Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 11 marzo 2014

CI VUOLE UNA PAUSA - SALMONE CROCCANTE

Passo indietro. Venerdì pomeriggio chiudo la storia?, frequentazione?, relazione?, insomma quella cosa che ho avuto con il Pantofolaio Rosa e a cui lui non ha mai tenuto a dare una definizione. Sì, lo so che non vi avevo più aggiornato su di lui, ma sostanzialmente perché non ci sarebbe stato nulla di nuovo da raccontare. La storia che si ripete, avete presente? Ecco, appunto, la nostra! In breve, due sabato fa c’è stata l’ennesima telefonata a seguito di 24 h di silenzio, in cui ci siamo detti che la cosa tra di noi non poteva funzionare. Troppe difficoltà. Troppo poco interesse per superare le (sue) paure. Troppa differenza di stile di vita per condividere qualcosa. Insomma, tutto come sempre. Così quel sabato l’ho passato cercando di non pensare, poi però sono arrivati a valanga i pensieri e così ho deciso che Domenica sarei scappata da Roma con un tipo, sperando che distraendomi e magari buttandomi in un’altra follia sarei riuscita a smettere di rimuginarci sopra. Invece sono tornata a casa (la casa era di Marianna, ma in fondo è anche un po’ la mia!) e dato che i pensieri non se ne andavano, li ho accompagnati con una scatola di ferrero rocher. Lunedì, poi, per fortuna c’è stato il lavoro e quindi ho smesso per forza di cose sia di pensare, che di mangiare ferrero rocher e poi lunedì sera… la chiamata.  L'aspettavo. Mi mancava. Però avrei pregato di non riceverla. E con me, sono certa pregassero in coro anche tutte le mie amiche. Sapevano che se non l’avesse fatto lui, io non l’avrei mai fatto. E  invece lui l’ha fatto e così ci siamo rivisti. Giuro che ero del tutto intenzionata a non cedere di nuovo. Ero stanca di questi sbalzi d’umore, di non riuscire mai per un attimo a lasciarmi andare e rilassarmi, di non vivere qualcosa con la consapevolezza che tutto stava filando liscio perché entrambi provavamo piacere nello stare insieme. Sostanzialmente, ero stanca di portare avanti una cosa che tanto entrambi avevamo capito che non andava, perché tanto non c'è niente da fare, quando le cose vanno non c'è bisogno di parlarne, le si vivono e basta. E infatti non capisco tuttora perché poi si è incaponito in questo modo, dato che seduti al tavolino di un bar mi ha ammesso di non sentire le farfalle pur chiedendomi un’altra sola settimana. Ora, tutti sanno che le farfalle hanno il tempo di schiusa di almeno un mese, cosa pensava che gli nascesse in pancia in una settimana? Nulla, e infatti il nulla è successo. Tutto come sempre, ossia il silenzio ed evidentemente nessun principio di sfarfallamento, così io, che sono lungimirante, non ho atteso nemmeno quella settimana e già venerdi al telefono gli ho spiegato appunto il ciclo vitale di una farfalla. Così ho passato il venerdi sera inebriata da altro e il venerdi notte inebriata da lui! Perché io sono una persona coerente, si sa! Però sabato ho ripreso coscienza che è ancora inverno e che per le farfalle devo aspettare primavera e così abbiamo richiuso questa cosa tra di noi, almeno guardandoci negli occhi. Da sabato pomeriggio fino a tutta la notte mi sono presa il mio giorno di giramenti e domenica finalmente sono arrivata alla conclusione che forse il periodo sabbatico dalla frequentazione del genere maschile ancora non è bastato e così in una frazione di secondo ho chiamato il ragazzo con cui sarei dovuta uscire stasera per spiegargli, appunto, che forse ancora non ci ho capito granché su come funzionano gli uomini e, già che ci sto, nemmeno su come funziono io. Mi rendo conto di non aver fatto una bella figura, ma tanto sarebbe solo servito ad incasinarmi un altro po’, quando invece l’unica cosa chiara che ne ho tratto dalla storia col Pantofolaio Rosa è che devo prima capire bene cosa cerco, per non ripetere più l’errore di avvicinarmi a qualcuno quando già dalle prime battute si capisce che la cosa non andrà.
Così eccomi domenica con le mie cuffiette sparate nelle orecchie per cercare di non sentire tutti i miei "se" e "ma" e tornare a casa piena di buste di vestiti da shopping compulsivo. Insomma, tutto da decalogo e come da decalogo mi sarei aspettata di passare il mio lunedì mezza tramortita tra l'alzataccia di prima mattina per la trasmissione, il lavoro e poi di corsa a chiudermi in casa. Invece, per fortuna, non tutti gli uomini vengono per nuocere, come appunto il Calzinaio Matto, che per quanto strampalato e bizzarro possa essere, alla fine forse è quello le cui stranezze combaciavano meglio con le mie. E così, proprio quando mi ero arresa a passare il mio lunedì sera a cucinare branzino con patate da sola a casa, ecco il suo invito a pranzo che mi ha riempito il cuore e rassicurata sul fatto che io non ho proprio nulla che non vada. Anzi, a detta sua, non devo proprio sprecare tempo con persone che non si rendono conto di che persona stanno lasciando andare.... e se lo ha detto lui!! E dato che io non credo nelle coincidenze, penso proprio che noi due ci vogliamo talmente tanto bene (no Luana, non ci amiamo più! quello che ci lega è veramente una profonda stima e un infinito bene, quindi non ci sperare!), che sentiamo reciprocamente quando uno ha bisogno dell’altro, ed è per questo che ora sto scrivendo questo post, in pieno relax, sdraiata sul divano di casa del Calzinaio Matto, con il mio Linetto appollaiato sulle gambe, mentre in forno sta cuocendo un salmone croccante che tra poco condividerò con l’unico maschio che da adesso in poi avrà spazio nei miei pensieri… il mio Linetto!

SALMONE CROCCANTE

Ingredienti:
4 filetti di SALMONE fresco
4 fettine di PANE
1 ciuffo di PREZZEMOLO
1 ciuffo di ANETO
2 rametti di TIMO
1 rametto di ROSMARINO
½ LIMONE (buccia)
PEPE BIANCO
SALE
OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA

Preparazione:
1) lavare e asciugare il salmone
2) porlo su una teglia rivestita di carta da forno.
3) Tagliate a cubetti le fette di pane e mettetele in un mixer insieme alle erbe aromatiche, la scorza di mezzo limone, l’olio, il sale e il pepe.
4) Tritate il tutto grossolanamente, ottenendo delle briciole non troppo fini.
5) Coprite con questa panatura il salmone schiacciando bene in modo da compattarla.
6) Mettete in forno caldo a 180° per 20/25 minuti 

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