Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

giovedì 9 febbraio 2012

Il rimedio del giorno: TORTA DELICE

Ci sono mattine in cui ti svegli e l'unica cosa che vorresti è rimanere nel letto. Non che non mi succeda tutte le mattine (la mia sveglia suona ad intervalli regolari di 5 minuti ininterrottamente dalle 6,45 alle 7,15!), ma ce ne sono alcune, per fortuna rare, che già dal letto capisci che quello dovrebbe essere il tuo posto per tutta la giornata. Ma che fai? Ti alzi, prepari il caffè, scegli i vestiti e ti infili nel bagno, dove nel frattempo avevi messo in funzione il termoventilatore (ah, a proposito, vi ricordate del termoventilatore rumoroso di cui vi avevo parlato qualche giorno fa? bene, ho capito a cosa era dovuto il rumore. Stava per rompersi e me ne sono accorta per la fiammata e conseguente fuligine che ha invaso il bagno. I vicini hanno dovuto comprarsi la sveglia!). Nulla di più abitudinario, una routine che ti accompagna da anni, ma che in queste mattine un pò strane, senti che c'è qualcosa di diverso. Non ti sai spiegare cosa e tantomeno il perchè.
E' una sensazione, è come una zanzara che ronza nell'orecchio durante la notte. Sai che c'è, che ti sta per pungere anche se non la vedi. E in qualche modo senti la pelle avvinghiarsi come stia preparandosi ad affrontare la puntura, che non fa male, ma ti costringerà a grattarti per tutto il giorno. E così oggi la zanzara mi ha punta e già dai primi istanti di guida nel traffico ho iniziato a grattarmi, a sentire quel fastidio che mi accompagnerà per tutta la giornata, che passerò pensando che in realtà sarei dovuta rimanere nel letto. Ma non si può e lo so bene. Ci sono i doveri. Mai dimenticarsi dei doveri, altrimenti si rischia di non permettersi i piaceri. Piaceri che poi non fai mai in tempo a goderti, perchè per quelli il tempo è poco. Sono attimi che spesso non scegli tu, perchè incastrati in quel breve lasso di tempo tra i doveri e il tempo in cui sei troppo stanco per non crollare. E allora in queste mattine in cui ti punge la zanzara ti sembra come se ti avesse iniettato un liquido irritante che ti strappa via il pensiero, che inserisce il pilota automatico per svolgere tutti i tuoi doveri e che conduce le tue riflessioni su come sarebbe stato se... La vita è uno "sliding door", la vita è una scelta continua di apertura e chiusura delle porte giuste, senza che nessuno sappia quale sia la maniglia da toccare, senza nessuno che ti dica se hai scelto quella giusta, perchè una volta aperta non saprai mai cosa avresti trovato nell'altra. E allora scatta il meccanismo che Festinger e gli psicologi moderni definiscono come la "dissonanza cognitiva". Quando una persona è posta di fronte ad una o più scelte (in psicologia: decisioni) consonanti tra loro, ma mutualmente escludentisi, o comunque incongruenti, una volta fatta la scelta, gli aspetti attraenti di quella respinta creano uno stato di dissonanza con la scelta invece compiuta. E la grandezza della dissonanza è in funzione dell'importanza soggettiva della scelta sia presa, che rifiutata. In sostanza, ogni uomo, ogni bambino, ogni animale vive quotidianamente in uno stato di dissonanza perchè ogni giorno, grandi o piccole che siano, tutti noi compiamo delle scelte.

