Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

lunedì 30 aprile 2012

Pesce Spada e Food Tourism

            Amo viaggiare (be, so che non e’ che sono l’unica – percio’ voi mi capite). Quando vado in una nuova citta’, non vado ai musei. Non vado ai monumenti, alle mostre o ai palazzi importanti e grandi. Io, invece, cammino, guardo la gente, e programmo il mio giorno intorno al mangiare. Mangio. Mangio tutto cio’ che siano i piatti tipici della citta’ e della sua gente. Mangio perche’ per me, una cultura si manifesta nel cibo e le tradizioni riguardando il cibo– mangiare, specialmente mangiare insieme, e’ molto piu’ di alimentarsi, ma puo’ essere davvero un squardo alla cultura nella sua forma piu’ pura. Si vedono le persone quando stanno facendo una cosa che unisce tutta l’umanita’ – come ho scritto nel blog della cucina, si vedono gli aspetti belli e brutti delle persone – a tavola si ride, si piange, si parla delle decisioni difficili e si chiacchiera delle cose leggere. Innanzitutto, si mangia. E nei piatti tipici di una regione – si mangia la terra, o almeno quello ch’e’ indigeno della terra – che e’ al suo proprio posto. Quindi, mangiare e’ qualcosa in cui si sente il proprio sentimento della regione – si sentono gli odori col naso, si sente la terra ed i frutti della terra con le dite, si degusta e si parla con la lingua, si vede la cultura con gli occhi, e si ascolta la gente con le orecchie.
            Per me e’ una bella cosa, mangiare i piatti di una regione nuova, ma non mi viene facile o senza problemi. Anche se mi piace provare le cose nuove, la mia passione per il quale ha cominciato senza un fondamento giusto o forte. Sono stata fortunata di essere un’americana che e’ nata e cresciuta nella stessa citta’  - anzi, la stessa casa. Secondo me, questo e’ un gran regalo dato a me dai miei genitori, considerando che tanti americani si trasferiscono spesso da una citta’ ad un’altra o almeno cambiano le case.  E’ una cosa bella, ma cosi’, mi sono limitata un po’ - sono cresciuta  nella stessa casa, le stesse scuole, e lo stesso cibo. Questo cibo include la cucina tipica del Sud, delle volte il cibo delle mie origini italiane fatto dalla mia nonna, ed sopratutto il cibo in scatola, famoso negli Stati Uniti negli anni ’80 e ’90. Non sapevo cos’era sushi, non avevo mai mangiato hummus, e nonostante il fatto che ho radici italiane non sapevo neanche cos’erano gli gnocchi fino a quando avevo 14 anni e la mia mamma non l’ha fatto dal pure’ di patate che avevamo avanzato dalla sera prima. Insomma, non avevo una grande ampiezza di conoscenza del cibo.
            La prima volta che ho davvero viaggiato e mangiato era quando avevo 16 anni. La mia famiglia e’ andata ad un Road Top - la cosa per la quale noi americani siamo famosi – abbiamo comprato una nuova macchina (ammetto che era piu’ una casa sulle ruote di una macchina), abbiamo fatto le valigie, e abbiamo guidato in giro per gli Stati Uniti per 5 settimane - da Georgia a California a Colorado fino alla Georgia. Durante questa avventura, ho assaggiato i gusti d’America – BBQ Beef Brisket a El Paso, TX, sopapillas a Winslow, AZ, e vero cibo cinese a San Francisco, CA. Ho scritto un diario del viaggio, ma quando riapro  questo diario e lo rileggo, e’ pieno delle descrizioni dei cibi che ho mangiato con solamente piccole frasi menzionando l’altre cose che ho visto (come il Grand Canyon). In questa vacanza sono diventata una “Food Tourist.”
            La mia prima esperienza di Food Tourism in Italia era quando stavo a Roma, e la seconda quando ho fatto la ricerca per la mia tesi di laurea a Bolzano.  Pero’ dovevo scoprire il cibo ad ogni citta’ da sola,  con l’eccezioni della mia unica visita a Torino con la mia famiglia italiana, e quindi non ho trovato tutti i cibi e mi mancavano l’aspetto della gente nei piatti. Ho visto che quando visiti un paese o citta, e’ sempre meglio conoscere qualcuno che “sa”, e percio’ quando non conoscevo nessuno e non avevo fatto la ricerca sulla cucina della citta’, non ho mangiato meglio che normale. Pero’, nel 2009 abbiamo visitato la famiglia del mio ragazzo in Catania e finalmente ho scoperto una citta’ italiana tramite il cibo. Ero emozionata per andare – ho fatto decine di domande a lui riguardando il cibo. Cos’e’ la cosa ch’e’ come gelato, ma e’ piu’ ghiacciata? (Granita) Sei sicuro che mi piacera’? Non mi piace ghiaccio saporito. (Provala almeno) Come sono I pranzi? Quattro o cinque corsi? E cosa mangiate?!? Non diventate pienissimi? Come si fa? Un giorno ho scoperto che una specialita’ della sua nonna sia il polipo. In questo tempo mangiavo calamari, ma solo fritti e non mangiavo i tentacoli. Ero proprio contro l’idea. Ma non volevo essere maleducata, e quindi mi sono abituata a mangiare i tentacoli. Ho cominciato ordinando I calamari fritti e mangiando solo uno. Poi uno e’ diventato due o tre, sono sono diventati calamari alla griglia, e alla fine ho mangiato il polipo a Catania. Era il mio piatto preferito che ha fatto la nonna – polipo pescato il giorno che abbiamo mangiato, bollito nell’acqua di mare, e finito con prezzemolo, olio, e limone. Soltanto pensandolo mi fa venire l'acquolina in bocca. Era ed e’ il sapore di Catania per me. Be, il mio punto e’: provate. Perche’ non e’ solo un cibo – e’ un’esperienza.
            Ogni tanto, vorrei rivisitare la mia esperienza in Sicilia, e in particolare il cibo. Purtroppo trovare il polipo in Ohio non e’ facile, e anche se si trova il nostro amico di otto gambe, non e’ proprio….fresco, possiamo dire. E quindi, facciamo un’altro piatto buonissimo. La prima cosa che ho mangiato quando sono arrivata a Catania era un piatto preferito del mio ragazzo - pesce spada della nonna. Il mio ragazzo mi ha raccontato il sapore del pesce spada tante volte ma prima di quel giorno nel 2009, non l’avevo provato. Le fettine di pesce erano fatte semplicemente sulla padella, servito con i proprio sughi, olio, prezzemolo, e limone. Lo facciamo spesso, e siccome tanto olio non fa bene o al mio stomaco, ho perfino creato una ricetta basata su quella che ho mangiato 3 anni fa, ma con meno olio. E ora – pesce spada alla nonna!

