Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

mercoledì 13 giugno 2012

Corso di Sushi e Sashimi
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Ciao a tutti!
Eccomi tornata tra i comuni mortali che mangiano tutto e anche con gusto.
Questo è stato e continuerà ad esserlo un mese non facile, all'insegna del proibizionismo culinario, in cui però ho saputo vedere anche l'altra faccia della medaglia, quella in cui si possono sperimentare accostamenti nuovi tra spezie, odori e alimenti che in altre circostanze non avrei mai provato. E delle volte sono riuscita anche a sfornare cose gustose! Sarà stata la fame?? Probabilmente, ma comunque questo ha significato mettere in moto la mia fantasia, che diciamocelo tranquillamente, non è mai stata il mio punto di forza. Pochi alimenti concessi hanno fatto di me inzialmente una divoratrice di affettati e hamburger, ma poi anche un Archimede della cucina con la lampadina gialla sempre accesa sulla testa!
Alla fine il mese, come vi dicevo, è volato via come i chili su cosce e sedere che quest'inverno si erano agevolemente depositati sui miei bassi fondi, donandomi quella forma effetto pera matura (matura, perchè ormai ne ho 30. Fino a qualche giorno fa era la forma di una pera e basta!). Questo però sotto il punto di vista culinario e mangereccio, perchè il resto, prendendo spunto dai napoletani "ha da passà la nuttata"!!! Io e il Calzinaio Matto siamo da più di un mese alle prese con un trasloco che mi sta togliendo anni di vita. E non per la fatica di prendere le cose dai mobili, impacchettarle, giocarci a tetris per sistemarle negli scatoloni, chiuderli e metterli da parte, fino a formare una piramide di scatole pesanti che ci oscura tutta la luce proveniente dalla veranda. Ops, no, in effetti la luce non è mai entrata dalla veranda, ma questo è quello che succederebbe in una casa normale con una pila alta e lunga di scatoloni incastrati l'uno con l'altro che aumentano di giorno in giorno e non si sa ancora quando verranno trasportati nella nuova casa. Però ieri abbiamo fatto un grande passo in avanti, ieri è stato il giorno della libreria. Peggio del giorno del giudizio universale. Prima la volevamo spaziosa e aperta affinchè si vedesse la parete lilla alle spalle. Poi è arrivata la cucina e vedendola veramente piccola e poco capiente è stato necessario rivalutare il progetto della libreria per mettere più spazi chiusi e meno mensole. Ma così si perdeva lo spazio per i libri. Ma avevamo bisogno anche di cassettoni per lenzuona-asciugamani-canovacci. E via per un mese tra litigate, incomprensioni, progetti fatti, studiati, analizzati al cm e poi buttati via a seguito del parere (leggi capriccio) dell'altro. E voglio dire, avete mai usato il planner di ikea? Un programma lento, contorto, che se ci preogettassero loro con quel coso Ikea fallirebbe dopo due secondi. Prendi una struttura e se scegli quella non la puoi più cambiare. Non puoi unire mensole con la struttura e nemmeno riesci a impostare bene le dimensioni della tua parete. Manca poco che esce il pupazzetto col cappellino giallo e blu e ti dice "lascia stà, n'è roba pe te!" Ma entrambi abbiamo resistito alla tentazione di andare in un vero mobilificio e farcela disegnare. E così invece di lasciarci a causa di una libreria, abbiamo deciso di trovare un compromesso: io l'ho disegnata e lui l'ha colorata! Alla fine non so proprio cosa verrà fuori, tanto che già sto cercando su internet pezzi di interior