Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

giovedì 17 maggio 2012

La Mela non Sana


            Eggplant. Il nome non e’ bello. Non e’ romantico. Il nome non ci invita neanche a scoprire cose in piu’ se lo non la conosciamo - magari fa l’effetto  contrario e ci respinge. Eggplant. Ditegliela: Egg (e-ig) plant (playunt). E’ schifo. Ma cosa ha fatto questa pianta viola per guardagnarsi questo nome? Povera frutta, non e’ soltanto nella lingua inglese che porta un nome cosi’. Secondo Fede e Tinto di Decanter a Radio2, gli italiani la chiamano melanzana, da “mela non sana” perche’ era creduto che non si poteva mangiarla cruda. Altri popoli del Mediterraneo l’hanno chiamato mala insana, proprio “mela pazza”, perche’ credevono che potesse farti diventare pazzo o potesse farti stare male (una volta si credeva che tutti i frutti della famiglia belladonna, dalla quale la melanzana fa parte con il pomodoro e la patata, erano tossici).
            Pure la mia prima esperienza con  la melanzana non era bella. Mi ricordo benissimo – ero nella terza classe, avevo 8 o 9 anni, e stavamo scrivendo uno spettacolo per la scuola. I personaggi erano alcune verdure e frutti. C’era un mirtillo giocondo, un broccolo un po’ stupido ma amabile, una fragola sexy, uno zucchino intelligente, e poi una melanza spiacevole e sempre di cattivo umore. A questo punto nella mia vita, non avevo mai mangiato una melanzana… e questo spettacolo ha fatto in modo che non la mangiassi mai. Conoscete i programmi che fanno  i personaggi delle verdure simpatici per farli mangiare ai bambini? Quest’esperienza dello spettacolo aveva l’effetto contrario - ogni volta che pensavo alla melanzana, pensavo al personaggio antipatico e cose spiacevoli.
            Il mio disinteresse verso la melanzana e’ stato amplificato dal suono stesso della parola: eggplant. Come ho gia’ detto, anche per noi americani e’ una parola scomoda. In realita’ non riflette niente sulla melanzana che conosciamo. La parola e’ stata creata nel 1600-1700, quando gli europei portarono la frutta (in realta’ e’ una frutta) dall’Asia, da il quale la melanzana e’ indigena. La specie di melanzana che portarono era bianca-gialla, grande come un’uovo e assomigliava veramente ad un uovo. Percio’ hanno dato questo nome per la forma ed il colore della frutta. Con gli anni, noi americani abbiamo mantenuto questo nome in inglese, ma i nostri cugini in Inghilterra sono andati con il nome francese, aubergine, originalmente preso dalla parola araba al-badinjan. Abbiamo differenti  parole perche’ abbiamo diverse storie culturali. In Inghilterra la lingua francese e’ stata usata come la lingua ufficiale nei diversi settori per secoli dopo la Invasione Normana in 1066 (anzi, e’ rimasta la lingua del tribunale fino a 1731). Quindi, magari gli inglesi hanno tenuto la parola francese perche’ aveva piu’ prestigio nel loro paese. Ma per noi americani, il prestigio era qualsiasi cosa che era esattamente l’opposto di cosa facevano gli inglesi. Se loro chiamano la frutta aubergine, noi la chiamo eggplant! Siamo sempre stati orgogliosi di essere rebelli. In ogni caso, il nome che abbiamo deciso di addottare era quello un po’ sgradevole.
            Onestamente non ho cominciato a mangiare eggplant fino a quando avevo 23 anni. Vivevo a Chicago e lavoravo in un ristorante libanese. I libanesi sono famosi per baba ghanoush, un tipo di crema di melanzana arrostita fatta come hummus (la loro crema di ceci). Ed e’ buonissssssima! I miei pranzi sono diventati baba e pita quasi 3-4 giorni alla settimana. Da quando ho scoperto che la melanzana mi piace, ho cominciato ad avere piu’ contatto con la frutta. I miei viaggi in Sicilia sono risultati negli assaggi di pasta alla Norma, la parmigiana– a proposito, ho una ricetta dalla nonna che vi daro’ ma non sono pronta di condiverla perche’ sto ancora provando di farla bene – e’ melanzana alla griglia (il mio piatto con la melanzana preferito, anche se e’ semplice). Ma ci tengo il mio primo assaggio di melanzana tra baba ghanoush, e quindi vi daro’ questa ricetta oggi, oltre che a scegliere una melanzana talmente buona.
            Scegliere una melanzana buona e trattarla bene prima della cottura sono le cose piu’ importante per rendere i vostri piatti deliziosi. Questo perche’ la melanzana fa parte della famiglia belladonna, che comprende anche il pomodoro e la patata. La belladonna contiene alcaloidi, cugini della nicotina e morfina, che potrebbero essere tossici se vengono magiati in larga quantita’. La melanzana contiene il livelo piu’ alto degli alcaloidi della famiglia. Pero’, si devono mangiare 36 melanzane crude per avere un’effetto tossico che ti farebbe male. Gli alcaloidi vengono trovati nei semi e anche se non fossero tossici, danno un gusto amaro alla frutta. Quindi, la prima cosa: evita l’amarezza con la scelta. Le melanzane piu’ mature sono piu’ grandi che significa che hanno piu’ semi contenendo gli alcaloidi, Quindi, scegliete quelle meno mature. Inoltre alla grandezza, il sesso e’ importante per le melanzane piu’ vecchie e grandi. Le melanzane femmine e mature, conosciute dall’ ovale marrone al fondo, hanno piu’ semi e quindi piu’ amarezza delle melanzane maschili e mature, che hanno un “ombellico” rotondo al fondo. Dopo la scelta, c’e’ il secondo passo: fa andare via l’acqua nella pianta, che porta il sapore degli alcaloidi. Si puo’ togliere l’acqua in diversi modi: saltate la melanzana cruda dopo averla tagliata e lasciatela stare per almeno 2-3 ore (io faccio di piu’ perche’ ho sempre paura della amarezza), o, come e’ il caso con il baba ghanoush, mettete la melanzana arrostita nel colino e lasciate la acqua cadere in una scodella messa sotto il colino. (PS: sto dando importanza ad evitare il gusto amaro perche’ secondo me, e’ schifoso. Ma, come ho detto, mangiare la melanzana cruda non ti fara’ male a meno che non ne mangi 36 tutte in una volta. Mangiatevela cruda se volete!).
            Oltre a evitare l’amarezza, e’ importante scegliere una melanzana fresca e…sana (guardate come ritorniamo al punto di partenza). La buccia dovrebbe essere senza le rughe o le imperfezioni. La parte con cui la melanzana era attacata alla pianta dovrebbe avere un taglio pulito e non essere troppo secco (secco significa e’ stata raccolta giorni fa e non e’ fresca). L’ultima cosa che si deve fare e’ premere sulla buccia, La frutta dovrebbe cedere un po’ sotto la dita, ma ritornare subito alla forma originale.
            Come ho detto, oggi vi do la ricetta dalla mia prima esperienza con la melanzana: baba ghanoush. Baba ghanoush e’ un piatto tipico del Medio Oriente, particolarmente la zone di Libano, Siria, Giordania, Israele, e Palestina. Questa crema e’ fatta con la melanzana arrostita e la pasta chiamata tahini, che e’ semplicamente semi di sesame macinati, trovabile nei negozi che vedono i prodotti arabi . Se non volete mettere tahini, potreste usare olio di sesame o non usare nessun tipo di grasso, come faccio io delle volte per avere un cibo piu’ leggero. Tradizionalmente, va servita con pita (il pane arabo), ma va bene usarla anche per la bruschetta.

