Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

lunedì 21 ottobre 2013

THE ADDAMS FAMILY CON LA LASAGNA

Disgraziatamente quest'anno mia zia ha avuto la malaugurata sorte di festeggiare il suo 65° compleanno proprio il giorno di Atalanta - Lazio. L’appuntamento era alle ore 12, perché a casa mia (la casa in questione nella fattispecie era di zia, ma nella nostra famiglia non si usa distinguere di chi sia la casa) non basta arrivare a cinque minuti dal fischio di inizio: prima bisogna fare l'analisi del pre-partita per scandagliare bene la classifica, discutere sui se e i ma in caso di vittoria, pareggio e sconfitta, esaminare il morale dei giocatori e concludere alla fine che... Eccoci tutti qua.
Per un motivo o per un altro la famiglia è di nuovo radunata intorno ad una tavola imbandita, anche se oggi abbiamo pranzato con circa due ore di ritardo rispetto al solito, a causa appunto del match di campionato. Match terminato con una sonora sconfitta, ma una volta che zia ha messo al centro della tavolata la sua famigerata lasagna (quella che a Natale deve custodirmi dalle grinfie dei cugini) già avevamo dimenticato il risultato, tanto che mio cugino è tornato a sfornare le sue battute, papà ha ripreso a seguire le conversazioni di famiglia, ovviamente sempre a tratti dato che l'orecchio buono era comunque teso ai risultati degli altri campi, e zio ha ricominciato a dedicarsi alla sua attività preferita: mettere e togliere piatti dalla tavola. Perché la nostra è una famiglia un po' particolare. 
Non ce n'è uno che assomigli all'altro e tutti ci caratterizziamo per qualcosa di unico: papà è come una sorta di tutto fare sempre pronto ad accorrere in aiuto di tutti con la sua valigetta degli attrezzi; Mariagrazia, sua moglie, ha il compito invece di redarguirlo quando da quella valigetta fa spuntare fuori i suoi consigli e le sue domande da curiosone; zio Giorgio è il pacato di casa, quello che riesce ad abbassare la media dei decibel emessi tra le mura domestiche quando siamo tutti riuniti, e anche quello più ordinato, tanto che ogni volta dobbiamo stare attenti a non farci sfilare il piatto da sotto il naso se decidiamo di prendere una pausa tra una forchettata e l'altra; zia Anna, la festeggiata di oggi, è il filo conduttore di tutti noi, perché aggiorna in tempo reale tutti i componenti della famiglia sui fatti accaduti a ciascuno, anche quando le si chiede di tenere il segreto. E sì, perché i segreti nella nostra famiglia non si riescono a tenere tali neanche per mezz'ora. Appena una cosa esce dalla bocca di qualcuno è praticamente certo che nell'arco di due giorni la notizia arrivi anche a nonna Lina, la capofamiglia per eccellenza, che a quel punto alza la cornetta ed esclama: "senti un pò, ma è vero che..." E quando la telefonata inizia così, è inutile che le si provi a dire di avere tanto da fare. Bisogna lasciar stare quello che si sta facendo, sedersi sul divano e accendersi una sigaretta, perché almeno per un'oretta si deve sviscerare a fondo il pettegolezzo, giusto il tempo di trovare il lato positivo della faccenda e farla diventare un altro aneddoto da raccontare al prossimo Natale!
Ed è a Natale che mio cugino Roberto da il meglio di sé, come quando alla tenera età di dodici anni ha commentato “e se sente!” il regalo che mia madre aveva fatto alla famiglia: una foto di me appena nata con su scritto “quest’anno ci sono anch’io”.
Come accade in ogni coppia che si rispetti, se a mio cugino tocca il ruolo del poliziotto buono, a Serena, sua moglie, spetta quello del poliziotto cattivo, che - devo dire - interpreta alla perfezione con calci sotto il tavolo, o occhiate esplicite, per placare Roberto quando il tono di voce arriva a sfidare gli acuti pavarottiani, o quando si esibisce in imitazioni riuscitissime della sorella. Per fortuna, Sivlia, la sorella appunto, negli anni ha imparato a non offendersi, tanto che ora ci si fa una bella risata sopra, che ovviamente lui imita un istante dopo! E la risata non è l’unica cosa che ho in comune con mia cugina, perché è vero che siamo completamente differenti, ma sempre più spesso ci capita di rivedere nell’altra scelte, atteggiamenti e situazioni che entrambe pensavamo non potessimo mai vivere nella stessa maniera. In effetti, i cromosomi non sono acqua e io dovrei iniziare ad ammettere che quando le dico che è pesante per qualcosa che ha scritto su facebook, o per una risposta che ha dato a qualcuno, in realtà lo sto dicendo a me stessa, dato che facciamo le stesse cose!
La famiglia nel senso stretto, in pratica, sarebbe finita qua, ma come vi ho detto noi siamo una famiglia un po’ particolare, una famiglia allargata, anzi no, una famiglia con le braccia allargate, nel senso di tese ad abbracciare chiunque ci voglia bene. Sul serio! Ed è per questo che siamo tanti, perché quando allarghiamo queste braccia non possiamo non includere Domenico, il migliore amico di mio cugino e sua degna spalla di comicità; la mia amica Runci, di cui oggi non mi dilungo a parlare perché basta scorrere tutti i miei post per scoprire che ruolo ha nella mia vita; mia madre, che se anche si è lasciata con mio padre da quasi 28 anni, ha continuato ad essere parte integrante della vita e dei cuori di tutta quest’altra parte di famiglia e con lei anche Aldo, suo marito, e con lui anche Giulia e Luca, i miei fratelli, figli di Aldo. E di persone che fanno parte della mia famiglia ce ne sono anche molte altre, perché se c’è una cosa che ho imparato proprio dalla mia famiglia “allargata”, è che per essere considerata tale c’è bisogno di poche cose, ma quelle essenziali: amore e un forno abbastanza grande per sfornare una lasagna che sazi chiunque la voglia condividere con noi.


