Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 5 giugno 2012

Risparmiate (e Mangiate Bene) cogli Arancini

        La mia famiglia non e’ una che spreca nulla.  Essendo la figlia di un’ecologista ed una italo-america che e’ cresciuta in una comunita’ povera di italo-americani durante la Grande Depressione, ce l’ho nel sangue di non buttare niente.  
        I miei genitori sono campioni di tenere TUTTO, specialmente la mia mamma. Non butta via niente finche’ sia completamente rovinato. Ci sara’ una goccia, anzi,  una mezza goccia, dentro una bottiglia di balsamico, ma lei insiste che buttarla sarebbe un peccato e usera’ questa mezza goccia, per forza! La cose piu’ divertente, e’ che non sto mentendo! Ci sono stati tantisissime volte quando pulendo la cucina, ho buttato una briciola di pane che era rimasto in una scodella dalla colazione. Entra lei, cercando questa briciola. Io, silenziosa, pulisco e faccio finta di non sapere di cosa sta parlando. Marti….did you throw away my piece of bread? (Martina…hai buttato via il mio pezzo di pane?). Ma che pezzo? Era una briciola, ma avrei dovuto saperlo, perche’ non sprechiamo niente.
         La mia nonna ha sopravissuto la Grande Depressione, la figlia degli immigranti italiani poveri, senza la mamma e tre fratelli e sorelle. Lei pensa sempre, giustamente, a come si puo’ risparmiare e non andare al negozio per comprare una cosa nuova.  Dalla Grande Depressione ad ora, Nonna ancora tiene le buste di plastica in cui vendono il pane tagliato. Con queste buste, mette qualsiasi cosa piuttosto di comprare le buste Ziplock, dai biscotti quando ne fa troppi e vuole metterli nel congelatore al ghiaccio per un nipote con un ginnocchio scorticato a nut rolls, una specia di dolce come streudel. Lei e’ anche una maestra nell’ usare il cibo rimasto dalla cena precendente per far un’altra cena completamente diversa. Per esempio, una volta abbiamo mangiato mashed potatoes (pure di patate) e bistecche per la cena. Il giorno dopo, ha cucinato gnocchi con il pure e ha fatto ragu’ con i pezzi di carne che sono rimasti – tutti e due buonissimi.  E’ brillante la mia nonna!
        Ho sviluppato le mie abitudini da entrambi la mamma e la nonna. Tengo una bottiglia di balsamico finche’ ci sono due goccie e amo fare qualcosa creativa dalla cena precedente. Ma sbaglio anche delle volte: butto via tutto cio che e’ scaduto (secondo la data sulla scatola) per quanto riguarda il cibo (la mia mamma giura che le date non sono sempre giuste e li tiene fino a quando puzzano, ma io ho paura), ma con i leftovers (la parola inglese per descrivere qualcosa che e’ rimasta dall’ altra cena), sono brava. E ho trovato che la cucina italiana si presta bene a questa abitudine. Si puo’ sempre fare le salse dalle verdure in piu’ o i ragu’ dalla carne o pangrattato dal pane vecchio. Il mio preferito, pero’, e’ far arancini dal risotto del giorni primo. Risotto che si e’ invecchiato per un giorno e’ appiccicoso, malleabile, e con un po’ di ragu’ o carne dentro cotto nel forno, fa arancini buonissimi (anche piu’ sani)!

Baci,
 Marti

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Arancini
350 g risotto
Formaggio a forma di cubo (tipo mozzarella o scamorza o asiago)
Ragu’ o passato di pomodoro (opzionale)
1 uovo, sbattuto
45 g pangrattato
100 g farina
olio di olive

Preriscaldate il forno a 210 gradi Celsius. 

Foderate un vassoio piatto del forno con foglio di alluminio e mettete la farina, l’uovo, ed il pangrattato in tre ciotole, una dopo un’altra. Fate sei tortine con il risotto e metteteli su un piatto. 





Prendete un tortino nella palma della mano. Mettete il formaggio (e salsa, se volete) nel mezzo del tortino e rimodellate la forma del tortino per fare una pallina intorno al formaggio/salsa. Fate lo stesso con gli altri tortini.





 Dopo aver riempito tutte le sei palline, prendete le altre e bagnatele nella farina, poi l’uovo, poi il pangrattato. Mettete le palline sul vassoio piatto del forno e versate un po’ d’olio sopra. 







Cucinate gli aranici per verso 25 minuti. Lasciateli raffredare per 5 minuti e servite subito.

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