Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

martedì 21 febbraio 2012

CIAMBELLONE: buono sempre

Non sono una di quelle con le mani sempre curate, anzi. Non mangio le unghie, ma in compenso rosicchio le pellicine dei pollicioni. Ci sono volte che riesco a far crescere le unghie e alcuni giorni le limo anche. Più spesso però non ho il tempo di farlo. Bugia, non ho voglia. Il fatto è che sono bravissima a mettere in ordine di priorità tutte le cose da fare e proprio per questo la cura del corpo e dell'aspetto esteriore li ripongo agli ultimi posti. Prima ancora vengono addirttura la lettura, il sonno. So di gente che piuttosto relega poche ore al cuscino, tanto poi ci sono i correttori di ultima generazione che ti inniettano insieme alla crema coprente anche la giusta dose di caffeina. Il risveglio delle borse sotto gli occhi. Io preferisco il risveglio che parte dal letto con la testa che lascia l'impronta sul cuscino per dirigersi verso la caffettiera. Ecco, io la caffeina preferisco assumerla per via orale, sotto forma di caffè. Sono un tipo tradizionale, io. Come sono tradizionale nella scelta dei vestiti. Nero, jeans, camicia e maglioncino. Non mi discosto mai da questi capi. Anche qui, è una questione di priorità. Pensarmi in altro modo, vestita in maniera più cangiante, significherebbe dedicare del tempo e dell'esercizio mentale (atrofizzato per questo genere di cose) a cose molto lontane da me, a cose che faccio fatica ad assemblare in un insieme uniforme e armonioso. E non pensiate che non mi piacerebbe poter sfoggiare, almeno di tanto in tanto, mise da far girare la testa pù alle donne (invidiose) che agli uomini. Quando in tv, o meglio ancora sulle copertine delle riviste patinate, scorgo l'immagine di queste belle ragazze vestite in maniera casual-ricercata, mi chiedo perchè mai quando vado a fare shopping non riesco a trovare quello che mi piacerebbe indossare. E' che non ho l'occhio allenato. Spesso sento dire a molte donne che tutto quello che a me capita in un grande magazzino, di cercare e di non trovare, a loro capita in un grande supermercato. La mattina si svegliano con il migliore degli intenti: quello di tornare a casa e per una sacra volta non far trovare in tavola il solito purè in busta che accompagna il pollo della rosticceria. Per una volta vogliono cucinare qualcosa di buono, che sia invitante nell'aspetto e anche ricercato per ogni singolo ingrediente utilizzato. E' esattamente quello che capita a me in mattinate come questa, in cui vengo invitata ad una colazione un pò formale e aprendo l'armadio mi rendo conto che non ho nulla che vada bene. E il problema sta proprio lì, nell'armadio, e non solo perchè non trovo nulla che si addica all'evento, ma proprio perchè ho deciso di aprirlo la mattina alle sette e non la sera prima provando e riprovando gli abiti. E questo non è quello che capita a tutti quelli che si decidono di cucinare qualcosa di buono a due ore dall'arrivo degli ospiti? Aprono la credenza e.... ne escono farfalle, sì quelle della pasta depositata lì dall'ultimo invito a cena. E così già da quando sono in macchina per dirigersi in ufficio iniziano a pensare quale gustosa ricetta possano preparare per la sera, a quale supermercato affidare la propria ricerca e a quali ingredienti dedicare maggiore attenzione. Eccomi appunta descritta in un grande negozio tipo Zara, Promod, H&M. Una disperata alla ricerca forsennata di accostamenti tra capi di abbigliamento, di cui non conosco l'esistenza, con l'unica guida di una rivista che mi fa vedere come dovrei venir fuori dopo la cura ricostituente di guardaroba. Proprio come la persona che si affida alla ricetta del grande chef ed entra nel supermercato piena di buone intenzioni e con in mano il foglietto degli alimenti da comprare, proprio come per me la copertina di Cosmopolitan. Ed è così che, ognuna a ciascun modo ma con finalità identiche nell'intento ci immergiamo  nel mondo a noi ignoto, in cui gli occhi vengono rapiti da ciascuna cosa possa assomigliare in qualche modo alla descrizione della "Bibbia" che stringiamo tra le mani. Sono mondi che non ci appartengono, mondi che non possiamo controllare ed è così che finiamo risucchiate da ciascun capo, da ciascun ingrediente, senza riuscire a capire come possano accostarsi tra loro nel risultato finale. Finale, tra l'altro, quasi scontato: ne usciamo piene di sacchetti e buste ricolme di cose che, una volta a casa, non sapremo mai legare tra loro.
La ricetta del grande chef sta alla ragazza di copertina di Cosmopolitan, come Cosmopolitan sta a me. O almeno spero. Voglio dire, ciascuno di noi ha il proprio bagaglio di conoscenze e soprattutto segue ciò che più le si addice. E' per questo che io vado a fare shopping con la mia amica Runci, ed è per questo che lei viene a cena da me.
Ma in casi come questo di oggi, allora che fare? La mia ricetta è di affidarci a cose che ci sono familiari, a cose che sappiamo ci riescano bene. Non so, la certezza del ciambellone che sappiamo fare dai tempi in cui la maestra delle elementari ci chiedeva di portare qualcosa di cucinato da noi, la certezza che quel pantalone che abbiamo da una vita possa andare bene sia con un maglioncino, che con la giacca a righine. Ecco la ricetta giusta, affidarci a quello che è nelle nostre corde e se per una volta non vogliamo diluire il purè in polvere nel latte scremato, probabilmente anche scaduto, allora potremmo provare a fare quel ciambellone che sappiamo uscire dal forno sempre con il buco, magari mettendoci un tocco di novità: una spruzzata di panna montata direttamente da noi, le scagliette di cioccolato al posto della scorza di limone, oppure tagliarlo a metà spalmandoci della Nutella. Allora ecco la mia ricetta passpartout sempre buona per ogni occasione, come i miei pantaloni neri che abbinati alla maglietta lilla e al gilet nero sembrano anche eleganti.

