Racconti di quotidianità e ricette per arricchirla

mercoledì 27 aprile 2011

SFIZIOFRITTI
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Buongiorno e ben alzati!
Anche la mia piantina rossa sul davanzale oggi è mogia mogia. Inizio a pensare che sia capace di empatia verso chi si prende cura di lei (giuro, stavolta sto riuscendo a non farla appassire e non solo perché è una pianta grassa!), o magari dipende solo dal fatto che fuori non c'e' abbastanza sole. Anche lui non si decide a venir fuori completamente, rendendo la mia stanza a tratti assolata e a tratti offuscata. Un po' come me.
Che anche il Sole vada di pari passo con il mio umore? Naaaa...
Comunque, preso atto dei miei alti e bassi, sono consapevole che in cucina oggi non combinerei proprio niente di buono. Penso che ci sia diletto nel cucinare ciascun alimento a seconda dello stato d'animo che viviamo. E' come una cura per l'anima. Quando siamo tristi, non c'e' dubbio, è meglio gettarsi a capofitto nella cioccolata, meglio se fusa e accompagnata da frutta zuccherina. Quando invece mi sento esplodere di rabbia, ecco allora è meglio mettere le mani in pasta, nel vero senso della parola. E allora via ad amalgamare uova e farina con più forza che ho in corpo, a sbattere l'impasto sulla tavola di legno e a sfogare la nevrosi rotolando avanti e indietro il mattarello della nonna. E' quando sono felice, invece, che allora mi diletto in paste e piatti più creativi, pregustando già durante la preparazione quello che ancor più accrescerà il mio buon umore, specialmente quando a condividerlo con me c'e' qualcuno.
Il problema è proprio quando lo stato d'animo gioca a saltellare da un momento di tranquillità ad un altro di apatia, da uno stato di pace, ad uno di nero assoluto, da una fase di libero pensiero ad un'altra di groviglio più totale. Bhè, quando si è su questa altalena emotiva, allora il consiglio da seguire è stare lontani da mestoli e cucchiarelle. Fuori. Bisogna uscire, camminare, respirare all'aria aperta, distendersi su un asciugamano in una villa di Roma, prendersi del tempo per sé, tutto fuorché rimanere chiusi tra quattro mura. Il rischio è di rimanere senza fiato e di ingozzarci di qualsiasi alimento sia fornita la nostra dispensa, senza così dar diletto né al gusto e né alla mente. E se poi ancor peggio ci venisse in mente di metter mani a pentola e fuoco, ecco allora il nostro umore sono certa precipiterebbe nel totale oblio, scoprendo di aver esagerato di sale e di aver errato con le quantità, spesso troppo abbondanti. Niente da fare. Lontani dai fornelli e da qualsiasi altra fonte di calore. Astenersi dalle abbuffate che alimentano solo i sensi di colpa. Ma allora che fare quest'oggi, lasciare voi tutti a bocca asciutta a causa del mio pessimo alternarsi dell'umore? No, niente da fare. Stavolta niente prove ai fornelli, ma vi racconterò due ricette semplicissime che forse, a pensarci bene, potrei anche rifare con questo stato d'animo.
Entrambe riguardano il mondo vegetale, qualcosa quindi che può essere facilmente variato a seconda del gusto che vogliamo concederci, ed entrambe hanno in sé qualcosa che ha a che vedere con gli sbalzi d'umore, ossia gli sbalzi di temperatura.
Avete già intuito? Sto parlando dei fritti!
Sperando di farvi cosa gradita, e in questo modo di invogliare chiunque di voi in qualsiasi stato d'animo sia calato, oggi propongo due ricette veloci, sfiziose e ballerine come il mio umore.

PORRI FRITTI

Ingredienti per 4 persone:
  • 2-3 PORRI
  • 6 cucchiai di FARINA 00
  • OLIO per frittura
  • SALE
Necessaire:
coltello affilato
scolapasta
padella antiaderente
ciotola
carta assorbente

Preparazione:
  1. lavare i porri ed eliminare il bulbo della radice e il ciuffo verde
  2. tagliarli in verticale prima al centro e poi farli a striscioline quanto più possibili fini
  3. metterli in ammollo in acqua fredda e lasciarli in frigo per una 30 di minuti
  4. una volta averli freddati bene, metteteli a scolare in uno scolapasta
  5. far riscaldare l'olio nella padella
  6. scolate bene i porri e direttamente nello scolapasta spolverati con la farina
  7. muoveteli per far assorbire bene la farina e asciugare i residui di acqua
  8. quando l'olio sarà ben caldo (fate la prova con uno stuzzica denti, se appena immerso fa le bollicine, l'olio è pronto) friggete i porri un po' alla volta.
  9. state attenti agli schizzi. più acqua sarà rimasta più ce ne saranno.
  10. Appena dorati e croccanti scolateli a fate assorbire l'olio con una carta assorbente.
Vi consiglio di servirli per accompagnare zuppe, vellutate e anche risotti, ma anche mangiati come chips saranno buonissimi!

