Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 23 agosto 2013

BASEBALL TIME - POP CORN ALL'AGLIO

Vi ho mai raccontato della mia passione per il baseball?
Bè, tutto ebbe inizio circa 20 anni fa, quando mia madre non sapendo dove sbolognarmi nel mese di luglio, mi mandò ad un centro sportivo estivo. Ripeto: ad un centro sportivo!
Io che da sempre odio sudare. Io che penso ancora che il bicipide si chiami così perché si usa sotto sforzo in bicicletta, e di conseguenze il tricipide si usa col triciclo. Io che il massimo sforzo che riesco a fare durante il mio tempo libero è usare l’indice per sfogliare le pagine dei libri. Vabbè, ogni tanto ammetto di sforzarmi un po’ di più e di usare ben 4 dita per sollevare un calice di vino, perché io il mignolo non lo uso (!), ma non per educazione, per una pura questione di risparmio energetico.
Insomma, proprio io che non riesco a bruciare più di due calorie per qualsiasi attività, figuriamoci sotto il sole cocente di luglio, alla tenera età di 10 anni sono stata catapultata in un centro ricolmo di verde, piscine e campi di ogni sorta. Inutile vi dica quanto possano essere stati vani gli sforzi dei giovani animatori di coinvolgermi in ogni attività che comprendesse sudare, muoversi e addirittura sporcarsi!
Tutto questo fino al giorno dell’arrivo al centro di Massimo. Massimo dai capelli biondi e gli occhi azzurri che già da scuola aveva rubato il mio cuore. Il classico personaggio dei miei romanzi, che alla fine ritrovi dopo anni, mille peripezie e una serie infinita di sconfitte amorose e che ti bacia a mò di bella addormentata nel bosco per svegliarti da un sogno e che solo dopo due mesi di frequentazione ti chiedi come mai non si sia fatto gli affari suoi lasciandoti beatamente dormire sul tuo giaciglio! Ok, i miei romanzi in genere finiscono con un lieto fine, ma in genere a me va così, anzi a me è andata proprio così, perché poi Massimo l'ho rincontrato.... ma questa è un'altra storia!
Vabbè, basta con le digressioni e torniamo a Massimo dell’epoca, che era il bambino più bello avessi mai visto in vita mia e che tra le tantissime cose che amavo di lui è che era anche della Lazio. E già all’ora questa era una delle caratteristiche che più mi colpivano, perché significava essere uniti nello sbeffeggiamento quotidiano da parte di tutti i bambini “cattivi” (leggi della Roma). Insomma, questo mi faceva proprio sentire una prescelta, l’unica al mondo che potesse capire cosa significasse andare il lunedì a scuola vestita con la maglietta celeste di Signori dopo un regolare pareggio di inizio campionato. Guarda caso biondino pure lui, il mio era un vizio!
Comunque, per farla breve, a seguito dell’arrivo di Massimo decisi di doverlo conquistare a tutti i costi e così, scendendo a compromessi con le mie capacità agonistiche, decisi di provare almeno con uno sport. Ce ne erano tanti da praticare, ma il baseball era l’unico che facesse veramente per me, l’unico in cui potevo evitare di fare la figura dell’imbranata, dovendo praticamente solo sforzarmi di fare uno scatto ogni tanto dopo pause di attesa in base quando giocavo in attacco, e starmene inginocchiata tutta barricata dietro il battitore quando invece toccava stare in difesa. Insomma, il baseball dal lontano 1992 è diventato il mio sport preferito, lo sport che anche io se non fossi un bradipo con sembianze umane potrei praticare. Del resto è lo sport dei panzoni, è lo sporto di Jim (James Belushi in La vita secondo Jim). Il baseball detta alla Yogi (Lawrence Peter Berra, 19 anni di carriere tra Yankees e Mets, 13 volte campione del mondo) “è per novanta per cento questione di testa. L’altra metà è forma fisica”. E se lo ha detto lui, figuriamoci se non lo confermo io!
Insomma, è quindi da più di venti anni che quando ne ho l’opportunità seguo in tv qualche bella partita della Major League e ieri sera per questo motivo mi sono infilata in un pub americano del centro per seguire Pirates vs Giants. I Giants sono la mia squadra preferita semplicemente perché una volta erano i rivali degli Yankees. I New York Yankees sono la squadra più vincente della MLB con 27 titoli, praticamente la Juve nostrana. E chi mai potrebbe tifare la squadra più facile da tifare, se qui in Italia tifa Lazio? E così, per questo motivo negli anni mi sono appassionata a loro, e non perché proprio nel loro stadio ho assistito in diretta tv alla proposta di matrimonio che da tutta la vita sogno, in cui lui si inginocchia al centro di uno stadio gremito chiedendo a lei di sposarla…. Giuro!
Comunque, proprio in onore della serata di ieri che non mi vivevo da qualche tempo, e non avendo ancora questa benedetta cucina per ricominciare a sperimentare, vi posto di nuovo la ricetta per i pop corn più americani che abbia mai mangiato, ossia al gusto d’aglio! Ieri tutto il pub ne era impregnato e a parte la birra e un paio di pon pon, non mi mancava niente per sentirmi come fossi in un localino di San Francisco. Devo dire che il mio ultimo acquisto, una lunga maglietta blu e bianca da cheerleader, mi ha fatto calare subito nella parte, ma i pop corn all’aglio, per chiunque voglia godersi una serata sul divano di casa a vedere una partita di baseball, non possono mancare!

E allora ecco a voi di nuovo la ricetta. E…. come sempre buono gnam!


POP CORN ALL'AGLIO
Ingredienti:
- 50 g di Burro
- Sale q.b.
- 5 spicchi di Aglio
- 1 scatola di Chicchi di granturco

Necessaire:
- Pentola tipo wok
- mestolo di legno
- coppa per servirli

Preparazione:
- Posizionare la pentola sul fornello più grande
- sminuzzare tutti gli spicchi di aglio
- Mettere nella pentola sia il burro, che l’aglio tritato
- Far sciogliere il burro a fuoco lento, molto lento, così da far cuocere anche l’aglio
- Appena sciolto il burro e dorato un pochino l’aglio, versare il granturco nella pentola
- Chiudere la pentola con un coperchio e aspettare di sentire lo schioppetttio dei pop corn  che si aprono
- Quando lo schioppettio si fa insistente, aprire il coperchio per far andar via il vapore acqueo, che altrimenti inumidirebbe i pop corn.
- Dopo qualche istante il rumore dei pop corn che si aprono rallenterà: è il momento di toglierli dal fuoco.
- Non bisogna lasciarli troppo, altrimenti quelli sotto si abbrustoliscono troppo e quelli sopra diventano troppo flaccidi a causa del vapore.
- Versarli subito nel contenitore e salarli.

Da sapere:
Se non ben oliati o  imburrati, i pop corn faranno scivolare via il sale e rimarranno sciapi.
Inoltre, potrete conservarli per qualche giorno. Basterà metterli in uno dei miliardi di contenitori che, sono sicura, la vostra mamma vi avrà dato per portarvi a casa le sue prelibatezze!



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