Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 10 settembre 2013

QUANDO I TEMPI COINCIDONO... FICHI PROSCIUTTATI

“E’ tutta una questione di tempi” ha tuonato l’altra sera Marianna, sfoderando la sua arma migliore, ossia il suo indice destro puntato contro di me!
E come al solito aveva ragione, riferendosi a me in merito ad una situazione con un ragazzo che potrebbe essere così sintetizzata: io parto, lui torna; io torno, lui parte; io sto qui e lui torna; io sto sempre qui, lui pure, ma non torna da me.  Ma questa è una delle tante situazioni che capitano a chi si getta irresponsabilmente nel mondo dei single, ed è una di quelle situazioni in cui la scelta più saggia che si possa fare è gettare la spugna, sventolare bandiera bianca. E infatti ho detto saggia, perché io prima ho dovuto sbatterci ripetutamente il grugno. Del resto è anche vero che chi si arrende è perduto e io a perdere proprio non ci sto. Ma questo, per fortuna, è solo uno dei tanti risvolti di queste situazioni, perché poi ne capitano inaspettatamente altri in cui i tempi coincidono e a me è successo proprio poche ore fa, durante la mia solita passeggiata, questa volta proprio per elaborare la mia resa e sconfitta.
Come al solito All Star ai piedi, proprio mentre esco da lavoro di Marianna, ormai diventato una sorta di pit stop, vedo questo ragazzo che ormai da un pò di mesi mi capita di incontrare spessissimo durante le mie uscite. Era fermo sul marciapiede, mentre io mi avvicinavo sempre più a passo svelto per imboccare Viale Trastevere. In pochi istanti lo passo e poi mi giro per vedere se mi avesse vista e… mi stava vedendo, proprio in quell’istante. Gli sorrido e con uno splendido sorriso mi saluta. Ricambio il saluto e mi rivolto per proseguire la mia passeggiata e mentre sono già ad almeno una trentina di falcate di distanza da lui mi chiede “come va?”. Ora voi capite bene che per una come me basta veramente poco per entrare in modalità Gigi. Praticamente soffro di personalità bipolare in queste situazioni. E’ come se la parte goffa e più tenera di me prendesse il sopravvento su quella razionale. Ovviamente, se Gigi non avesse già preso possesso del mio cervello, avrei con nonchalance rallentato il passo, sfilato le cuffiette dalle orecchie e risposto alla sua domanda, terminando con un’altra domanda per avere così una scusa per fermarmi definitivamente a chiacchierare con lui. Del resto era stato lui ad attaccare bottone, io a questo punto avrei dovuto solo dare l’ultimo giro di filo per fissarlo bene e invece le mie gambe hanno continuato a camminare, mentre in tutta fretta mi sono sbrigata a dire che stavo andando da Christian. Immagino vi starete chiedendo che cavolo ne sa questo di chi sia Christian e perché io gli abbia risposto così. Avete ragione, ma come prima vi ho detto "è tutta una questione di tempi" e con questo qua, a quanto pare, coincidono parecchio, perché non più tardi di due settimane fa, facendo il mio pit stop-passeggiata da Christian - che poi più che un pit stop come al solito si è trasformato in un arresto per avaria motore - l’ho beccato seduto sul mio solito sgabello. Vagamente, ma proprio vagamente, ho praticamente fatto il terzo grado al mio amico, il quale mi ha detto che il tipo ha un locale a Trastevere e che spesso va da lui per staccare un po’ la spina e bersi una birra senza ansia clienti. E per farvi capire quanto coincidano i tempi tra me e questo tipo, poco più di un mesetto fa sono andata con Marianna a prendere un caffè nel suo locale. E indovinate un po’? Il caso ha voluto che lo incontrassi pure là! E’ praticamente scritto…!
Insomma, una decina di minuti più tardi arrivo da Christian, ma lo saluto di corsa dicendogli che sarei ripassata più tardi dopo la mia passeggiata. Vi domanderete perché mai sono scappata via senza aspettare magari un pochino per fare la prova del nove. 
