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venerdì 24 febbraio 2012

Madeira

Il Madeira

il "Vinhos de Roda"

Il mito di Madeira

In genere la storia del Madeira parte con la scoperta del suo affinamento durante i viaggi sull navi. In realtà la storia del Madeira inizia molto tempo prima, precisamente nell’anno 1418, quando il capitano Gonzales Zarco, detto il Guercio, approdò sull’isola Madeira, da cui appunto questo vino liquoroso trae il suo nome, per ordine del Re del Portogallo per conquistarla e renderla abitabile.
Il capitano, non appena mise piede sull’isola, si rese conto che questa era come un’immensa foresta impenetrabile (Madeira infatti in portoghese significa legno). Aprirsi un strada all’interno dell’isola tagliando i rami e i fusti degli alberi sarebbe stata cosa lunga e troppo difficoltosa, così decise di appiccare un fuoco. L’incendio fu di dimensioni tali, che si narra che l’isola bruciò ininterrottamente per sette anni, lasciando però un ottimo substrato di cenere, adatto proprio alla coltivazione della vite.
Venne così iniziato a produrre del vino, ma come tutti i vini dell’epoca, di qualità scarsa. E’ intorno al 1600 che però si scoprì, in maniera del tutto casuale, il vino Madeira come oggi lo conosciamo. Inizialmente questo vino era un semplice vino locale non liquoroso che veniva commercializzato ed esportato.
Essendo Madeira l’ultimo approdo sicuro prima di partire per l’attraversamento dell’oceano Atlantico, le navi mercantili qui si rifornivano del vino prodotto nell’isola. Il vino, non fortificato, veniva sistemato nelle botti nelle stive delle navi che, a causa delle temperature elevate alla fine del viaggio il vino risultava “cotto”, ossidato. Con lo scopo di prevenire questo inconveniente si pensò di aggiungere dell’alcol al vino, come già accadeva per il Porto, in modo da fargli sopportare le insidie del viaggio. Succedeva così che il vino rimaneva nelle botti a maturare per mesi al caldo equatoriale. Spesso capitava che non tutto il vino venisse consumato o commercializzato e che facesse quindi ritorno all’isola di Madeira. Ci si accorse così che il vino guadagnava in complessità nel rimanere nelle stive a contatto con umidità e calore per tutto il periodo della traversata e ritorno ed è così che nacque il vino Madeira, chiamato appunto “Vinhos de Roda” , cioè vino che aveva compiuto un viaggio fino a tornare nell’isola arricchito e impreziosito.


Estufas: il segreto del Madeira

I produttori locali di Madeira scoprirono così che il segreto del vino risiedeva nell’invecchiamento nelle botti delle stive delle navi e quindi agli sbalzi di temperatura del clima incontrato durante le traversate oceaniche. Questo dava un’inimitabile carattere al vino e decisero quindi di “copiare” la natura creando delle stufe (estufas) per riscaldare il vino per il medesimo tempo che stava sulle navi. Queste estufas sono contenitori di pietra divisi in compartimenti riscaldati con aria calda derivata da un sistema di stufe. Gran parte del sapore inconfondibile del Madeira che sprigiona inconfondibili aromi di caramello, mandorle, frutta candita, è dovuto a questa pratica ancora oggi in uso.

 
I vitigni e le tipologie

Nel 1851 e nel 1872 l’isola di Madeira fu investita da due terribili flagelli, dell’oidio prima e della filossera dopo, che distrussero il 90% delle vigne per la produzione di Madeira. Alla fine dei quel secolo furono quindi innestate nuove barbatelle di Malvasia innestate su radici americano di vitis barlandieri, riparia, rupestris, che ripopolarono i vigneti. Questi ibridi davano dei vini con doti organolettiche molto differenti da quelli precedenti, ma risultarono resistenti. E’ così quindi che iniziarono a comparire delle nuove uve rosse (jacquet, tinta nigra mole) e bianche (verdelho, boal, muscatel de setubal, sercial) che vengono oggi usate per i Madeira moderni.
I Madeira contemporanei si distinguono i 4 diversi tipi distinti a seconda del tipo di uva usata per produrlo:

MALMSEY (Malvasia): il più dolce (indicato anche con il termine di ricco);
BOAL: semi-dolce (indicato anche con il termine di dolce);
VERDELHO: semi-secco (indicato anche con il termine di medio);
SERCIAL: il più secco (indicato anche con il termine di secco).

Nei Madeira di minore pregio spesso si utilizza anche il Tinta Negra Mole. Questi Madeira vengono scaldati rapidamente per un periodo di circa 18 mesi e il loro colore è tipicamente dovuto dall'aggiunta di caramello.
I Madeira Reserve sono prodotti da uve bianche e subiscono un affinamento in botti di rovere per almeno cinque anni. Gli Special Reserve invece maturano in botte per almeno dieci anni e gli Extra Reserve per quindici.
I Vintage Madeira, come per il Porto, sono prodotti unicamente da uve millesimate (anno indicato sull’etichetta) e che maturano in botte per almeno venti anni e prodotti da solo uve bianche.
Esiste, infine, un Madeira, la cui produzione sta diventando sempre più rara, prodotta con lo stesso metodo dello Jerez Spagnolo e che prende il nome di Solera Madeira.

 
Cuirosità:

I Madera sono tra i vini più famosi del mondo, tanto da essere entrati nel vocabolario moderno con il verbo ”maderizzare” e con l’aggettivo ”maderizzato”, usati per definire dei vini in evidente ossidazione. Sono, inoltre, tra i vini più costosi e, se correttamente imbottigliato e mantenuto, tra i più longevi: nel 1997 a NewYork all’asta da Sotheby’s è stata venduta per 22.000 dollari all’Hotel Casino Rio di Las Vegas una bottiglia di Madeira del 1792.
Un’ultima curiosità: il Madeira è il vino che venne utilizzato da Thomas Jefferson per brindare alla firma della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.

 
Abbinamento con i cibi:

I vini secchi sono ottimi aperitivi, ma accompagnano anche piatti di pesce elaborati.
I vini dolci si abbinano con la pasticceria secca o con formaggi erborinati a tendenza amarognola, come il Cabrales spagnolo.
In Francia, ancora oggi, con il Madeira si prepara la famosa Sauce Madera: si scioglie il burro con la farina e una volta che la farina sé è colorita, si aggiunge poco alla volta il brodo bollente di carne. Si cuoce la salsa a fiamma bassa fino a che non si riduce. A questo punto si unisce il Madeira, il pepe e si fa cuocere ancora un altro po’. Questa salsa si serve con prosciutto cotto alla griglia o scaloppine.





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