Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

venerdì 30 marzo 2012

Essere Ospite negli Stati Uniti...e Brownies!


            A gennaio, mi sono trasferita in Ohio dopo aver vissuto in Italia per tre mesi e ho cominciato un lavoro nuovo insegnando ad un’universita’. Sono una specie di professoressa d’inglese - insegno inglese universitaro agli studenti stranieri che vogliono studiare nellll’universita’ americane. Quando sono arrivata in Ohio, conoscevo il mio ragazzo ed i suoi genitori (vivono qui), ma non conoscevo neanche una collega di lavoro. Questa era una situazione che ero determinata ad cambiare, essendo una persona socievole che sono. (Una considerazione a margine: qui non e’ troppo facile incontrare la gente in torno a te, specialmente d’inverno. Viviamo nascosti dentro le case, guidiamo – non camminiamo – a lavoro, ritorniamo a casa, e basta. Qui finisce la storia. Non facciamo le passeggiate di sera o di domenica come gli italiani e non abbiamo la grande tradizione di stare insieme chicchierando sulle strade o andare ai caffé nel pomeriggio solo per chiccherare/osservare la gente. Quindi potrebbe essere difficile fare amiciza con qualcuno, e QUINDI o ti iscrivi ad un club/corso di yoga/roba di genere, o fai l’amicizia con le colleghe. Non ho molto tempo libero, ed sono stata costretta a fare la seconda opzione: fare amiciza con le college. A questo punto arriviamo alla mia storia. Per conoscere meglio le persone con cui lavoro, alcune ed io abbiamo organizzato una cena.
            Ricordatevi che sono appena ritornata dall’Italia, la grande cultura di ospitalita’, specialmente riguardo alla cucina. Avevo dimenticato che vengo dalla cultura del individualismo, dove ci sono le persone che credono che ciasciuno abbia no diritto ad avere esattamente cio’ che vogliono esattamente quando lo vogliono. Non sono cosi’ tutti gli americani, ma ho scoperto che evidentamente lavoro con quelli che si affidano a questo diritto. Anzi, a dire la verita’, cerco di non esigere niente quando sono in Italia, ma qui sulla “Terra dei Liberi” anche io potrei essere difficile quando sono al ristorante - perche’ so che e’ la nostra cultura e anch’io vorrei avere cio’ che voglio come voglio.  Ma per me, ospitare o essere un ospite e’ diverso. Per me. Non per tutti. Vi spiegero’.
            Due settimane fa, io ed il mio raggazzo siamo stati ospitati a casa di una collega e di suo marito. Loro avrebbero fatto la paella, noi avremmo portato una bevanda, l’insalata, ed il pane. Io e la mia collega ed abbiamo organizzato il menu. Quest’esperienza mi ha fatto rendere conto che non sono piu’ in Italia. Ecco la storia.

PARTE 1: La conversazione 3 giorni primi: Ci stiamo organizzando.
Lei: Non vedo l’ora per sabato!
Io: Neanch’io! Porteremo l’insalata, pane…conosco una ricetta per fare il pane croccante e buono…ed il vino.
Lei:  oooo…a noi non piace il vino.
Io: Va bene porteremo la birra.
Lei: Perfetto!  (piccola pausa) ma solo la lager ed la ale, nessun Porter o Stout.
Io: OK!
Lei: Per dolce, vi va bene il gelato?
Io: Si! (Piccola pausa) Anzi, no. Io non tollero il lattosio. (considerazione a margine: ho problemi con la digestione di cibi con livelli alti di grasso, ma dico che non tollero il lattosio perche’ e’ piu’ facile) Potremmo portare il dolce, se vuoi.
Lei: Va bene. Siamo facile, veramente. (piccola pausa) Solo che non  mangiamo le noccioline o la menta.
Io: OK perfetto conosco una ricetta italiana per una torta fatta con dell’olio d’olive al profumo di al limone.
Lei: Ohh. (smorfie “cortese”) Neanche il limone.
Io (andando alla ricetta che nessun americano potrebbe resistere): Vi vanno bene i brownies?
Lei: Perfetto! (partendo)
Io, con testa nelle mani parlando con me stessa: E qui siamo…

PARTE 2: Alla sua casa.
Arrivamo alla casa sua con tutto il cibo, esattamente com’era specificato. Appena dopo, dissi a lei, Il pane e’ fatto per essere crcocante, ma dentro la borsa di plastica nel quale l’ho portato, e’ diventato un po’ mobido. Se vuoi, possiamo metterlo nel forno per un attimo per rifare la crosta. Lei ha risposto, Ohhh (sorriso scomodo)… A mio marito non piace il pane crocante.  Mi arresii. Sospirai, presi la mia piccola pausa, e mi dissi a bassa voce, Non sono piu’ in italia…

Be’, alla fine ci siamo divertiti, abbiamo mangiato bene, e ho scoperto che e’ piu’ difficile avere gli ospiti o essere un’ospite qui negli Stati Uniti che in Italia. Pero’, non mi scoraggio; la prossima volta non chiedero’ cosa vogliono per evitare l’elenco di preferenze personali e faro’ l’unico piatto che so che piace a tutti. Si, Italia. Nonostante il fatto che le preferenze americane cambiano con ogni persona, c’e’ un piatto con cui e’ impossibile sbagliarsi.  Si, Italia. Hai letto bene.  Conosco il segreto per far contento qualsiasi americano: i brownies. Ed oggi, a facciotuttodasola USA, vi do la chiave dei loro cuori.

Un bacio a tutti - buona cucina!
Marti

Fudgy Brownies
70 g zucchero
2 cucchiai di acqua
30 g burro
170 g (1 bicchiere) cioccolato fondente
85 g (½ bicchiere) cioccolato al latte tagliato  
2 uova
½ cucchiaino di estratto di vaniglia (o ½ busta vaniglia per i dolci)
100 g farina tipo 00
¼ cucchiaino di lievito in polvere
pizzico di sale



Mettete lo zucchero e l’acqua in una pentola media a fiamma dolce e fate sciogliere lo zucchero. Aggiungete il burro, mescolando la miscela continuamente. Aggiungete il cioccolato e fatelo sciogliere, sempre mescolando. Togliete la pentola e lasciatela raffreddare 1 minuto.




Aggiungete le uova, uno ad uno, sbattendo, e la vaniglia.








In un’altra ciotola, mescolate la farina, lievito in polvere, e sale e passatela al setaccio. Aggiungete la miscela di farina alla miscela di cioccolato.



Pronti da mangiare!

Mettete lo spray della cottura in una teglia da forno 20 cm x 20 cm (o tondo o rectangolo). Versate la pasta dentro la teglia e fatela cucinare per 25-30 minuti ad 170ºC.

0 commenti:

Posta un commento

Faccio tutto da sola