design per donare un tocco di originalità al resto del salotto! Ma l'importante è comunque averla ordinata. Già questa mattina hanno portato i pezzi a casa e domani verranno a montarla. Il tutto (trasporto e montaggio) alla modica cifra di 169 euro. Si può fare, perchè altrimenti il trasloco sarebbe slittato tra altri due mesi, perchè aspettare che il Calzinaio Matto faccia effettivamente qualcosa quando dice "domani amo, domani faccio tutto, tanto ci vogliono solo due ore" vuol dire farsela da soli! Del resto è con questi termini che mi continua a dire che per fare il trasloco conviene di notte perchè fa meno caldo e in mezzo alla settimana perchè non c'è traffico. "E poi tanto ci vogliono un paio d'ore al massimo". Che a me viene da dire che se è notte, come fa ad esserci traffico??? E poi, se ci vogliono solo due ore, perchè non troviamo ancora il tempo per farlo?? Mica che per caso ha assodato Golia e Hulk per darci una mano...
Comunque, probelma libreria tra due giorni dovrebbe essere sistemato, ma come vi immaginate sarà solo dopo che inizierà il bello: spacchettare tutto quanto e cercare di capire che collocazione possano avere i trecento miliardi di impicci che abbiamo. La soluzione proposta dal Calzinaio Matto è ovviamente quella di liberarci degli strofinacci, tanto che gli frega, lui sgocciola tutto per terra quando non ne ha uno sottomano; di liberarci degli asciugamani presi con i punti del latte per il concetto che se qualcosa la vinci o te la regalano c'è la magagna sotto, eppure a me sembra che asciughino benissimo; di liberarci dei miei giochi in scatola perchè sono ingombrati e poco utilizzati. Grazie! Per il compleanno gli ho regalato un biliardino proprio stile anni 70 da bar, che gli frega ormai dei miei Scarabeo-TrivialPursuit in versione deluxe, genius e basic-Saltinmente-Monopoli-VisualGame-TabooXXL-Risiko-Hotel-Indovina chi- Memory-Affonda la flotta-Cluedo-L'allegro chirurgo. Bè sì in effetti ne ho parecchi e alla fine non ci giochiamo mai, ma ognuno ha la propria collezione di farfalle, no? E io che ci posso fare se la mia è ingombrante??? Insomma, le discussioni continueranno alla stragrande, ma durante questo lungo mese mi sono fatta le ossa e le spalle grandi. Ormai sono pronta a tutto e se c'è una cosa che ho capito è che ogni tanto bisogna staccare la spina, liberare il cervello, pensare ad altro, distrarsi dal probelma, far entrare aria nei polmoni per ossigenare le cellule del cervello. E quale miglior occasione se non frequentando un corso intensivo di sushi e sashimi??? Ebbene sì, ecco quale è stata la mia pausa mentale. E così con un colpo solo ho impegnato le mani con un coltello ben affilato, con cui non ho ucciso nessuno, ma ho imparato a sfilettare del salmone fresco, ho impegnato il cervello cercando di prendere appunti e cucinare contemporaneamente e impegnato il mio tempo libero serale senza mordermi le labbra per staccare un pezzo di scotch con cui chiudere lo scatolone.
Per la ricetta però dovrete aspettare che la nuova casa e la nuova cucina siano pronte, perchè non voglio proporvi i dogmi giapponesi appena appresi al corso, ma raccontarvi la rielaborazione di rolls e nigiri che sono riuscita a rifare a casa. Nel frattempo, vi delizierò con le foto dei piatti che io e la mia collega di tagliere abbiamo composto e mentre le guardate provate ad immaginare quanto siano state proficue per la mia salute mentale due belle serate trascorse senza pensare ad altro che al cibo!