Buona cucina!
Marti

Pesce Spada alla Nonna (per 2 persone che hanno fame o 3-4 persone)
½ chilo pesce spada (per noi, potrebbe essere solo una fetta perche’ le tagliano spesse, ma in Italia potrebbero essere 2-4 o piu’)
acqua
Succo di limone
prezzemolo
sale, pepe
olio d’olive o lo spray antiaderente per cottura

            Pepate e salate il pesce ai tutti e due fianchi. Scaldate una padella alla temperatura media, sprizzatela con lo spray o un po’ d’olio d’olive. Quando lo spray o l’olio si e’ riscaldato, mettete il pesce e lasciatelo cucinare fino a quando comincia di rosolare (se il ½ chilo fosse una fetta sola, per 2-3 minuti, se ci fossero 2-4 fette, per 1-2 minuti). Cucinate l’altro fianco per la stessa durata. Quando il pesce e’ rosolato ad entrambi fianchi, mettete 3 cucchiai d’acqua nella padella e copritela. Lasciate cucinare per 1-2 minuti, rimuovete la copertina e cucinate fino a quando l’acqua si evapora. Poi girate il pesce, mettete un’altro po’ d’acqua e cucinatelo per altri 1-2 minuti, sempre tenuto coperto. Poi rimuovete la copertina fino a quando l’acqua si evapora. Fate cosi’ fino a quando il pesce e cotto e si squama. Rimuovete il pesce dal calore e mettetelo su un piatto. Spruzzate il succho di limone e spolverate il prezzemolo sopra. Se fosse una fetta, taglatela in quanti pezzi che volete.

Leggete la versione in inglese qui!

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