Ps- ricetta segreta generosamente offerta da mamma Antonietta, la mia mamma!


Il concorso è ancora in vigore... VOTATEMI!!!


Ingredienti:
  • 3 UOVA intere grandi
  • 10 cucchiai di ZUCCHERO
  • 350 g circa di FARINA
  • 1 bicchiere di LATTE
  • 1 bicchiere di OLIO DI SEMI
  • Buccia grattuggiata di 1 LIMONE
  • 1 bustina di LIEVITO per dolci
  • 1 pizzico di SALE 
 
Preparazione:

1) aprire le uova in una terrina bella capiente
2) aggiungervi lo zucchero e sbattere le uova fino a creare una spuma corposa
3) aggiungere l'olio di semi conitnuando a sbattere
4) poco alla volta, sempre continuando a sbattere le uova, aggiungere la farina
5) in ultimo, quando la crema sarà corposa e liscia aggiungere la buccia di limone grattuggiata, un pizzico di sale, il latte e il lievito
6) se, continuando ad amalgamare il tutto, la consistenza vi sembrerà troppo liquida, agigungenre un altro pò di farina. La consistenza finale deve essere una crema molto densa.
7) a questo punto imburrare lo stampo apposito per il ciambellone. Stampo del diametro di 28 cm.
8) riscaldiamo il forno a 180 gradi, dndo calore solo dal basso
9) inforniamo per circa 30 minuti.
10) dando calore solo dal basso il risultato sarà un ciambellone cresciuto e spaccato nella parte centrale, da dove emergerà tutta la parte più buona del dolce. Ve loa ssicuro, lo mangio da 30 anni!

11) se volete, spolverata finale di zucchero a velo in caso debba rimanere in casa
11 bis) ciascuna fetta accompagnata da un cucchiaino di nutella e un adornamento di panna montata, se avete ospiti informali
11 tris) diviso a metà e rimpolpato di nutella, in caso abbiate la festa della vostra piccola peste
11.......................) in ogni modo è buono e sempre in voga!!!

Buono gnam gnam anche dalla mia mamma!!!

Ps- mamma, vogliamo le foto!!!

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