomini alla sera dopo. Saggiamente, dico, perché col Pantofolaio Rosa, sin dalla seconda volta che è venuto a casa mia è successa una cosa singolare, ossia che inibizioni e pudore a zero e sin da subito mi sono fatta trovare vestita con leggins, pantofole (quelle che poi ha iniziato ad usare lui!), felpa, struccata, e addirittura dalla terza volta ho tirato fuori gli occhiali. Sì Runci, ho tirato fuori gli occhiali e anche la maglia a righe banca e nera che avevo promesso di buttare, però giuro che mi ero depilata le gambe, almeno fino al ginocchio che io ricordi!
Comunque, non è della mia mancanza di eleganza che voglio parlarvi oggi, anche perché tutto questo è accaduto ormai già due o tre settimane fa, ma mi è rivenuto in mente stamattina sotto la doccia, luogo deputato ai miei pensieri più contorti e a quei flash che appaiono magicamente nella mia testa come pezzettini di un puzzle che avevo perso e che improvvisamente riappaiono pronti per essere collocati al posto giusto. Insomma, questa mattina sotto la doccia ho passato in rassegna tutta una serie di miei comportamenti e atteggiamenti di predisposizione verso qualcuno che mi interessa. Lo so che io non sono una persona totalmente normale e quindi troppo spesso mi slancio in azioni, apparentemente senza senso (sì Marianna, mi riferisco anche a quella volta che ho finto di avere la macchina rotta dopo tre mesi che l’avevo comprata, pur di portarla da quel meccanico con cui avevo avuto quel flirt finito male), volte al solo fine di poter passare più tempo con il tipo che mi piace, però, da quando Claudia si è trasferita a casa mia per sfebbrare, ogni sera ho l’opportunità di confrontarmi con lei proprio su questi argomenti.
E la domanda che più spesso sta ricorrendo è la seguente: possibile che siamo sempre noi quelle che si inventano capriole e tuffi carpiati per avvicinarci ai tipi che ci piacciono, e mai una volta questi atteggiamenti li notiamo nei nostri confronti da parte loro? Che sia una conformazione neuro-psicologica propria del genere femminile, o come al solito la risposta è che “la verità è che non gli piacciamo abbastanza”? Voglio dire, cos’hanno questi uomini che li blocca nel fare qualche gesto nei nostri confronti per farci capire che sono interessati a noi? Purtroppo la risposta è: Nulla! Non hanno assolutamente nulla che gli impedisca morfologicamente di mostrare il loro interesse. E non è che poi chiediamo chissà cosa. Basterebbe un messaggio inaspettato, o una visita inaspettata, o una telefonata inaspettata. Insomma, qualcosa di inaspettato. Qualsiasi, purché inaspettato. Perché poi, in fondo, quello che manda avanti qualsiasi tipo di relazione tra un uomo e una donna è il continuo corteggiamento, il non dare per scontato. Ora, non voglio generalizzare e dire che tutti gli uomini siano sentimentalmente aridi, o emotivamente distratti, ma vi assicuro che però io e Claudia abbiamo una capacità di scegliere i tipi così con la precisione di un cecchino. Spariamo nel mucchio e guarda caso la nostra freccia va a colpire sempre quelli che “non ti ho cercata per non disturbarti” o quelli che “volevo chiamarti, ma poi mi è passato di mente”.
Ecco, questo è il punto. Quando a me interessa una persona, di qualsiasi sesso sia, non mi passa mai di mente. Il mio pensiero, pur continuando a svolgere le mie attività quotidiane di routine e non, non manca mai verso quella persona. A me non passa di mente che Claudia sta male a casa e glielo dimostro cucinando il risotto agli spinaci. Io sono presente e quando non posso esserlo fisicamente, lo sono con una telefonata, o un messaggio, o appunto qualche gesto, tipo cucinare per il terzo giorno consecutivo qualcosa che abbia a che fare con delle foglie verdi o con il riso, mettendo - è vero - a repentaglio l’intestino dell’altra amica, verso la quale però non mancherà di certo occasione per mostrare tutto il mio amore verso di lei, magari accompagnandola per il terzo weekend consecutivo all’outlet a fare shopping.

RISOTTO AGLI SPINACI

Ingredienti:

200 g di SPINACI
SALE
1 l di BRODO VEGETALE
20 g di BURRO
160 g di RISO
20 g di PARMIGIANO REGGIANO
PEPE NERO

Preparazione:

1) Pulire gli spinaci, metterli in una pentola e farli bollire a fuoco moderato per 5 minuti. A metà cottura unire un pizzico di sale.
2) Quando cotti, mettere gli spinaci in un colino e pestarli con un cucchiaio in modo da strizzarli e levare i residui d’acqua.
3) Tritarli finemente con la mezzaluna sul tagliere.
4) Scaldare il brodo.
5) In una pentola da minestra mettere il burro e lo scalogno tritato per farlo soffriggere a fuoco lento.
6) Quando lo scalogno sarà ben dorato, unire il riso e lasciarlo tostare per circa tre minuti.
7) Una volta tostato, unire gli spinaci e qualche mestolo di brodo.
8) girare in continuazione e aggiungere brodo ogni volta che si assorbe.
9) quando mancano 2 minuti a fine cottura del riso aggiungere abbondante parmigiano e mantecare.

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