Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 1 ottobre 2013

CHE SIANO GEMELLI... - TARTARE DI TONNO

Quando mi piace qualcuno lo stomaco mi si chiude inesorabilmente e riesco a non mangiare per giorni. Evidentemente in questo periodo non mi piace nessuno, perché non faccio che fermarmi a bar, pizzerie, kebabbari e cornetterie anche uno in sequenza all'altro. L'altro giorno mi sono ritrovata a mordere un supplì, mentre nella mano sinistra tenevo già un pezzo di crostata per dopo. E non ci sarebbe stato da spaventarsi se non fossero state le cinque del pomeriggio e non mi fossi alzata da tavola poco più di un'ora prima. Così, spaventata dalla voracità con la quale ingurgito qualsiasi cosa mi capiti a tiro, ho preso coraggio e sono salita sulla bilancia. E wow... Addirittura un chilo in meno. Ma allora cosa vuol dire la mia irrefrenabile masticazione onnivora? Presa da un po' di timore, ho così composto il numero del medico per il quale avevo preso un diretto ristorante-casa Runci, anziché per Torino (la mia faccia come il sedere è proverbiale) chiedendogli di prescrivermi analisi mirate. Dopo neanche qualche ora ero sdraiata su un freddo lettino con un braccio disteso, pregando Dio non mi facesse il prelievo proprio lui e infatti dopo pochi minuti è entrato col suo camice immacolato e il suo sguardo come a dire "tanto lo sapevo che avresti trovato una scusa per tornare da me". Credo che però dopo due giorni si sia dovuto ricredere sulla scusa che avevo trovato perché mi ha chiamata dicendomi che avrei dovuto fare un altro tipo di analisi, perché sospettava fossi incinta. E dopo  il primo "oh cazzo!", o meglio, dopo anche il secondo e il terzo e non so quanti altri ne siano seguiti, ha preso il comando della situazione Gigi e ho esclamato: "ma almeno sono gemelli?"
In quell'istante sono certa lui abbia ringraziato che venerdì sera io abbia preso il treno per casa di Runci e non per Torino e mi ha dato appuntamento per lunedì. Ovviamente mi sono presentata a fare quelle benedette analisi con tutto il seguito di mia competenza, tanto che alla reception della clinica hanno pensato fosse arrivato tutto l’harem di uno sceicco arabo con anche tutti i valletti: più o meno una decina di persone tutte schierate in attesa di sapere i risultati. Claudia mi continuava a ripetere che in ogni caso lei aveva già esperienza da zia, Marianna mi guardava come a dire "non ti preoccupare a tutto c'è una soluzione...", Veronica già aveva iniziato col toto nomi e tutti gli altri nemmeno ricordo cosa facessero e cosa mi dicessero, perché io ero nel più completo pallone e non facevo altro che chiedere della nutella.
Dopo non so quanto tempo di attesa, il “torinese” mi ha avvicinata con una faccia contrita e, ritrovandosi accerchiato nemmeno fosse l'oracolo di Delphi, si è sbrigato a sibillare che non erano due gemelli e non ne era nemmeno uno solo. Falso positivo. Solo questo ricordo, perché poi mio cugino mi ha portata fuori, mentre sentivo Silvia che gli inveiva contro qualcosa sull'andare a... Torino.
Insomma un weekend di ansia e panico, diecimila domande che nemmeno vi sto a raccontare e ora... un grande "bah, però, in fondo, se fosse stato..."
E siccome forse la faccenda non mi sarebbe dispiaciuta più di tanto, a patto che fossero stati due maschi (!), mi sono consolata con un piatto che in caso non avrei potuto mangiare per almeno nove mesi: la tartare di tonno che adoro da morire!

TARTARE DI TONNO

Ingredienti:
300 g di TONNO
2 cucchiaini di OLIO extra vergine d’oliva
4 fili di ERBA CIPOLLINA
1 punta di SENAPE
PEPE NERO
SALE

Preparazione:
1) tagliare al coltello il tonno a cubetti di circa mezzo centimetro
2) tagliare i fili di erba cipollina
3) mettere ad insaporire per almeno mezz’ora il tonno così tagliato in una ciotola con l’olio, il sale, il pepe, la senape (meno di mezzo cucchiaino) e l’erba cipollina
4) una volta macerato il tutto, adagiare uno stampino sul piatto di portata e metterci il tonno
5) pressare con l’aiuto di un cucchiaio
6) estrarre lo stampino e ecco pronta la tartare

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