Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

mercoledì 25 settembre 2013

FACCINE DI WHATSAPP - TORTA DELICE

Quest' estate durante la vacanza in Sardegna mi scrivevo con un tipo (“mi scrivevo” non è un errore di sintassi, è proprio voluto, perché nella pratica io scrivevo a me stessa dato che lui non rispondeva) e Daniele scriveva a tante tipe. Io chiedevo delucidazioni a lui sul mondo maschile e i vari comportamenti che nemmeno Freud, Fromm e Nostradamus insieme sarebbero mai riusciti a decifrare e lui mi mostrava i suoi progressi in campo sentimentale con le varie tipe alle quali dava contentini di tanto in tanto (detta alla Daniele, metteva fermini, o pasturava), mandando bacetti volanti ad una ed elargendo faccette ad un’altra. Mentre lo vedevo sogghignare al di là dello schermo dell’Iphone, ad essere sincera, dentro di me pensavo che la sua strategia fosse totalmente perdente. Voglio dire, ci hanno fornito del dono della parola con la quale si possono esprimere concetti articolati, chi mai riuscirebbe a sintetizzarli con una faccetta che al posto del sorriso ha una cerniera, o con un’altra che tiene un occhio chiuso e uno sbarrato tipo psycho, il tutto per fare una linguaccia? Ma evidentemente il problema era tutto mio, perché i giorni passavano e io rimanevo al chiodo appesa all’interpretazione di queste benedette faccine che il tipo aveva iniziato ad usare pure con me, mentre Daniele mieteva vittime a distanza, nemmeno fosse un cecchino di precisione.
Così è successo che un giorno, presa dall’ennesimo raptus di nervi nel ricevere in risposta a “Spero mi penserai immerso tra i coralli” la mano che fa l’ok, ho cancellato il numero, le conversazioni e tutto ciò che lo riguardava, sancendo così la mia sconfitta definitiva dinnanzi al re delle faccine.
“E’ come imparare l’alfabeto alle elementari: una volta che apprendi tutte le lettere, poi con quelle formi frasi di senso compiuto”, mi ha provato a spiegare Daniele. Ma che frasi di senso compiuto potrei mai trarre da una mano che fa l’ok, se non quella di aver azzeccato il prezzo alla ruota finale di Iva Zanicchi?
Niente, le faccine e i simboli whatsappiani non fanno per me. E’ come l’alfabeto dei segni quando guardi il telegiornale, ma almeno lì c’è anche la parte parlata e raccontata. E allora - dico io - gli ideatori di whatsapp non potrebbero inserire un semplice comando che al passaggio del dito sopra ogni faccina, appaia anche una breve sintesi dell’interpretazione che se ne dovrebbe fare? Non so, magari sopra a quello dell’”ok il prezzo è giusto” potrebbe comparire “il tipo non sa che risponderti perché pure tu come te ne esci con la storia dell’immersione tra i coralli, che originalità!”, o almeno questa è stata l’interpretazione che ne ho dato io ed è per questo che ho cancellato il numero.
In sostanza, da quel giorno è iniziata la mia promozione di una petizione che chieda agli ideatori di whatsapp un dizionario “faccine-italiano-faccine” che dia un senso universalmente comprensibile all’uso smisurato che ormai se ne fa, ma dato che anche loro mi hanno risposto con una faccina, quella che fa la linguaccia stile psycho (è per questo che ne ho appreso il significato), ho capito che dovevo indirizzare in altra maniera i miei sforzi. Così una sera mi sono radunata con le mie amiche di sempre e quando è stato il mio turno per fare outing ho dichiarato la mia difficoltà con queste nuove modalità di comunicazione. Claudia, che non ha nemmeno facebook, ha subito condiviso con me il problema. Veronica, che invece con le faccine fa concorrenza a Daniele, tanto che riesce a formarci un alberello di Natale per far capire al tipo che regalo le piacerebbe ricevere per l’anniversario della loro prima settimana di uscite, ha provato a consolarmi dicendomi che prima o poi troverò qualcuno che userà il telefono per semplici sms e chiamate. Marianna, la più saggia di noi, ha infine sentenziato che faccine o non faccine, quando due si prendono riuscirebbero a comunicare anche parlando lingue differenti, perché la lingua dell’amore è universale. E detta questa, a noi non è rimasto che tirare fuori un pacco da dieci di kleenex, un pacco da dieci di Kinder Delice ed inserire il cd de “La verità è che non gli piace abbastanza”, che in queste serate serve a ricordarci quello che in fondo vogliamo dall’amore: essere l’Eccezione, come Gigì per Alex, senza bisogno di interpretazioni.
E se anche voi che leggete avete bisogno di una serata per capire cosa veramente volete dalla vita e cosa vi aspettate in amore, dato che la nottata sarà un po’ amara, il mio consiglio è di addolcirla con la torta delice che vi posto di seguito.

TORTA DELICE

Ingredienti per 8 persone:
200 gr di CIOCCOLATO FONDENTE
120 gr di BURRO
250 gr di ZUCCHERO
240 gr di FARINA
1 bicchiere grande di LATTE INTERO
1 bustina di LIEVITO
UOVA
3 cucchiai di CACAO AMARO in polvere
SALE
1 barattolo medio di NUTELLA
250 ml di PANNA da montare

Preparazione:
1) in una ciotola grande mettere i 4 tuorli, con lo zucchero e sbattere forte fino a formare una crema omogenea
2) nel frattempo sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente
3) una volta sciolto lo aggiungiamo ai rossi d'uovo sbattutti, insieme al cacao in polvere.
4) setacciamo la farina e uniamoci il lievito
5) a questo punto aggiungiamo il burro, il latte, un pizzico di sale e la farina con il lievito
6) mescoliamo bene il tutto, prima con la forchetta e poi con il minipimer
7) attenzione ai grumi. eliminarli tutti
8) ora uniamo anche gli albumi d'uovo e continuiamo a mescolare
9) pre riscaldiamo il forno a 180 gradi
9) una volta che il composto è formato omogeneamente, imburriamo una teglia rotonda o rettangolare
10) versare il composto nella teglia e cuocere in forno per almeno 30 minuti, anche 40.
11) passato il tempo, facciamo la prova dello stuzzica dente. se non rimangono residui attaccati la torta è cotta, altrimenti far stare altri 5-10 minuti.
12) mi raccomando, non aprire il forno tante volte, altrimenti si altera la cottura.
13) una volta cotta la torta, tiriamola fuori dal forno e lasciamola freddare
14) mentre la torta si fredda montiamo la panna. Più la panna è fredda, più si monta meglio
14) una volta freddata la torta, versarla su un piatto da portata e tagliarla a metà con un coltello per il pane.
15) su una metà spalmiamo il barattolo di nutella (mi raccomando, non scaldare la nutalla a bagnomaria come suggerito altrove. Io sono una specialista di nutella e ovetti kinder e vi assicuro che gli sbalzi repentinei di temperatura ne alterano consistentemente il sapore).
16) sull'altra metà, quella lasciata sul piatto per comodità, spalmare tutta la panna.
17) richiudere le due metà dell torta.

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