Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 7 febbraio 2014

RELAZIONE LAMPO - RISOTTO AI CARCIOFI

Allora, dove eravamo rimasti. Ah sì, a quando la mia vita scorreva tranquilla e spensierata. A quando, preso possesso della mia casa, avevo ormai preso anche possesso della mia figura autonoma e indipendente all'interno di questa casa, ma anche fuori. A quando Mari un bel venerdì pomeriggio ha esordito dicendo che bisognava fare serata. E quando Mari se ne esce con "fare serata" significa una sola cosa.... Vestirsi bene, truccarsi meglio, depilarsi se possibile e caricarsi per una nottata senza freni. E così è stato. Venerdì sera siamo andate a cena in un posto fico di Roma, dove io come al solito centravo poco e nulla. Ed evidentemente il ragazzo che ci ha accolte all'entrata deve averlo capito immediatamente, dato che il tavolo che ci ha fatto preparare era nell'angolino buio e sconsolato dell'ultimissima saletta accanto al bagno! Alla cena è partita la prima bottiglia di vino e a seguire sono seguiti mirto e altri vodkalemon, che forse sono serviti al tipo dell'ingresso a capire che eravamo lì per divertirci, tanto da averci accompagnate anche di sotto nell'area "lounge" (a quanto pare è il nuovo modo trendy per esprimere il concetto di discoteca e in effetti fa più effetto). La serata é finita come era prevedibile, con un rimorchio del tipo dell'ingresso, ma quello che invece non era prevedibile sono stati i giorni a seguire. Ora, per tutti noi sarebbe facile pensare che a fine serata il tipo dell'ingresso sarebbe evaporato come i fiumi di alcol nel mio cervello, e invece no. Il tipo non solo non è evaporato, ma addirittura si è materializzato in forma prima di telefonata - badate bene, ho detto telefonata e non messaggio - e poi anche in forma fisica, mostrandosi interessato ovviamente al fisico, ma forse anche al cervello. E questo è stato in effetti il problema, perché ok che non ho il fisico da modella californiana, ma solo per evidente problema di color smunto della pelle, non per altezza e longilineità, ma quanto a cervello non è che ultimamente sia messa bene.
Infatti, non appena lui si è mostrato interessato, l'unica cosa che sono riuscita a fare è stato pormi miliardi di domande sul perché mai lui fosse interessato proprio a me. E già che ci stavo, dato che non riuscivo a darmene una risposta, ho girato quelle stesse domande anche a lui, il quale, in evidente stato confusionale, ha provato a blaterare qualcosa che potesse apparire di senso compiuto. E sono certa che sarebbe sembrato così a chiunque, ma ovviamente non a me. Morale della favola sono entrata in apnea, non ho respirato per così tanto tempo da non fornir più ossigeno al cervello, producendo così la morte istantanea di quel povero criceto che ormai solo soletto se ne gironzolava sulla ruota ormai arrugginita dentro il mio ipotalamo. E così, niente fisico da modella californiana, niente più criceto da far credere di essere dotata di mente pensante, mi sono ritrovata inerme di fronte ad una nuova e sconcertante verità: se per tutte le donne vale il detto "la verità e che non gli piaci abbastanza" quando i vari ragazzi di turno spariscono, o fanno apparizioni lampo come la luce fulminata di un motel, per me ne vale anche un altro: quando gli piaccio abbastanza, faccio di tutto per non piacergli! E devo dire che funziona anche bene. Il trucco è facile. Basta viversi due giorni di pura follia e spensieratezza con il tipo in questione, giusto il tempo di fargli credere di essere persone sane ed equilibrate, e poi subito dopo iniziare a sognare l’abito bianco e i nomi che vorremmo dare ai nostri 14 futuri figli comunicandoglieli tutti di fila come fossero una filastrocca! Dai scherzavo, questa volta a dir la verità c’ero anche riuscita a non far decollare il cervello con i soliti pensieri fumosi di fior d’arancio e centri tavola pomponici. Questa volta, quando il tipo ha esordito con “non diamoci una definizione”, l’ho trovata quasi una cosa sensata e non un affronto alla mia indole di divoratrice di favole disney. Tanto che le domande infatti sono state altre, del tipo, ma allora perché ti ritrovo a casa tutte le sere che cucini risotti ai carciofi indossando le mie ciabatte rosa? E detto questo, voi penserete giustamente che l’incontro col tipo risalga ad almeno due mesi fa e invece no. Il tutto si è svolto in un lasso di tempo brevissimo di quindici giorni esatti: incontro seguito da una prima notte senza chiudere occhio, poi telefonata, poi ciabatta rosa e risotto ai carciofi, la mia apnea, la sua respirazione bocca a bocca, allora il mio “ti lascio perché ti amo troppo, anzi no lasciami tu perché io ti amo troppo e non ce la faccio” e il suo definitivo “ok, non ti preoccupare, ti lascio io perché non ti amo affatto”. E voi penserete che l’abbia esagerata. Beh, magari solo un pochino colorita, ma le cose sono andate più o meno così. Solo quindici giorni. Stavolta ho battuto ogni record, perché Kate Hudson in “Come farsi lasciare in 10 giorni” alla fine non ce l’ha fatta ed è finita con un “vissero felici e contenti, nonché belli come il sole”, mentre io in 15 giorni ho raggiunto l’obiettivo e sono pure finita con due occhiaie stile panda in estinzione per le ore di sonno che in questi giorni ho perso.
Che vi devo dire… ah sì, magari le motivazioni del perché mi sia comportata come una pazza furiosa. Beh, per queste ci sarà da attendere il prossimo post, giusto il tempo di metabolizzare la cosa. Per ora però direi di accontentarci della ricetta del risotto ai carciofi, che vi assicuro che cucinato con le ciabatte rosa ai piedi avrà tutto un altro sapore!

RISOTTO AI CARCIOFI

Ingredienti:
2 CARCIOFI
1 LIMONE
PREZZEMOLO
1 L di BRODO VEGETALE
1 SCALOGNO
OLIO extra vergine d’oliva
SALE
180 g di RISO
½ bicchiere di VINO BIANCO
PEPE NERO
PARMIGIANO

Preparazione:
1) Lavare i carciofi, togliere le foglie dure più esterne fino ad ottenere i cuori formati solo da foglie chiare e tenere
2) Tagliarli a metà, eliminare il fieno, ridurli a spicchietti e metterli in acqua acidulata con il limone.
3) Nel frattempo, preparare il brodo con un dado, tritare il prezzemolo e anche lo scalogno
4) In una padella abbastanza ampio, far imbiondire lo scalogno nell’olio a fiamma bassa
5) Non appena imbiondito, alzare la fiamma e unirvi i carciofi e mescolare di contino per almeno un paio di minuti a fiamma vivace
6) Abbassare un pochino la fiamma, aggiustare di sale e pepe e aggiungere il prezzemolo. Qualora il fondo di cottura si asciughi troppo, aggiungere una mestolata di brodo
7) Quando i carciofi staranno per raggiungere la cottura ideale, aggiungere il riso alzando un po’ la fiamma e farlo tostare
8) A questo punto sfumare con il vino e una volta evaporato, iniziare ad aggiungere di tanto in tanto il brodo fino a cottura
9) Quando il riso sarà quasi cotto, unire abbondante parmigiano e mescolare con forza.
10) Servire con un po’ di prezzemolo lasciato da parte e una spruzzatina di pepe.

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