Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 10 luglio 2012

Peach Cobbler


            Amo l’estate. O, meglio, amo l’estate ora. C’era un periodo in cui la stagione di calore e sole non mi e’ piaciuta tantissimo; anzi, pensavo che mi piacesse l’invero di piu’ e l’estate era per me una stagione un po’ fastidiosa.  Vi spiego. Prima, amo Natale, ch'e' in inverno. Secondo, il mio compleanno e’ il primo giorno d’inverno. Ma, sopratutto, sono cresciuta al Sud in Georgia dove c’e’ un’inverno mite ed un’estate caldissimo. C’e’ un caldo ed umidita’ in Georgia che ti soffoca – l’ho sempre raccontato dicendo che uscendo fuori, non aspiri l’aria, la bevi. Per evitare questo caldo, i nostri giorni erano compresi di fare tutte le cose che devono essere fatte fuori prima delle 10 di mattina o dopo le 19 di sera. Tra queste ore, si stanno dentro la casa o l’ufficio, con un ventilatore girato alla faccia o con l’aria condizionata accesa al massimo. Considerando questo caldo e dato che mi piace stare fuori, ho trovato l’estate fastidiosa. Dicono che non apprezzi le cose che hai fino a quando non ci sono piu’.
            Ho scelto un’universita’ in Indiana, 90 minuti da Chicago, e mi sono trasferita al Nord dopo il liceo quando avevo 18 anni. Non vedevo l’ora di vedere la nevicata, saltare tra i campi bianchi, e lanciare una palla di neve ad un’amico. E’ venuta la neve alla fine di ottobre – e non ha smesso fino a maggio. Mi sono anche dimenticata di considerare che vivere colla neve vuol dire uscire tutti i giorni nella neve, e siccome vivevo ad un campus, avevo dovuto camminare tra la neve…e vento…e freddo. In Georgia, quando nevica, magari una volta all’anno, non usciamo; piuttosto, dopo aver comprato tutto dela carta igenica dai negozi al primo segnale della possibilita’ di un fiocco di neve, stiamo a casa, beviamo cioccolato caldo e non usciamo fino a quando la coperta bianca si scioglie (significa un mezzo giorno). Non ero preparata per 8 mesi di neve in combinazione con un cielo grigio, e quando e’ finalmente venuta l’estate, ho festiggiato la stagione che mi ha precedentamente dato fastidio. Ed il mio atteggiamento verso l’estate e’ rimasto cosi’.
            La frutta tipica d’estate in Georgia e’ la pesca. Siamo “lo stato della pesca,” famosi per il suo sapore succoso e bel colore – perfino le nostre targhe della macchina hanno una pesca dipinta adosso. Inoltre, abbiamo tantissime ricette per usare pesche durante la sua alta stagione. Infatti, il fatto che sono crescuita in questa cultura delle pesche e’ stato utile la settimana scorsa. Siamo andati ad un mercato ed abbiamo comprato 24 lb (quasi 10 chili) di pesche mature per $25. Il mio ragazzo ha detto che era un buono sconto – perche' no? Ma, siamo in due, e questi numeri (10 chili per 2 persone) non ti sembrano avere un rapporto sbilanciato? Ma va bene. Quando la vita ti da 25 lb di pesche, fai….la marmellata di pesche. Ed il succo di pesche, il pane di pesche, la polpa di pesche, la torta di pesche, granite di pesche …mi capite? Abbiamo mangiato pesche in ogni modo possibile. In ogni caso, alla fine avevo potuto cucinare la mia ricetta preferita fatta con le pesche da Georgia: Peach Cobbler. E’ un tipo di dolce, fatto da pesche, zucchero, burro, e farina, ed e’ un dolce in cui e’ manifestata l’estate di Georgia. Solitamente lo mangio caldo con il gelato (fior di latte o vaniglia) adosso. Spero che facendo questo dolce, anche voi possiate assaggiare un’estate in Georgia. Buona cucina!

Un bacio,
Marti
Peach Cobbler
4-5 pesche
115 g burro
200 g zucchero
125 g farina
1 busta lievito in polvere per i dolci
225 ml latte
pizzico di sale

Mettete le pesche in una pentola di acqua e fatela bollire per 10 minuti o fino a quando si puo' togliere la buccia facilamente. Togliete le buccie ed i noccioli e affettate le pesche. Fate sciogliere il burro e mettetelo in una teglia per dolci. Poi, mescolate lo zucchero, la farina, il lievito per i dolci, es il latte in una scodella e versatela sopra il burro. Mettete le pesche affettate sopra e cucinate nel forno a 175° per 45 minuti.

0 commenti:

Posta un commento

Faccio tutto da sola