Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 27 settembre 2013

INAUGURAZIONE DI CASA CON I CROISSANT SALATI

Come tutti sapete, vivo a casa della Runci da ormai il 22 febbraio, alternandola di tanto in tanto con quella di Marianna, del Calzinaio Matto e quella dei miei genitori, ma solo quando mio fratello mi permette di infilarmi nel lettone con lui. E come tutti sapete, casa mia in realtà è pronta, ma io faccio finta che ancora manchino cose fondamentali, tipo i quadri appesi alle pareti, o le mensole da montare. Oggi però ho dovuto fare i conti con me stessa, dicendomi che forse era arrivata l’ora di diventare grande e di smetterla di fare la profuga con il portabagagli pieno di vestiti e scarpe, anche perché a forza di girovagare di casa in casa senza preavvisi la faccenda mi sta costando più per mutande e calzini, che per la ristrutturazione di porte e finestre. Così ieri pomeriggio, oltre a muovermi finalmente per comprare la cappa (ormai è diventata emblema del mio trastullarmi per non venire ad abitarci), mi sono fermata a riflettere sul perché io non voglia andare vivere lì da sola. Per mesi mi sono detta che una volta assaporata la vita di Testaccio non avrei più voluto cambiare quartiere: non è da tutti poter andare a comprare gli hamburger alla macelleria della piazza con la sciarpetta della Lazio al collo senza essere avvelenata al primo morso. Da sempre, poi, ho dichiarato che non potrei mai più vivere senza la Runci, ma poi lei ha deciso di segnarsi in palestra a Balduina sotto casa mia e così anche questo appiglio è svanito, dato che me la trascinerò a dormire con me almeno tre volte a settimana.
Così, non avendo più giustificazioni da apportare, oggi sono andata a casa nuova e ho iniziato a girarmela in solitaria per capire cosa mi respingesse nel venire ad abitare qui. E non ci è voluto molto per capirlo. Quando ho iniziato i lavori di questa casa convivevo ancora con il Calzinaio Matto, con il quale avevamo condiviso la demolizione di alcuni muri e sognavamo come sarebbe stata la nostra cucina. Pochi mesi dopo ci siamo lasciati, ma il progetto della casa era ormai andato avanti e quell’impronta rimane tuttora in maniera evidente.
Appena si entra, si apre un open space di non so quanti metri quadri con in fondo, al centro della sala, una cucina che nemmeno Vissani si sognerebbe per cucinare senza doverci isolare in un'altra stanza quando ci sono gli amici. Su questo open space si aprono due porte, una del bagno per gli ospiti e un’altra che porta alla zona notte: due camere e due bagni entrambi con doppi lavelli, perché io avrò gemelli, me lo sento! Nessuna cabina armadio perché il Calzinaio Matto è troppo disordinato e mi avrebbe fatto innervosire ogni mattina. Stanze non troppo grandi perché entrambi abbiamo sempre vissuto appiccicati nelle parti comuni di casa e giardino mattonato perché entrambi abbiamo il pollice nero, io per le piante e lui per i barbecue che fa ad oltranza anche d’inverno.
Insomma, non ci volevano sei mesi per capire che forse il mio rifiuto per questa casa era dovuto al fatto che rappresenta tutto ciò che ho desiderato per quattro anni di convivenza e che ad un passo dall’ottenere la vita che ho sempre sognato, in un baleno mi è sfuggita di mano. Immagino che ciascuno di voi da piccolo immaginava come sarebbe stata la propria vita da grande. Bhè, io l’ho continuata ad immaginare anche quando sono diventata grande, tanto che quando ho conosciuto il Calzinaio Matto dopo pochi mesi gli ho dato l’out out per andare a convivere, perché dovevo mantenere intatta la mia tabella di marcia. A 26 anni fuori di casa, del matrimonio non me n’è mai fregato niente, ma a 30 i figli per forza! E invece eccomi qua, a 31 anni senza figli, con una relazione di convivenza con una donna che "amo" nemmeno fosse l’uomo che mi ha chiesto di sposarlo al centro dell’Olimpico e una casa ancora tutta da arredare.
A questo pensiero, ho aperto la porta di casa, sono andata al supermercato a comprare tutti gli ingredienti e, una volta tornata, ho iniziato ad impastare la farina con le uova per preparare quei croissant che avrei voluto tanto cucinare per i miei ospiti durante le feste. E mentre impastavo e scaricavo tutta la tensione, mi sono guardata intorno con occhi diversi. Davanti a me ho iniziato a vedere un divano tutto colorato a righe che presto comprerò (io e il gusto dell’orrido…) e che il Calzinaio Matto non mi avrebbe mai permesso di mettere. Alla mia destra i pensili di colore azzurro, segno di riconoscimento della mia fede laziale, altra cosa che quel romanista a tempo perso non mi avrebbe mai concesso. Nel bagno degli ospiti tessere di mosaico di ogni sfumatura del viola e del rosa che fa tanto kitch anni 70, a dispetto del suo gusto “passo inosservato”.
E quando è stato il momento di infornare i miei croissant salati ed hanno iniziato a sprigionare l’odore che associo sempre alle feste, ho pensato bene di chiamare le mie amiche e di invitarle all’inaugurazione di casa, perché non importa se ci sia ovunque l’impronta di quella che sarebbe dovuta essere la mia vita col Calzinaio Matto.
Quello che conta è che senza nemmeno accorgermene io sia andata avanti per la mia strada e il gusto dell’orrido con la quale ho tirato su questa casa ne è segno evidente, ed è ciò che ora la rende la MIA casa e che sarà presto dimora della mia nuova vita.
Sempre con due gemelli, questo è ovvio.


CROISSANT SALATI

Ingredienti:
300 g di FARINA
35 g di PARMIGIANO
1 tuorlo d'UOVO
220 g di BURRO
SALE q.b

Preparazione:
1) su una spianatoia mettere 240 g di farina e formate la classica fontana
2) fare un buco al centro della farina e mettere il tuorlo con in pizzico di sale
3) a filo aggiungere un pò d'acqua
4) iniziate ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio
5) ora formate un panetto con la restante farina e il burro
6) stendere con il mattarello il primo impasto, fino ad ottenere un foglio di pasta alto circa 5 mm
7) ora stende l'altro impasto e sovrapponetelo al primo
8) ora ripiegate il tutto in quattro parti e stendete di nuovo la sfoglia
9) lasciate riposare per circa 30 minuti
10) ora tagliate la sfoglia in una decina di triangoli
11) al centro di ogni triangoli mettete il parmigiano e avvolgeteli su loros tessi partendo dalla punta, sino ad arrivare alla base
12) rivestita una teglia con carta forno ed adagiatevi i croissant
13) spennellate ciascun croissant con un tuorlo sbattuto e infornate a 180° per 20 minuti circa
14) fate raffreddare prima di tagliarli e riempirli a vostro piacimento

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