Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

lunedì 9 settembre 2013

2O ANNI DI AMICIZIA - TORTA DI CASTAGNE

9 Settembre 1993
Primo giorno di scuola. La maestra ci assegna i posti dei banchi e io capito insieme ad una ragazzina tutta nera, bassina, che per le prime due ore di lezione non spiccica una parola. Suona la campanella. Ricreazione. Mi guardo intorno e mi spunta davanti una biondina tutta pepe col sorriso stampato sulla faccia. Attacco subito bottone e alla fine della scuola, mentre scendiamo le scale per uscire, esordisco: “Senti ma domani ci mettiamo in banco insieme?”.  E lei: “ Ma come facciamo, poi le nostre compagne ci rimangono male”.


Ed è rimasta così: buona, generosa, altruista. E io sono rimasta così: scaltra, diretta, invadente. E’ per questo che la nostra Amicizia dura ininterrottamente da ben 20 ANNI!!!
Oggi è il compleanno mio e di Claudia, ma anche dell’Amicizia in generale e proprio ieri con alcune mie amiche abbiamo buttato giù una serie di ricordi, frasi, eventi che abbiamo vissuto insieme in tutti questi anni e che sono per noi la sintesi di cosa significhi essere veri amici.
Magari per la maggior parte di voi non avranno senso e faranno sorridere solo chi si ritroverà protagonista di queste storielle, ma sono certa che invece, plasmate su ciascuno di voi, vi faranno fare un tuffo nella vostra memoria e vi faranno ricordare perché siete così legate alle persone che vi circondano.
E allora ecco il mio senso dell’Amicizia.

L’AMICIZIA è:
     - Claudia che si è presa uno schiaffo volante al Goa per dividermi mentre mi tiravo i capelli con una.
-    Entrare a casa di Marianna, trovarla insieme a Claudia con trapano in mano e scatoloni di Ikea sparsi per casa, ed esordire senza nemmeno salutarle “Non vi aspetterete che io faccia qualcosa” e uscire qualche ora più tardi avendo pulito tutta la cucina, sistemato gli alimenti in frigo in ordine di scadenza, e ritrovarsi ovviamente con un’unghia rotta.
    - “Piantala di essere Gigi. Se lui non ti chiama, non ti scrive, non ti chiede di uscire, non è perché l’hanno rapito gli alieni, o il cane gli ha mangiato il cellulare. La verità è che non gli piaci abbastanza".
- Marianna che non mi manda a quel paese perchè me la sono fatta passare dalla segretaria mentre era in riunione, giurando fosse una cosa veramente importante e invece era solo per chiederle se quella sera saremmo andate al Nice o all’Area.
- Veronica che dopo 6 mesi di convivenza forzata mi guarda negli occhi e mi dice “mi domando come facevo prima quando non c’eri”.
      -  Avere in macchina il carica batterie dell’iphone a doppia entrata perché non si sa mai che a qualche amico serva di caricare in contemporanea a me.
   - Giulia a cui dico di avere una stalker sul blog che mi insulta pesantemente (sì dico a te che continui a scrivermi minacce ed improperi e per la quale ho dovuto chiudere i commenti del blog. Continua pure, perché l’unica cosa che sei riuscita ad ottenere è farmi coccolare ancora di più da tutti i miei amici!) che mi risponde: “Tesoro, il problema è solo che sorridi e sei felice”.
Daniele che mi urla “è frocioooooo” ogni volta che prendo un palo.
    -   Aldo che a 31 anni ancora si preoccupa per me; mamma che a 31 anni ancora mi rimprovera; papà che a 31 anni ancora mi dice che sono il suo orgoglio; nonna che a 31 anni ancora mi compra gli ovetti kinder; zia che a 31 anni ancora mi fa compagnia in bagno; Roberto che a 31 anni ancora mi considera la cugina piccola; mio cugina che a 31 anni ancora preferisce guidare lei; zio che a 31 anni mi chiama ancora Camilla, e forse più a ragion veduta ora, che quando ero piccola!

     - “Sono triste, sola e disperata. Voglio starmene a casa con plaid e pigiama e uscire solo quando avrò terminato la mia scorta di Nutella” e ritrovarsele appese al citofono intenzionate a buttarti sotto la doccia e a sradicarti fuori di casa.
    - “Ho avuto un presentimento, mi sta tradendo. Partiamo ora per Firenze e andiamo a spiarlo”. “Sì, amica io credo nel tuo sesto senso!”, salvo poi arrivare  a Firenze, chiamarlo e scoprire che lui era tornato a Roma per farle una sorpresa.