Ah dimenticavo, per tutti gli amanti della cucina giapponese, il corso che ho seguito è della Scuola del Gambero Rosso di Roma. Di seguito trovate tutti i dettagli e vi propongo anche due ristoranti lowcost e meritevoli di assaggio che si trovano nella capitale.
Come sempre, buono gnam a tutti!




GAMBERO ROSSO
corsi amatoriali di cucina
- SUSHI E SASHIMI euro 150 per due serate (19-23)
si impara, si prepara, si assaggia, si degusta vino e non si pensa a nient'altro.
Provate!

MAKOTO
ristorante giapponese no limits
euro 19,00 a persona escluse bevande e dolci
salette private senza costi aggiuntivi
Bisogna prenotare e lo sconsiglio durante il weekend perchè preso d'assalto
Via beniamo De Ritis, 10-16 (zona Tiburtina)

MIYABI
risotrante giapponese e thailandese no limits
euro 21,00 a persona (cena)
euro 12,00 a persona (pranzo)
i due euro in più rispetto all'altro li vale proprio tutti
fette di sashimi spessissime e senza limiti
sala fumatori con tavoli finto-giappone
Via Ostia, 22 (zona prati)

martedì 5 giugno 2012

Risparmiate (e Mangiate Bene) cogli Arancini
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        La mia famiglia non e’ una che spreca nulla.  Essendo la figlia di un’ecologista ed una italo-america che e’ cresciuta in una comunita’ povera di italo-americani durante la Grande Depressione, ce l’ho nel sangue di non buttare niente.  
        I miei genitori sono campioni di tenere TUTTO, specialmente la mia mamma. Non butta via niente finche’ sia completamente rovinato. Ci sara’ una goccia, anzi,  una mezza goccia, dentro una bottiglia di balsamico, ma lei insiste che buttarla sarebbe un peccato e usera’ questa mezza goccia, per forza! La cose piu’ divertente, e’ che non sto mentendo! Ci sono stati tantisissime volte quando pulendo la cucina, ho buttato una briciola di pane che era rimasto in una scodella dalla colazione. Entra lei, cercando questa briciola. Io, silenziosa, pulisco e faccio finta di non sapere di cosa sta parlando. Marti….did you throw away my piece of bread? (Martina…hai buttato via il mio pezzo di pane?). Ma che pezzo? Era una briciola, ma avrei dovuto saperlo, perche’ non sprechiamo niente.
         La mia nonna ha sopravissuto la Grande Depressione, la figlia degli immigranti italiani poveri, senza la mamma e tre fratelli e sorelle. Lei pensa sempre, giustamente, a come si puo’ risparmiare e non andare al negozio per comprare una cosa nuova.  Dalla Grande Depressione ad ora, Nonna ancora tiene le buste di plastica in cui vendono il pane tagliato. Con queste buste, mette qualsiasi cosa piuttosto di comprare le buste Ziplock, dai biscotti quando ne fa troppi e vuole metterli nel congelatore al ghiaccio per un nipote con un ginnocchio scorticato a nut rolls, una specia di dolce come streudel. Lei e’ anche una maestra nell’ usare il cibo rimasto dalla cena precendente per far un’altra cena completamente diversa. Per esempio, una volta abbiamo mangiato mashed potatoes (pure di patate) e bistecche per la cena. Il giorno dopo, ha cucinato gnocchi con il pure e ha fatto ragu’ con i pezzi di carne che sono rimasti – tutti e due buonissimi.  E’ brillante la mia nonna!
        Ho sviluppato le mie abitudini da entrambi la mamma e la nonna. Tengo una bottiglia di balsamico finche’ ci sono due goccie e amo fare qualcosa creativa dalla cena precedente. Ma sbaglio anche delle volte: butto via tutto cio che e’ scaduto (secondo la data sulla scatola) per quanto riguarda il cibo (la mia mamma giura che le date non sono sempre giuste e li tiene fino a quando puzzano, ma io ho paura), ma con i leftovers (la parola inglese per descrivere qualcosa che e’ rimasta dall’ altra cena), sono brava. E ho trovato che la cucina italiana si presta bene a questa abitudine. Si puo’ sempre fare le salse dalle verdure in piu’ o i ragu’ dalla carne o pangrattato dal pane vecchio. Il mio preferito, pero’, e’ far arancini dal risotto del giorni primo. Risotto che si e’ invecchiato per un giorno e’ appiccicoso, malleabile, e con un po’ di ragu’ o carne dentro cotto nel forno, fa arancini buonissimi (anche piu’ sani)!

Baci,
 Marti

leggete questo blog in inglese qui 
 

Arancini
350 g risotto
Formaggio a forma di cubo (tipo mozzarella o scamorza o asiago)
Ragu’ o passato di pomodoro (opzionale)
1 uovo, sbattuto
45 g pangrattato
100 g farina
olio di olive

Preriscaldate il forno a 210 gradi Celsius. 

Foderate un vassoio piatto del forno con foglio di alluminio e mettete la farina, l’uovo, ed il pangrattato in tre ciotole, una dopo un’altra. Fate sei tortine con il risotto e metteteli su un piatto. 





Prendete un tortino nella palma della mano. Mettete il formaggio (e salsa, se volete) nel mezzo del tortino e rimodellate la forma del tortino per fare una pallina intorno al formaggio/salsa. Fate lo stesso con gli altri tortini.





 Dopo aver riempito tutte le sei palline, prendete le altre e bagnatele nella farina, poi l’uovo, poi il pangrattato. Mettete le palline sul vassoio piatto del forno e versate un po’ d’olio sopra. 







Cucinate gli aranici per verso 25 minuti. Lasciateli raffredare per 5 minuti e servite subito.

lunedì 4 giugno 2012

Dieta Dukan - PANE AL ROSMARINO
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Dal mio forno proprio in questo momento si sta sprigionando un profumino niente male.
Oggi è 2 Giugno e dato che in giro per Roma c'è un casino infernale ho preferito rimanere a casa. Così dopo un bel pò di meritato riposo, ho finalmente deciso di mettermi all'opera per provare a fare una focaccia di crusca al rosmarino. Altro che pizza di tofu... questa mi è venuta proprio gustosa. Peccato solo che ho dovuto usare solo due cucchiai di crusca per rimanere in linea con i dictat di Dukan. Comunque, merita veramente tanto. Farla è semplicissimo, almeno quanto la torta per la colazione, e alla fine mettendovi a tavola con la vostra razione di pane vi chiederete se siate veramente a dieta. provare per credere!