Un bacio da Cincinnati,
Marti

Leggete in inglese qui!!

Baba Ghanoush
1 melanzana
2 spicchi d’aglio
50 g di succo di limone (1-2 limone)
2 cucchiai di tahini
prezzemolo
sale, pepe
Melanzana nel forno
Mettete il forno a 190 gradi (o numero 5 per i forni a gas). Prendete la melanzana e bucate la buccia della melanzana con una forchetta (se non la bucaste, avreste una bella bomba dentro il forno). Mettete la melanza nel forno e lasciatela arrostire per 30 minuti.
Melanzana arrostita
Lasciatela raffreddare fino a quando non si bruciano le mani a toccarla (15 minuti).  


 Quando la melanzana e’ abbastanza raffreddata, togliete la buccia (un modo semplice per far questo e’ incartare la melanza con la plastica e spremere la polpa fuori dalla melanzana in un colino– sarete rimasti colla buccia nelle mani e la polpa dentro il colino). Mettete la polpa della melanzana nel un colino, messo sopra una scodella, e lasciate l’acqua andare via per 30 minuti (se non lo fate, la melanzana rimane ancora amara con tutti gli alcaloidi). 

Dopo l’acqua e’  tirata dalla melanzana, mettete la melanzana, l’aglio, il succo di limone, e tahini dentro una frullatore e mescolateli. Saltate e pepate a vostro gusto. Alla fine, mettete il prezzemolo. Assaggiate la pasta ed adeguatela a gusto vostro. Se fosse troppo amara, potreste sempre aggiungere un po’ di miele o zucchero per bilanciare i sapori. 

Servite freddo od a temperatura ambiente con la pita od i crostini. Si presta anche bene con la  piadina con lattuga, cipole rosse, e pomodori (e un tipo di pollo o carne, se volete). 

 

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