Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

mercoledì 2 ottobre 2013

ESSERE L'ECCEZIONE - IL CURRY

Qualche sera fa prendevo un aperitivo con un ragazzo che a brucia pelo mi ha chiesto cosa volessi e cercassi dall'amore. Senza nemmeno pensarci la risposta è partita in automatico: "essere l'eccezione"! E mi sembrava di aver detto proprio una banalità, tanto che mentre pronunciavo quelle parole era come se sentissi il coro della Runci insieme al mio. Infatti, domenica pomeriggio nel bel mezzo di una lunga passeggiata su lungotevere (in realtà la passeggiata era a Campo de Fiori, ma prese dai nostri pensieri abbiamo dimenticato dove avessimo parcheggiato e così abbiamo percorso tutto il lungotevere prima a destra e poi a sinistra prima di ritrovarla) la Runci se ne è uscita con: "io vorrei tanto la pancia...", che tradotto dal gergo runciano significa che vorrebbe tanto avere un figlio. Sospiro in simultanea, incrocio degli sguardi che in un attimo sono diventati come quelli di Candy Candy quando incontra Anthony al giardino delle rose e la sentenza runciana si è fatta ancora più decisa: "Che poi il tipo farebbe due opere di bene: salverebbe la vita a una povera zitella perché almeno così smetterei di fumare e darebbe alla vita una bella creatura!" E già queste mi sembrano due ottime motivazioni per mettere al mondo un figlio, ma in realtà quello a cui io e la Runci ci riferiamo quando intendiamo "essere l'eccezione", come Gigi per Alex, è avere accanto un uomo che ci ama cosi incondizionatamente da desiderare di mettere al mondo un figlio con noi perché vuole sia a nostra immagine e somiglianza, è potersi lanciare ad occhi chiusi da un grattacielo avendo la certezza più assoluta che sotto ci siano le sue braccia protese a raccoglierci. E io l'ho fatto. Ogni volta che ho amato, l'ho fatto talmente tanto intensamente da essermi lanciata, per poi però essermi ovviamente schiantata al suolo. Ma come Billy il Coyote, per fortuna, sono sempre riuscita a riprendere forma e a rialzarmi. E proprio come Billy il Coyote, magari all’inizio zoppicando e utilizzando qualche amica come stampella, ho poi ripreso anche a correre, pronta anche a ritrovarmi su un altro precipizio. Ecco, magari con il prossimo uomo dovrò ricordarmi di portare con me un paracadute di scorta, però continuo ad essere fiduciosa che la prossima volta non dovrò proprio aprirlo. Perché sono fatta così, preferisco correre con il rischio di cadere, preferisco lanciarmi con il rischio di schiantarmi, preferisco volare come Icaro e farmi cogliere dall’ebrezza di raggiungere il Sole, piuttosto che rimanere incastrata in un labirinto senza via d’uscita.
Questa mattina, però, ascoltando per la milionesima volta la canzone di Mengoni (de gustibus non disputandum est), mi sono resa conto che forse essere l'eccezione non è cosa a cui ambiscono tutte, o per lo meno forse hanno smesso di farlo. Lui canta di una donna (?) che è per lui l'essenziale, cosa che sinceramente a me suona tanto riduttivo. L'essenziale, per come la interpreto io, è qualcosa di ridotto all'osso. E' qualcosa di cui non si può fare a meno, ma a cui in fondo manca tutto il resto per essere indispensabile. L'essenziale è quella cosa di cui ci si accontenta e che non ti riempe la vita. E’ praticamente come ordinare al ristorante una bistecca e come contorno l'insalata al posto delle patate al forno (perché, parliamoci chiaro, ma chi è che preferisce davvero l'insalata alle patate al forno?) o, ancor peggio, cucinare la pasta senza sale, perché poi in fondo le cose che viviamo dipendono tutte da come noi le condiamo. E se proprio devo scegliere, allora io voglio essere un condimento d’eccezione, una spezia particolare, anzi quella spezia che in realtà è la miscela perfetta di tutte le altre: il curry.
E magari non tutti lo sanno, ma di curry non ne esiste uno uguale all’altro. Ciascuno lo può creare a seconda della quantità e della qualità dell’una e dell’altra spezia, scegliendo anche quale mettere e quale omettere, ogni volta a proprio piacimento, ogni volta a seconda del gusto che si vuole dare al piatto della vita.
Inutile, quindi, che oggi vi proponga la ricetta per il curry più buono, o quello più piccante, o quello più saporito. Quello che posso fare è proporvi una serie di spezie con le quali preparare il vostro curry perfetto, anche perché il mio di certo non lo svelerò così tanto facilmente.

CURRY
Nella cucina indiana l'equivalente italiano del curry (mistura di spezie) è indicato con il termine masala. Esistono decine di masala differenti e i più famosi sono: il garam masala, il tandoori masala e il pav bhaj masala.
Le varie spezie di cui sono composti sono:la cannella, i semi di cumino, il coriandolo, i baccelli di cardamomo, i chiodi di garofano, i grani di pepe nero, la curcuma, i peperoncini, l’aglio, la polvere di zenzero, il sesamo, i semi di senape, il finocchio e molte altre…

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