Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 17 settembre 2013

CAMPANELLI D'ALLARME CON TORTA AL CIOCCOLATO

Qualche giorno fa Marcella, la mia più assidua lettrice, mi ha scritto un messaggio per dirmi che il blog è come “il giornale che mi sfoglio al bar”!
Ed io ero seduta proprio al tavolo di un bar quando mi si è avvicinato un ragazzo che mi fa: “non sarai mica una di quelle che si mette al tavolo da sola per rimuginare su quanto è stronzo l’ex!” Tempo che alzo lo sguardo e la modalità Gigi si innesca in automatico, nemmeno stessi guidando una Smart. Tempo che lo guardo in faccia e la modalità Gigi si disinnesca, ricordandomi che io non ho una Smart. Però l’approccio mi era piaciuto e così ho pensato: “vabbè, almeno è simpatico, potremmo diventare amici”. E nemmeno faccio in tempo a posare la tazzina del caffè, che me lo ritrovo seduto di fronte che ordina un caffè anche per lui e una fetta di crostata per me senza nemmeno chiedermelo.
Il resto della storia ve la potete immaginare. Lui sembra un tipo brillante, mentre io combatto con la mia parte bipolare respingendo la Gigi che è in me e che ogni tanto vuole dire la sua. Lui è brutto ma sembra interessante, mentre io ogni tanto faccio dire qualcosa anche a Gigi, del tipo “sì, proprio ieri mi è successo di investire un gatto”. Lui è anche vestito fico come piace a me, mentre intanto Gigi ha preso possesso di me e mi sbriciolo tutta la maglietta con la crostata. Però stavolta Gigi ci ha visto lungo perché mi alzo per sgrullarmi tutte le molliche di dosso e lui, pensando lo stessi per liquidare, mi chiede il numero.
Da lì in poi si sono susseguiti un po’ di messaggi su whatsapp, fino all’ultimo fatidico che ha sancito la fine del nostro rapporto mai iniziato, per fortuna. Lo riporto testualmente per impedire a Claudia di dirmi che sono la solita snob e che se non do la possibilità a nessuno di uscire con me, andrà a finire che mi ritroverò presto vecchia e sola a dar da mangiare ai piccioni di Viale delle Milizie.
Messaggio: “Quanti coffe al giorno prendi? Perché se rinunci a quello dopo il pranzo, sta sera andiamo a prenderne un’altro insieme.
Per chi non fosse stato attento, in un periodo lungo 20 parole ha fatto 3 errori: 1) coffe??? Non ho capito. Sei inglese? Perché in tal caso, coffe, si scrive coffee, ma dato che il caffè è italiano, anche se tu vieni dalle scogliere di Dover si scrive caffè, così come lo pronunciamo, altrimenti penso che mi vuoi portare da starbucks per berne uno lungo e inizio a sognare che già hai prenotato di nascosto un aereo per Londra – sempre per la storia di Gigi di cui sopra; 2) sta sera. Allora due sono le cose: o alla riga dopo scopro che non sei inglese, ma “romano de Roma” (“sta” è la forma romana contratta di “questa”) e allora mi arrabbio perché mi hai subito fatto infrangere il sogno di volare a Londra contro una vetrina di un bar, oppure scopro che sei un italiano ma di quelli ignoranti perché stasera si scrive tutto attaccato. 3) un’altro. E con questo capisco definitivamente che il caffè me lo devo andare a prendere al bar e non da starbucks, ma con "un altro", appunto quello senza apostrofo, che mi invita a cena invece che a prendere un "coffee" e col quale "stasera" già ho preso appuntamento!
E questo è solo uno degli epiloghi che io e le mie amiche negli anni abbiamo collezionato di una serie di flirt e relazioni spot che sono appunto durate quanto una pubblicità dell’amaro Giuliani per digerirle. E i motivi sono sempre le nostre manie che, però, funzionano benissimo come campanello d’allarme ed è per questo che ne ho stilato una lista anche per voi.
1) Vi scambiate il numero e lui non vi chiama. Ora vi starete dicendo: “che c’entra? Se non chiama è fuggito lui, non c’è bisogno che lo faccia io.” Sbagliato, perché una come me innesca subito la modalità Gigi e scriverebbe per prima, facendo finta di non capire che se lui non usa il mio numero è semplicemente perché non lo vuole usare e non perché lo ha segnato male, anche dopo che ho fatto io lo squillo sul suo per farglielo memorizzare!
2) Se usa il vostro numero solo su whatsapp, le cose sono due: o ha una voce bruttissima e in tal caso scappate comunque, o non è interessato. Chiamare significa che ci vuole sentire, che mi sembra il primo passo affinché ci voglia anche rivedere. Quindi, se non chiama e si limita a whatsapp il consiglio è di mandargli una bella emoticon con il teschio e chiudete là la storia.
