Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 10 gennaio 2014

CAMBIAMENTI - CROSTATA ALLA MARMELLATA


"Eh già... sembrava la fine del mondo, ma sono ancora qua"... così cantava Vasco e così canto anch'io.
Vi ricordate quando raccontavo le mie paure di dovermi trasferire da sola a casa nuova, o del mio nuovo status di single dopo anni di monogamia incondizionata, o del mio trasferimento a lavoro? Beh, devo ammettere che ho vissuto un 2013 decisamente intenso e fervido di cambiamenti. A gennaio del 2013 di certo mai mi sarebbe venuto in mente che da lì a due mesi mi sarei lasciata col Calzinaio Matto, con conseguente abbandono del tetto coniugale e di Lino. E nemmeno mi sarei mai aspettata di trovare un nido accogliente come quello di casa della Runci. Talmente tanto accogliente che alla fine mi hanno convinto ad andare a casa mia solo con la promessa che zia Runci avrebbe dormito da me almeno tre sere a settimana. E più o meno così va. La convivenza forzata (la sua, non la mia!) continua, con solo delle piccolissime differenze, a cui devo dire ci siamo abituate quasi subito. Per iniziare ora abitiamo in un piano terra, anziché al terzo piano senza ascensore. Questo ha avuto un effetto positivo sulla puntualità della Runci, la quale spesso e volentieri dimentica qualcosa a casa e se ne ricorda solo quando è già fuori dal portone.
Non che prima si impegnasse a fare tre piani di scale a piedi per venire a riprenderselo, ma almeno ora quando le devo lanciare qualcosa dalla finestra, non c'è più il rischio che finisca su un davanzale di una qualche vicina bisbetica che non le permette di entrare a casa per recuperarlo (ti ricordi, Runci? in caso, qui affianco ti facilito la memoria con una bella foto ricordo!).
Altra differenza di questa nuova convivenza è la gestione dello spazio. Ora ne abbiamo decisamente troppo.
Se prima avevamo a disposizione un divano ed un letto sul soppalco e quindi per comodità e pigrizia alla fine dormivamo entrambe sullo stesso divano, ora abbiamo ben due divani ed un letto nell'altra stanza. Appunto per questo non ho capito perchè dormiamo ancora comunque sullo stesso divano e perché ancora la Runci si lamenti se sotto la coperta la sfioro con il piede, quando se ne potrebbe andare sul divano accanto. Per non parlare poi dell'utilizzo quanto meno enigmatico che la Runci fa del bagno. Ce ne sono due grandi, entrambi con doppi lavelli, ma lei, non so perché, ogni volta che siamo in bagno insieme continua a scansarmi per usare il mio lavandino, avendone un altro attaccato identico, pensato e strutturato appositamente per lei. Sono certa che questi sarebbero due ottimi spunti per una riflessione psicoanalitica della nostra amicizia.
Insomma, in realtà poco è cambiato. Il tanto temuto trasloco è avvenuto con successo e senza troppi traumi. E forse proprio per questo, dato che in fondo avevo tenuto botta abbastanza bene, il destino ha tenuto in serbo per me un ulteriore cambiamento, che ha previsto il terzo trasloco dell'anno: quello a lavoro. Ancora ricordo bene quel giorno. Era da un pò che tra i corridoi circolava la voce di cambiamenti in atto all'interno del nostro palazzo. Io e la Runci ci guardavamo con gli occhi lucidi, perché tanto sapevamo che una delle due se ne sarebbe andata. E così è stato. 14 Novembre. Giro di nomine che nel giro di pochi giorni mi ha portato ad impacchettare tutto e a traslocare in un'altra sede. Solo a ripensare a quei giorni ancora mi vengono i lucciconi. Ecco, questo cambiamento, contrariamente a quello che pensano tutti coloro che mi sono stati accanto durante questo anno, è stato in assoluto il più difficile che ho dovuto affrontare e che tuttora sto affrontando.
E la ragione è semplice: a differenza degli altri due (quello di lasciare il Calzinaio Matto e quello di lasciare il nido con la Runci) il dover lasciare il mio lavoro, tutti i miei colleghi, gli amici, le mie abitudini, le mie sfumacchiate in stanza con Runci, gli abbracci di Antonio, la pausa caffè di mezz'ora con annessa spettegolata con Mary, la crostatina alla marmellata di albicocca messa da parte ogni mattina da Gabriele, le corse sul corridoio per andare a riferire a Giulia il fatto del giorno, i saluti che si trasformavano in una chiacchierata di un'ora con i vigili dell'entrata, le scale in discesa per andare da Pamela, le scale in salita per affacciarmi da Francesco per i consigli d'amore e il fare capolino nella stanza di Massimiliano per gli stessi consigli d'amore, il sentirsi in famiglia pur essendo tra colleghi di lavoro ... ecco questo non l'ho deciso io. Questo l'ho dovuto solo accettare.
Certo, ovviamente avrei potuto scegliere diversamente, ma vi assicuro che poi in fondo la scelta non l'ho dettata io, ma le normali circostanze della vita lavorativa. E' così che certe cose vanno e che devono andare, ma vi assicuro che poi alla fine si affronta tutto, e che i cambiamenti, anche quelli più temuti, diventano presto una nuova routine. Basta solo saperli affrontare con lo spirito giusto, quello spirito che in pochi giorni mi ha fatto stringere amicizia con il mio nuovo collega Andrea, di cui sono certa ne sentirete spesso parlare su questo blog.
Mutatis mutandis dicevano i latini, ed è vero. E se, in fondo, l'unica sostanziale differenza tra questa nuova sede e la vecchia è che in questa non c'è un bar interno dove incontrare i colleghi e mangiare crostatine, sono certa che, portando la crostata fatta da me in casa, presto il luogo d'incontro diventerà il salottino antistante la mia porta!

CROSTATA DI ALBICOCCA

Ingredienti:

  • 150 g di BURRO
  • 300 g di FARINA 00
  • scorza di 1 LIMONE
  • 130 g di ZUCCHERO
  • 2 TUORLI
  • MARMELLATA
Preparazione:

1) disponete la farina nella classica forma a fontana
2) al centro mettere i tuorli d’uovo, lo zucchero, il burro a pezzetti e la scorza grattugiata del limone
3)impastare il tutto abbastanza molto velocemente
4)quando il composto sarà liscio ed omogeneo, avvolgerlo in un foglio Domopak e fate riposare in frigo per mezz’ora
5)trascorso il tempo, stendere l’impasto aiutandovi con un altro po’ di farina per non farlo attaccare alla spianatoia
6)una volta stesa la pasta, imburrate una teglia di circa 24 cm di diametro e stendete sopra l’impasto alto circa mezzo cm.
7)Regolare i bordi della crostata e a questo punto distribuite la marmellata su tutta la superficie
8)Con la frolla avanzata, fate tanti rotolini e disponeteli a grata sulla crostata
9)Cuocere in forno preriscaldata a 180° per circa mezz’ora.





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