Per chi non conoscesse come funziona la prova del nove nel mondo di Gigi, ve la spiego subito: tanti indizi formano una prova. Primo indizio: il destino gioca a favore facendoci incontrare di tanto in tanto. Secondo indizio: quando già mi ero allontanata, mi ha chiesto come mi andasse, dimostrandosi cordiale e anche interessato (?). Al terzo indizio, alla fine, si forma la prova schiacciante, quella che sigilla definitivamente il suo interesse: se fosse passato a bersi una birra da Christian sapendo che io stavo là era fatta! Ma entrare in modalità Gigi, non significa mica diventare completamente deficienti. E così, mi sono data uno sguardo veloce addosso. Leggins neri con all star nere, e fino a qua sarei anche potuta passare, ma sopra avevo una maglietta di una nuance così insignificante che non esiste nemmeno nella nomenclatura dei colori e con sopra ancora una scamiciata grigio topo che nemmeno mia nonna per fare le pulizie di casa si metterebbe mai. Capelli ovviamente raccolti in una coda, coda di lunghezza come quella di un jack russell dato che i miei capelli sono corti. Frangia manco a dirlo tutta scompigliata, perché nel frattempo già avevo sudato tutto il mezzo litro di acqua che mi ero bevuta prima di uscire di casa. Un’unghia era spezzata per le pulizie di casa di Mari del giorno prima e le altre avevano tutto lo smalto rosicchiato, roba che quando Veronica me le ha viste mi ha dato della cugina di un Casamonica. E così dopo essermi guardata ho ragionato – eh sì perché nel frattempo, camminando, stavo rinsavendo e piano piano Gigì stava abbandonando il mio corpo – che il tipo in questione, in pratica, mi aveva sempre vista conciata in quella maniera e avrebbe potuto pensare che anche nella vita normale mi vesto cosi. Non che io abbia un gusto particolarmente spiccato, ma insomma quando mi impegno qualcosa riesco a migliorare. E allora ho pensato che se avessi rinunciato momentaneamente al terzo indizio schiacciante per formare la prova, magari Christian gli avrebbe potuto dire che ero andata a fare la mia solita passeggiata. Eh sì, perché Gigì stava uscendo dal mio corpo, ma ancora non aveva mollato definitivamente il mio cervello, e quindi nel suo mondo fatato il ragazzo in questione avrebbe sicuramente detto a Christian che mi aveva incontrata e che pensava di trovarmi là!
E così ho proseguito la passeggiata con i miei pensieri in testa, che a mano a mano si spostavano dalla mancata coincidenza di tempi col tipo di questa estate, alla perfetta sintonia col tipo appena incontrato. Passata circa un’oretta e mezza decido di rientrare. Imbocco vicolo del cinque col cellulare perennemente in mano per commentare un post di Marianna e mi sbrigo a passo veloce e testa bassa a raggiungere Christian per capire se il tipo fosse passato di lì, quando a pochi metri dalla mia meta… boom! Mi scontro col tipo. E stavolta non è stato un incontro, è stato proprio uno scontro talmente veloce che la modalità Gigi non ha fatto in tempo ad inserirsi e così è finita che da Christian non sono più andata e l’aperitivo me lo sono andato a fare nel suo locale. Sì, tutta sudata, con le unghie alla Casamonica e vestita come un’istruttrice di palestra in pensione… ma del resto quando i tempi coincidono….
E proprio perché i tempi coincidono, è successo anche che il bicchiere di vino bianco me lo ha servito con una nuova ricetta che sfoggerà nel mese di ottobre, a base ovviamente di fichi! Ho evitato di dirgli che ho un blog di cucina, perché altrimenti non avrei potuto scrivervi il post, ma la ricetta me la sono fatta dare comunque… Eccola qua!

FICHI PROSCIUTTATI
Ingredienti:
- 4 FICHI maturi
- 4 fette di PROSCIUTTO CRUDO (consigliato un prosciuto saporito, ma non troppo salato
- SESAMO q.b.
- OLIO extra vergine di oliva
- MIELE q.b.

Preparazione:
1) pelare i fichi senza però sciacquarli
2) arrotolare intorno a ciascun fico una fetta di prosciutto
3) sul fondo della teglia da forno cospargere il sesamo
4) a questo punto mettere i fichi sopra e cospargere anche loro di sesamo
5) passare un filo di olio e mettere in forno a 180° per 5 minuti, il tempo che il prosciutto si arriccerà un pochino
6) appena sfornati passare sopra ai fichi un po’ di miele e servire caldi


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