     -  uscire di casa in tuta per fare la mia passeggiata e ritrovarmi dopo pochi metri seduta al locale di Christian a bere spritz e ridere per ore.
   -  annuire convintamente e non sbottare a ridere in faccia alla mia amica che mi dice che Fabri Fibra è fico ed è proprio il suo tipo.
    -  Silvia che mi ha fatto da editor al libro, a cui ho rotto le scatole per nove mesi interi mandandole quotidianamente aggiornamenti anche sulle virgole, e lei si è offesa perché ho citato il fratello e lei no.
   - frignare senza sosta dichiarando che in fondo a me piaceva raccogliere i calzini da sotto il letto e avere accanto le mie amiche che non mi mandano a quel paese.
   -  Marianna con la quale mi lamento che devo andare due giorni a Pomezia per lavoro e mi dice che non è problema: salirà un giorno prima dalla Puglia e mi verrà a fare compagnia.
   -  Il cazziatone delle mie amiche perché sono partita per una trasferta dicendo di tornare il giorno dopo e invece sono rimasta 4 giorni senza rispondere più al cellulare.
     -     Fare un nuovo cd al mese ed inserire sempre le stesse canzoni perché non sia mai che qualche mia amica salga in macchina e non trovi la nostra canzone.
     -    Prendere un treno fino in Calabria per andarsi a riprendere Claudia che non vedi da un mese e ti vuoi assicurare che torni a Roma perché ti manca.
       -    La chiamata di Domenico alle 9 di mattina per chiedermi: 
      “pensi che sarai di nuovo fidanzata a Novembre, perché andiamo a Copenaghen!”.
      -   Non vergognarsi al semaforo di urlare a squarcia gola “Sandra portami al mare, compriamo il pane…”
      -  “Prendere in prestito” 3 rotoli di carta igienica a lavoro perché  “Oh, siamo proprio sorelle, manco a me andava di andare al supermercato!”
    - Gianluca che ancora si siede accanto a me allo stadio, anche se lo tormento tutto il tempo con la mia sintesi dei fatti di due settimane.
     -  Darsi il cambio di notte per assicurarsi che torni a casa sana e salva nei miei periodi di follia notturna.
    -   Essere svegliate tutte le mattine con Radio Italia tv e non ritrovarsi con gli occhiali sul naso perché Veronica me li ha tolti prima di andare a dormire mentre io già russavo.
-         Eliminare un amico perché sta sulle palle all’altra.
    -  Il braccialetto d’argento che non tolgo mai perché mi ricorda il viaggio in Tunisia con mia sorella e mio fratello.
     -  “Ok, ora tocca a me raccogliere la falena che hai appena ucciso”. “Bene, ti prendo una marea di carta. Ops, è finita!”
    -  Andare dal cinese e cenare con l’iphone in mano senza dirsi una parola, perché viviamo insieme, lavoriamo insieme, usciamo insieme, andiamo in vacanza insieme… qui veniamo solo perché il frigo è ovviamente vuoto.
    -  Svegliarsi alle 4,30 di mattina senza motivo e trovare la tua amica pronta a fare colazione con te.
    -   Farmi trovare sempre gli accrediti allo stadio al derby, perché io i soldi alla Roma non glieli do.
    -  Scroccare le sigarette a Piergiorgio e dirgli in faccia “però queste mi fanno schifo”
    -  “C’hai una capoccia così, un cuore così, ma perché ci devo rinunciare!”
     -  Fare da testimone a mia sorella ed essere stata presente al primo incontro tra lei e suo marito.
    - Trovarsi di tanto in tanto un libro di cucina sulla scrivania.
    - Ordinare un qualsiasi piatto al ristorante e ritrovarsi la forchetta di Veronica dentro non appena il cameriere lo serve in tavola.
    -  Cancellare un’amicizia di un vecchio flirt perché ora piace alla mia amica.
    -  “Noi siamo fatte l’una per l’altra perché io ti smonto e tu mi pompi”
     -  Non parlarsi per 4 anni col mio migliore amico e ritrovarsi come se non fosse passato nemmeno un giorno.
- Incontrarci ogni tanto a cena con gli amici del liceo e raccontarci la propria vita come se ci fossimo visti il giorno prima. 

- Il mio “vi rileggo il messaggio – mentre stiamo guardando la puntata di finale di stagione di Grey’s Anatomy – così lo interpretiamo meglio”, dopo averglielo già mandato in chat su whatsapp e commentato esaustivamente con 6 persone.
    - Mio fratello che torna a casa alle 3 di notte e mi inizia a fare i grattini in testa, sapendo perfettamente che la mattina dopo avrebbe potuto mentirmi spudoratamente tanto io non me ne sarei mai accorta.
     -  ”Andiamo alla Rambla che li sono tutti giovani” e ritrovarsi due stabilimenti più in là circondate da nonni e nipoti perché la mia amica ha chiamato in lacrime e non vuole stare in mezzo al casino.

   -   Ricevere una filastrocca a rima baciata dal Mister per il mio compleanno.
    -  Andare a cena dal giapponese due volte a settimana, perché una volta va a me e una va a Veronica.
      -  Togliersi la sigaretta dalla bocca per aspettare che quella lenta di Marianna finisca la pasta (50 g) in mezz’ora.
   
 - Andare fino a Norma solo per assicurarmi che tutte le mie amiche riatterrassero sane e salve col parapendio.
     -  Veronica che si trucca ogni mattina con sullo specchio impressa la foto di me e il mio ex perché mi manca tanto. 

     - “Voglio andare sola” e tu invece capisci di doverla far decantare per poi farti trovare direttamente in macchina.
-   Cenare con la pasta per celiaci e dire a Claudia che è buonissima.

E dato che oggi è il compleanno dell’Amicizia tra me e Claudia, questa sera festeggeremo alla grande con una bella torta senza glutine e anche senza lattosio….
Perché l’amicizia passa anche per queste questo!

TORTA DI CASTAGNE

Ingredienti:
- 300 g di FARINA DI CASTAGNE
- 100 g di FARINA DI RISO
- 100 g di CACAO AMARO
- 200 g di ZUCCHERO
- 400 ml di LATTE DI SOYA
- 100 g di OLIO
- 2 uova

Preparazione:
- Versare in una ciotola tutti gli ingredienti e mescolare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo
-  Oliare e infarinare con la farina di riso uno stampo per dolci di circa 18 cm

- Versare dentro il composto e infornare per 30 minuti a 180°

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