LASAGNA AL FORNO

Ingredienti per 8 persone:
  • 500 gr di LASAGNE
  • 1200 ml di PASSATA DI POMODORO
  • 3 SALSICCE
  • 500 gr di CARNE MACINATA di vitello
  • 300 gr di CARNE MACINATA di maiale
  • 250 gr di BESCIAMELLA
  • 500 gr di MOZZARELLA
  • 200 gr di PARMIGIANO
  • SALE
  • OLIO extravergine
  • 3 CAROTE
  • 2 CIPOLLE BIANCHE
  • 2-3 coste di SEDANO
  • 1 bicc. di VINO BIANCO
  • 2-3 foglie di ALLORO
Preparazione:

1. Preparate le lasagne con la pasta fatta in casa o compratele già pronte in un buon negozio di pasta fresca.

2. In una pentola molto capiente preparare un soffritto di cipolle, carote, sedano con olio di olvia extravergine.

In questo caso ho preferito tritare con il mixer tutti gli aromi, ma se preferite potete mettere il tutto a soffriggere in pezzi abbastanza grandi da poterli successivamente toglierli (mia zia dice che come faccio io, il sugo viene troppo dolce, ma non l'ha mai assaggiata (!), ma ad onor del vero io la sua non solo l'ho assaggia, ma la divoro ogni Natale (!))

3. Schiacciare la carne macinata e aggiungerla al soffritto sfiocchettandola.
4. Fate rosolare la carne per qualche minuto a fuoco vivace e poi irroratela col vino, alzando un pò la fiamma.
5. Non appena il vino si sarà asciugato, aggiungere il pomodoro aggiustato con un pò di sale. Abbassate la fiamma a fuoco lento.






6. Immediatamente dopo aver girato il sugo, aggiungere le salsicce.

7. Prima di chiudere il coperchio per far cuocere a fiamma bassissima il sugo per almeno due ore, mettere le foglie di lauro, meglio conosciuto come alloro.

Le foglie di alloro nel sugo in cottura servono a rendere il preparato molto più digeribile (trucco della nonna del Calzinaio Matto!)

8. Terminata la cottura del sugo (deve essere benr appreso e corposo), inziate a comporre le lasagne.

   9. Per prima cosa, tagliare a fette le mozzarelle ben scolate.

Mia Zia, sempre quella che fa la alsagna squisita, suggerisce di passare la mozzarella al passa pomodoro con buchi larghi. in effetti, in questo modo si distribuisce su ogni strato molto più uniformemente.



10. Ungere una teglia capiente con l'olio.


11. Ora si procede con la prima stesura del primo strato. Il primo passo è di versare un pò si sugo in fondo alla teglia.


12. Ora disponete uno strato di lasagne (alcune vanno prima scottate in acqua bollente salata).

13. Cospargete di ragù e versate uno strato di besciamella, le fettine di mozzarella e una sploverata di parmigiano.

14. Ripetere l'operazione, formando i vari strati, fino a esaurimento ingredienti, o altezza della teglia.

15. Unica accortezza: l’ultimo strato è con parmigiano e mozzarella.

16. Quando anche l'ultimo strato sarà composto, mettere la teglia in forno già caldo. 30 minuti di cottura a 200°.



Ed ecco il risultato!




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