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martedì 17 gennaio 2012

Caffè tra storia e leggende

Intorno alle origine del caffè proliferano svariate ipotesi e anche molte leggende, la più conosciuta delle quali racconta di un pastore etiope di nome Kaldi, le cui pecore durante il pascolo si misero a mangiare delle bacche rosse. Giunta la notte il gregge anziché dormire si mise a vagabondare con energia e così Kaldi, pensando che questa vivacità fosse dovuta a quelle bacche, le abbrustolì, le macinò e ne ottenne un'infusione, osssia il caffè.
Questa leggenda pone quindi come luogo di origine della pianta l'Etiopia, ma ovviamente si dibatte tuttora su quale sia in realtà la zona geografica dove per la prima volta la pianta del caffè, la Coffea appunto, si proliferò. Secondo alcuni studiosi, per esempio, il caffè inteso come bevanda, esisteva già ai tempi di Omero e lo si beveva a Troia. Pellegrino Artusi, invece, sosteneva che il miglior caffè fosse quello di Mokha, città dello Yemen, e che questo fosse appunto l'indizio per individuarne l'origine.
Queste sono solo alcune delle ipotesi asserite sulla nascita del caffè, mentre l'unica data certa di cui si ha prova è il 1454, anno in cui il Governo dello Yemen approvò il consumo del caffè, già divenuto consuetudine popolare, lodandone le sue qualità energizzanti. Da questa data in poi avvenne una vera e propria diffusione in Mar Rosso, a La Mecca, a Medina fino ad arrivare a Il Cairo. Complice della sua larga diffusione tra la popolazione araba fu certamente anche la legge del Corano che vietava il consumo di bevande alcoliche. In quelle zone, infatti, ancora oggi il caffè è consociuto anche con l'appellativo di "Vino dell'Islam". E così dove si diffondeva la religione islamica, di pari passo il caffè ne conquistava la popolazione. Si ha traccia per esempio di due noti locali di Damasco intorno al 1500 chiamati "Il Caffè delle Rose" e "Il Caffè della Via della Salvezza". E cos' come a Damasco, anche a Costantinopoli sorsero presto dei veri e propri "Caffè", intesi come luoghi d'incontro, di svago e di dibattito politico. Da qui certamente  deriva il consumo di questa bevanda, così come facciamo noi Italiani, ossia come simbolo di socialità e rituale di convivialità. Infatti, l'innamoramento degli Italiani per questa bevanda fu praticamente immediato. Nel 1627 fu Francesco Bacone nella sua opera Sylva Sylvarum il primo a descrivere questi locali in cui i turchi siedono a bere caffè, paragonandoli alle nostre taverne in uso in quegli anni.
Ma è il 1615 la data considerata per la prima comparsa del caffè in Europa, quando commercianti veneziani solcavano il Mar Mediterraneo per importare e poi vendere i prodotti provenienti dall'Oriente. Merito dell'introduzione in Italia spetta però al botanico Prospero Alpini che era stato medico del Console di Venezia in Egitto. Venezia fu quindi la prima città a consocere l'aroma del caffè. Velocemente si diffuse in tutta la penisola italica e altrettanto velocemente nacquero le "Botteghe del Caffè".
La più antica d'Europa, il Caffè Florian, è tutt'ora attivo sotto i portici di Piazza San Marco a Venezia. Dopo l'apertura della prima "Bottega del Caffè ", molte altre ne vennero aperte a Venezia, tanto che il proprietario del prima caffetteria fu costretto, per battere la concorrenza, a pubblicare un libretto che esaltava i pregi salutari del prodotto. Siamo nel 1716 e questo opuscoletto può essere considerato un primo documento pubblicitario personalizzato della bottega di un caffettiere. A Venezia come in Italia il caffè divenne presto dono da offrire in talune circostanze ed offerto come dono d'amicizia ed amore: agli inizi del settecento era abitudine che i corteggiatori inviassero alle proprie innamorate vassoi colmi di caffè e cioccolata. Nonostante tutto però l'introduzione del caffè si scontrò col parere di alcuni esponenti della Chiesa, tanto che alcuni fanatici cristiani incitarono il Papa Clemente VIII ad interdire la "bevanda del diavolo" ai fedeli. Si racconta però che il Papa, assagiatane una tazza, diede la sua approvazione. La benedizione papale moltiplicò così i successi del caffè, tanto che solo a Venezia nel 1763 si contavano 218 locali e anche in altre città fiorirono eleganti Caffetterie, dette anche "Caffè Storici", come il Caffè Greco a Rma. il pedrocchi a Padova, il San Carlo a Torino. Il nome di questi locali nel corso degli anni è stato legato a persone note della società (scrittori, politici, filosofi) che ne erano abituali frequentatori, conferendo così un ulteriore valore e prestigio a queste "Caffetterie". E' anche per questo che al caffè venne associato l'appellativo di "bevanda intellettuale", oltre al fatto di essere considerata come sostanza dalle qualità curative

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