Ingredienti:

  • 1 UOVO
  • 1 cucchiaio di JOCCA
  • 2 cucchia di CRUSCA D'AVENA
  • SALE
  • ROSMARINO
  • 1/4 di bustina di LIEVITO per pizza


Preparazione:

1) dividere l'albume dal tuorlo

2) montare a neve ben ferma l'albume e tenere da parte

3) mettere un pochino di sale nel tuorlo e sbatterlo bene con la forchetta

4) aggiungere al tuorlo sbattuto un cucchiaio di jocca e due cucchiai di crusca d'avena

5) amalgamare bene e dopo versare l'albume montato a neve con una manicata di rosmarino e lievito (volendo potete fare il panpizza semplice senza aggingere nulla)

6) ritagliare la carta forno e bagnarla. Strizzatela e mettetela sulla teglia dove andrete a versare l'impasto.

7) non vi preoccupate se l'impasto sembri un pò liquidi. E' normale, si indurirà, promesso!
8) Versare l'impasto e infornarlo a 180° per 20 minuti dando calore solo da sotto e poi sempre a 180° per altri 10 minuti anche da sopra. Se volete potete fargli fare un pò di grill all'ultimo per farlo dorare.

FAVOLOSO!!!
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
OVVIAMENTE, COME AL SOLITO, APPENA SFORNATA MI SONO PRECIPITATA AD ASSAGGIARLA, L'HO DIVORATA, SENZA FARE LA FOTO FINALE!!! SCUSATE, MA GIURO CHE ERA BELLA, BUONA E PROFUMATA, TROPPO PER RESISTERLE!!!

Dieta Dukan - PIZZA DI TOFU
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Premetto che a me il tofu proprio non piace.Non mi è proprio mai piaciuto. Però prima sostenevo questa tesi senza mai averlo assaggiato. Ora, la confermo. Ad ogni modo, i primi giorni di dieta Dukan sono stati i più duri e mangiare sempre le stesse cose mi aveva spinta alla ricerca di qualche ingrediente nuovo per la preparazione di nuove ricette. Erano i primi giorni e ancora non gestivo bene i pasti, così presa da improvvisa fame, scartavo il solito incartato di bresaola/tacchino/pollo. Che per quanto uno possa alternarli, alla fine in bocca ti risultano tutti dello stesso sapore. Così, eccomi da Natura Sì a frugare tra i vari scaffali. Che poi parliamoci chiaro, tutti esaltano questo nuovo supermercato del biologico con grande entusiasmo. A me invece è successo  che più mi guardavo intorno e più mi veniva voglia di abbandonare la mia dieta. I commessi che ti scrutano per capire in quale categoria di persone con fisse alimentari tu risieda: vegana? biodinamica? Solo vegetariana? buah che eresia! E i clienti che si aggirano tra i vari banconi, peggio mi sento. Ce n'era una alta alta, magra magra ai confini dell'anoressia, con la pelle bianca smunta e il viso scavato con in braccio un bambino roscio, che ho pregato Dio non fosse costretto anche lui a dover subire la veganità della madre. E tutti, nessuno escluso, guardano con interesse qualsiasi prodotto prendano in mano. insomma, una volta entrata mi sono resa subito conto che quello non è propriamente il mio posto e che se il tofu si compra in posti come questo, capisco bene perchè non mi piaccia. Ma ormai ero entrata convinta di chissà quale alimento avessi potuto trovare di commestibile, buono e autorizzato dal mio dott. Dukan, e invece l'unica cosa che ho trovato è stato appunto il tofu.Varie forme, varie marche, ma in fondo sempre la solita pappa bianca. Così ha deciso il prezzo per me. Il meno costoso e di corsa alla cassa. E meno male che ho rpeso il meno costoso, perchè una volta cucinato, la metà che era rimasta, dal frigo si è catapultata direttemente nella spazzatura.
Ora, mi rendo conto di non aver in alcun modo involgiato i miei lettori a provare questa ricetta, ma non è detto che se non piaccia a me, non debba piacere anche a voi, quindi consiglio comunque di provare questa pizza di tofu, perchè il procedimento è giusto, è che è di tofu......


Ingredienti:
1 panetto di TOFU circa 200
3 ALBUMI
sale
PROSCIUTTO COTTO
SOTTILETTE LIGHT

Preparazione:
1) prendere il panetto di tofu e schiacciarlo con la forchetta finchè non si sbricioli bene. Io mi sono aiutata anche con il mixer
2) montare a neve gli albumi con un pò di sale
3) mescolare il tutto e porlo nella teglia sopra il foglio di carta forno già bagnato e strizzato
4) farlo cuocere in forno a 180° per 20 minuti
5) trascorso il tempo, estrarre dal forno e mettere sopra il vostro condimento (io ho scelto prosciutto e sottilette light)
6) infornare alla stessa temperatura per altri 10 minuti. Sevolete fate fare 5 mintui di grill, ma tanto la consstenza non cambierà molto!



 

Faccio tutto da sola