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La strada da prendere per non trovare traffico, la scarpe giuste per non scivolare nel ghiaccio, ma anche scelte del calibro quale università, quale lavoro, fare o non fare figli, sposarsi, affrontare delle spese rilevanti.......... E ogni giorno, ogni maledetta mattina ci svegliamo nella inconsapevolezza che investiremo una quantità enorme di sforzo per ridurre la dissonanza creata da decisioni prese, in passato e nel quotidiano. Perchè per ridurre la dissonanza è possibile modificare il proprio mondo cognitivo, il proprio modo di pensare, il nostro parere sulla scelta non fatta, attribuendogli meno valore o dandogliene in maniera negativa. Ma questo non sempre è possibile, pechè a volte ci troviamo di fronte a delle evidenze che sono impossibili da ignorare, che ci fanno percepire che la scelta che abbiamo fatto è quella sbagliata e che la strada non intrapresa è quella che ci avrebbe fatto raggiungere ciò che volevamo. E allora ecco le altre due alternative: possiamo cambiare il nostro ambiente circostante, ma è molto difficile, perchè singnificherebbe tornare indietro sui propri passi e questo spesso è impercorribile (pensate ad una madre che ha messo al mondo un figlio). L'unica strada che quindi ci rimane è quella di cambiare il nostro comportamento, magari decidendo proprio di non pensare, di vedere solo ciò che abbiamo davanti con la scelta effettuata. E allora ecco spiegato il motivo di tanti doveri e di quel poco spazio che ci concediamo per godere dei piaceri. Il dovere ci spinge avanti come dei muli comandati, il dovere è come mettere il pilota automatico, il dovere è anche routine, una routine in cui siamo intrappolati come un cavallo selvaggio con le briglie. E quando quelle mattine strane ci svegliamo con il prurito perchè la zanzara ci ha punti, ecco che scalpitiamo nuovamente per sbarazzarci delle corde che ci legano all'ordinaria follia di imporci la scelta fatta. E così ci svegliamo rilfettendo su noi stessi e su come sarebbe stato se... Non esiste una pozione magica per uscire dalla "dissonanza", quello che possiamo fare è gettare ammoniaca sulla bolla, affinchè la dissonanza risvegliata si riassorba il prima possibile. Ognuno di noi ha la propria concentrazione adatta di ammoniaca, è lo stato di dissonanza che ci spinge a cercarla. Io la mia l'ho trovata e si racchiude tutta in una frase di un libro letto qualche tempo fa: "dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d'uovo, zucchero e latte, l'impasto si addensa: è un tale conforto!" - Julia Powell nel libro Julie & Julia.
E allora ecco il mio dolce al cioccolato, la mia dose di ammoniaca: TORTA DELICE

Ingredienti per 8 persone:

200 gr di CIOCCOLATO FONDENTE
120 gr di BURRO
250 gr di ZUCCHERO
240 gr di FARINA
1 bicchiere grande di LATTE INTERO
1 bustina di LIEVITO
4 UOVA
3 cucchiai di CACAO AMARO in polvere
SALE
1 barattolo medio di NUTELLA
250 ml di PANNA da montare


Preparazione:

1) in una ciotola grande mettere i 4 tuorli, con lo zucchero e sbattere forte fino a formare una crema omogenea
2) nel frattempo sciogliamo a bagnomaria il cioccolato fondente
3) una volta sciolto lo aggiungiamo ai rossi d'uovo sbattutti, insieme al cacao in polvere.
4) setacciamo la farina e uniamoci il lievito
5) a questo punto aggiungiamo il burro, il latte, un pizzico di sale e la farina con il lievito
6) mescoliamo bene il tutto, prima con la forchetta e poi con il minipimer
7) attenzione ai grumi. eliminarli tutti
8) ora uniamo anche gli albumi d'uovo e continuiamo a mescolare
9) pre riscaldiamo il forno a 180 gradi
9) una volta che il composto è formato omogeneamente, imburriamo una teglia rotonda o rettangolare
10) versare il composto nella teglia e cuocere in forno per lameno 30 minuti, anche 40.
11) passato il tempo, facciamo la prova dello stuzzicadente. se non rimangono residui attaccati la torta è cotta, altrimetni far satre altri 5-10 minuti.
12) mi raccomando, non aprire il forno tante volte, altrimentisi altera la cottura.
13) una volta cotta la torta, tiriamola fuori dal forno e lasciamola freddare
14) mentre la torta si fredda montiamo la panna. Più la panna è fredda, più si monta meglio
14) una volta freddata la torta, versarla su un piatto da portata e tagliarla a metà con un coltello per il pane.
15) su una metà spalmiamo il barattolo di nutella (mi raccomando, non scaldare la nutalla a bagnomaria come suggerito altrove. Io sono una specialista di nutella e ovetti kinder e vi assicuro che gli sbalzi repentinei di temperatura ne alterano consistentemnte il sapore).
16) sull'altra metà, quella lasciata sul piatto per comodità, spalmare tutta la panna.
17) richiudere le due metà dell torta.
18) servire subito, o altrimenti conservatela in frigo...ma dubito ne rimarrà qualche briciola!

Dedicato alla mia prof.

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