Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

giovedì 5 settembre 2013

DOPO LA PASSEGGIATA CARBONARA


Ore 18,30 - lancio la borsa sul divano e mi vesto in tutta fretta per andare a fare la mia solita passeggiata di non so quante ore per smaltire tutto lo stress accumulato dalla giornata di lavoro. Vabbé, non è credibile, passeggiata per ammirare le bellezze della mia città. Ok, la verità, per smaltire quel benedetto pranzo con le mie amiche a cui non ho saputo rinunciare.
Ore 19 - piombo a lavoro da Marianna, che avevo appunto visto poche ore prima al pranzo, per confermare la cena. “Mi raccomando dietetica, che già oggi abbiamo sgarrato”. Peccato che lei non avesse toccato né una briciola di pane, né la dose da cavallo di patate al forno che io e Claudia abbiamo ordinato doppie. Doppie, nel senso di due piatti ciascuna, che con quello che non ha mangiato Marianna fanno 5 porzioni in due.
Ore 19,15 - riparto alla grande, passo svelto e pensieri in testa. Ah sì, avevo anche gli auricolari del telefono alle orecchie, perché stavolta i pensieri li ho dovuti smistare e condividere prima con Giulia (ancora non parlo di me in terza persona! Giulia è la mia nuova supercollega) alla quale ho raccontato per filo e per segno del mio ultimo flirt, ovviamente conclusosi con “hai saputo di Giulia (io, stavolta)? E’ morta!” e poi con Cecilia su whatsapp con annesse foto e faccine per capire quale abbinamento fosse più appropriato per andare a cena fuori, stabilendo che:
1)    alla prima uscita al tacco non ci si può rinunciare;
2)    la gonna no, perché dopo sembra che mi acchitto per uscire con uno, come se non passassimo prima in profumeria a lasciare mezzo stipendio per comprare il profumo che deve rimanergli ben impresso per ricordarsi di noi, poi un’ora tra doccia, creme per rendere setosa la pelle e semi di lino per lucidare i capelli, un’altra mezz’ora buona solo per allungare le ciglia e circa due ore davanti all’armadio, appunto per stabilire come ci si deve vestire per dare l’effetto “sì mi piaci, ma non così tanto da aver preso mezza giornata a lavoro per prepararmi ad uscire con te!”
3)     i jeans stretti solo chiari, perché quelli scuri se li possono permettere tutte e io invece sono magra!
4)     Il trucco va dalla nuances pesca al dorato, mai rosa e viola perché già sono aggressiva di carattere, non lo posso spaventare subito guardandolo negli occhi.
Ovviamente, tra una foto e una chattata in attesa che Cecilia mi risponda, continuo una conversazione su fb iniziata già due ore prima con Daniele. E anche con Daniele ovviamente parlo di fatti assolutamente rilevanti, di taratura intellettiva pari almeno ai discorsi sulla “teoria dei giochi” tra John Nash e il suo unico amico, quello immaginario. Ma il mio amico è invece reale, e così il nostro discorso “sull’equilibrio” si basa ovviamente se dare o non dare 45 euro alla Roma per il derby e se possiamo trovare un compromesso tra “ti vengo a fare gli scatoloni, ma tu vienimi a raccattare per strada che mi sono persa”.
Concludo la conversazione con Daniele, stabilendo che il nostro equilibrio è di rimediare i biglietti di tribuna sia per il derby, che per le Coppe, sapendo già che è un equilibrio precario, perché poi tanto a noi piace andare ai nostri soliti posti e alla fine compreremo i biglietti!
Giusto il tempo di pensare “con quel tipo alla fine avrei potuto…” che squilla l’altro telefono, quello aziendale. E in questi casi le cose sono due: o è la mia famiglia che ancora non ha imparato il mio numero dell’Iphone, o è il capo. Attimo di terrore: è Silvia, mia cugina, per fortuna, che tra una discesa e l’altra della metro mi deve assolutamente raccontare di come poi è andata a finire quella cosa rimasta in sospeso (prometto di non dire di più!). Maledetta metro che non capisco mai quando perdo la linea e continuo a parlare da sola per ore, fino a quando ho la gola secca e solo allora mi viene il dubbio che dall’altra parte mia cugina è svenuta?, si è addormentata?, si è suicidata buttandosi sulle rotaie? E tu tu tu.., giusto in tempo perché senza nemmeno accorgermene la mia passeggiata scacciapensieri sta giungendo al capolinea.

Ore 21 – due ore di camminata, 5 telefonate, non so quante whatsappate e infiniti carteggi su fb e la conclusione a tutti i miei pensieri è che per non averne, basta solo non pensarci! E se la camminata non sarà servita a slacciare tutti i miei nodi, almeno mi ha fatto venire una gran fame, quindi al bando Marianna ai fornelli con i suoi petti di pollo, perché stasera ci vuole una bella carbonara!

CARBONARA

Ingredienti per 4 persone:
- 500 g di PASTA (mezze maniche rigate)
- 300 g di GUANCIALE
- 150 g di PECORINO
- 100 g di PARMIGIANO
- 4 UOVA
- PEPE NERO
- SALE

Preparazione:
1) tagliare il guanciale a striscioline
2) in una padella antiaderente far sciogliere a fiamma bassissima il grasso del guanciale. Ci vorrà almeno mezz'ora.
3) nel frattempo, in una terrina rompere due uova intere e due rossi
4) iniziare a lavorare le uova sbattendole in maniera ferma e decisa con la forchetta
5) non appena si sarà formata una crema schiumosa, aggiungere tutto il parmigiano, un pò di sale e il pepe a vostro piacimento.
6) amalgamare bene fino a formare una crema densa e omogenea e lasciar riposare
7) una volta sciolto tutto il grasso del guanciale, alzare la fiamma e far abbrustolire bene il guanciale
8) a questo punto buttiamo giù la pasta, scolandola rigorosamente al dente
9) una volta cotta, versarla nel recipiente con le uova, e versateci sopra il guanciale abbrustolito con l'olietto del grasso
10) girare e amalgamare il tutto, aggiungendovi il pecorino.

Oggi più di ieri, buono gnam a tutti!





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