3) A proposito di emoticon, se per rispondervi usa praticamente solo quelle, o frasi fatte, o frasi corte come “ok”, “no”, “si”, o addirittura solo la punteggiatura, fidatevi perché ci sono appena passata, vuol dire che risponde ai vostri messaggi e nel frattempo chatta con quell’altra/e che gli interessano certamente più di voi. E già che ci sono, voi sapete per caso se al mondo esiste un manuale che spieghi l’interpretazione di alcune faccine, tipo quella che ride a denti stretti, che solo per capire che quelli erano denti e non una cerniera ci ho messo due mesi di messaggi con uno che usava praticamente solo quella, anche quando gli chiedevo se aveva fatto la valigia per partire e ora capite perché avevo pensato fosse una cerniera?
4) Ancor peggio dell’uso di whatsapp, c’è l’uso esclusivo di messenger facebook. Scappate a gambe levate perché con la fidanzata ci parla al telefono, con l’amante su whatsapp e con l’amante dell’amante su messenger facebook. Se voi foste poi l’amante, dell’amante, dell’amante, allora non solo ha seri problemi di edonismo, ma preparatevi ad addomesticare i piccioni a cui presto inizierò a dar da mangiare io perché vi serviranno come corrieri per le missive. Ora capite a cosa si riferiva Claudia??
5) Se non vi viene a prendere a casa e vi da appuntamento in un luogo non meglio precisato fino a mezz’ora prima dell’incontro, vuol dire che fino a mezz’ora prima era in attesa di riuscire ad incastrarsi con quell’altra. Se, oltretutto, per trovare il luogo dell’appuntamento dovete impostare il navigatore per scoprire che è una strada sterrata alla periferia di Roma, allora che abbia un’altra è la certezza e in tal caso impostate sul navigatore l’indirizzo di “va a quel paese”, fategli una fotografia e inoltrategliela via whatsapp.
6) Se vi viene a prendere a casa, per capire se è il caso di tornare immediatamente indietro con la scusa "ho dimenticato la pentola sul fuoco acceso", ma è inverno e non riuscite a vedere se sotto al pantalone ha i calzini bianchi (un must che ovviamente ci tramandiamo di generazioni in generazioni e nemmeno mia nonna che ha fatto la guerra sarebbe mai uscita con uno che ha il calzino bianco, piuttosto scalzo!), guardatelo in testa. Se ha il gel, scappate. Hanno inventato le cere: non sporcano le mani, non ungono i capelli, li rendono morbidi e non vi fanno correre dal ferramenta a comprare lo sciogli-colla in caso vi venga l’idea di toccarglieli.
7) Se nel momento in cui vi avvicinate per baciarvi lui sprigiona quell’odore tipico del Pino Silvestre, le cose sono due: o in macchina ha un arbre magique ed è un altro must da cui scappare che risale ai tempi di mia madre se non di mia nonna, o ancora vive con i suoi e ruba il bagnoschiuma al padre. Probabile che se lo continuerete comunque a frequentare scoprirete che come deodorante usa Malizia o Axe, e spero almeno che a questo punto decidiate di fuggire.
8) Infine, se anche dopo il bacio e la cena e il dopo cena è andato tutto liscio, vi manca solo che superi l’ultima prova: il sesso. Ci sono solo due casi in cui dovrete scappare senza neanche rivestirvi, per tutti gli altri alle prime volte facciamo finta di niente e diamogli altre opportunità. Se dopo averlo fatto vi chiede “ti è piaciuto?”, o l’ultima new entry della settimana appena raccontatami dalla mia amica, vi dice “sei stata brava”, rispondete che siete talmente esaltate dalla performance e che per riprendervi dovete scappare a casa a prepararvi una bella torta al cioccolato fondente. Lui capirà che a voi non è piaciuto e che piuttosto siete state "brave" a farglielo capire diplomaticamente con la storia della torta, che servirà in realtà a farvelo dimenticare al primo morso!

TORTA AL CIOCCOLATO

Ingredienti:
- 200 g di FARINA
- 200 g di ZUCCHERO
- 100 g di CIOCCOLATO FONDENTE 
- 50 g di CACAO AMARO in polvere
- 5 UOVA
- 1 bustina di LIEVITO
- 50 ml di LATTE INTERO
- 200 g di BURRO

Preparazione:
1) far sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente
2) sempre a bagnomaria fate sciogliere tutto il burro
3) una volta sciolto sbattetelo bene con l'aiuto di una frusta elettrica
4) una volta lavorato bene, aggiungere lo zucchero e continuare a sbatterlo
5) ora unite un uovo alla volta e continuate a sbattere il composto
6) non smettete finché il composto non risulterà soffice e omogeneo
7) ora unite il cioccolato sciolto e la polvere di cacao
8) una volta mescolato, aggiungete anche la farina ed il lievito
9) sbattere finché non si crei una crema densa 
10) in caso vi sembri troppo dura, aggiungere un pò di latte, altrimenti non ce ne sarà bisogno
11) a questo punto imburrata una teglia da circa 18 cm di diametro
12) versare la crema e infornare a 180° per circa un'ora





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