FRITTELLE DI ZUCCHINE E CIPOLLE




Ingredienti per 4 persone:
  • 2 ZUCCHINE grandi
  • 2 CIPOLLE medie
  • 150 g di FARINA 00
  • 2 bottiglie da 66cl di BIRRA CHIARA
  • OLIO per friggere
  • SALE
Necessaire:
padella antiaderente
ciotola
frusta elettrica (consigliata)
coltello affilato
carta assorbente

Preparazione:
  1. tagliare le cipolle e le zucchine alla julienne
  2. dividere i due albumi dai tuorli
  3. in una ciotola mescolare bene i tuorli, la farina e un po' alla volta la birra, fino ad ottenere una consistenza liscia e densa
  4. montare a neve gli albumi e mescolarli alla pastella
  5. in caso la pastella creata sia troppo densa aggiungere un po' di birra, in caso sia troppo liquida mettere ancora un po' di farina
  6. versare le zucchine e le cipolle tagliate nella pastella
  7. con un cucchiaio prendere le verdure in pastella e friggerle in cucchiaiate nell'olio bollente
  8. scolate le frittelle su carta assorbente e salarla solo dopo averle fritte.
E anche quest'oggi buono gnam a tutti!

martedì 26 aprile 2011

Pomeriggio di pioggia: SACHER TORTE
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Sway - Michael Bublè ed eccomi lì ad ondeggiare per quel metro cubo della mia cucina cercando inutilmente di andare a ritmo di swing. Provo anche a lanciarmi mestoli e ciotole da una mano all'altra ed il fatto che possano cadermi  creando un disastro non mi sfiora neanche lontanamente. Non curante del cassetto lasciato aperto, continuo a fluttuare nell'aria con andamenti decisamente troppo ampi per il raggio d'azione a mia disposizione e infatti all'ennesimo spostamento di bacino chiudo quel cassetto sbattendoci contro. E pur balenandomi l'idea del livido che a breve mi uscirà ad altezza anca, continuo a destreggiarmi con piegamenti di spalla che mi fanno sentire tanto la chef del film "sapori e dissapori" che si precipita ad assaggiare la salsa del "7" prima che il cameriere gliela serva al tavolo!
Provate, veramente. E' una magia, sembra che tutto riesca alla perfezione, che ogni sapori trovi la sua giusta collocazione senza mescolarsi agli altri dello stesso piatto, che gli aromi provenienti dal forno siano una sinfonia di vere e proprie magie create dalle nostre mani. Montate delle ali immaginarie sul vostro dorso e muovetevi tra i pensili e gli armadietti del vostro mondo culinario al ritmo di questo swing e sono certa che ogni piatto sarà una sublime tentazione.
Chiudete gli occhi, lasciatevi trasportare dalla musica e cercate di sentire quel profumo che ora sta invadendo ogni poro della mia piccola casetta. Sì quello che state assaporando è il profumo del cioccolato fuso, della marmellata calda di albicocche, dei tuorli sbattutti con burro e zucchero, insomma di una buonissima Sacher Torte.
Sì lo so che dall'attacco con lo swing di bublè vi sareste aspettati più la ricetta, non so, dei pan cake, e che forse l'ispirazione di quel genietto  di Franz Sacher (aveva solo 16 anni quando l'ha inventata) era sicuramente proveniente dalle note di un elegante valzer, ma quello che conta è la sintonia che ritroviamo con gli attrezzi del mestiere e il ritmo che diamo ai nostri gesti. E allora via, clicchiamo play sulla nostra colonna sonora e lasciamoci trasportare dalla fantasia!

Sacher Torte
Questo non è un dolce e nemmeno una torta, questa è la cappella Sistina dell'universo della pasticceria. Questo è un gioiello senza tempo capace di far andare in estasi chiunque l'assaggi. E' la droga per eccellenza, procura assuefazione, appaga ogni senso e concede momenti liberatori alla nostra mente. Va gustata con calma senza farsi prendere dalla voracità, ancor meglio con luce soffusa per permettere al suo mix di sapori di rapire la nostra mente e condurla in quel limbo di piacere che cancella ogni pensiero.
Anche solo la sua preparazione giova allo spirito. Di non facile esecuzione, bisogna impegnarsi, fare movimenti veloci ed organizzarsi con tutti i "ferri del mestiere" a portata di mano. Proprio questa necessità di concentrazione impedisce che il pensiero voli verso qualsiasi altra preoccupazione, perché l'unica nel momento dell'esecuzione sarà l'attesa per quella fetta che presto andremo ad assaggiare.
Allora, concentrati ma trasportati dal ritmo giusto della vostra sinfonia, iniziate a fornirvi di 3 ciotole: una per montare a neve gli albumi, una per lavorare la cioccolata e l'ultima per lavorare le uova con lo zucchero.
Serviranno una frusta da cucina, alcune forchette che sporcherete in continuazione ed un pentolino per sciogliere a bagnomaria burro e cioccolata.
Non dimenticate una teglia da forno per torte del diametro di 24-28 cm, a seconda di quanto la vorrete fare alta.
Gli ingredienti non sono tantissimi e le proporzioni sono quasi tutte uguali:

Per la pasta:
  • 150 g di FARINA
  • 150 g di BURRO
  • 150 g di ZUCCHERO
  • 150 g di CIOCCOLATO FONDENTE
  • 50 g di CACAO IN POLVERE
  • 5 UOVA

Per la glassa e la farcitura:
  • 100 g di CIOCCOLATO FONDENTE
  • 50 g di ZUCCHERO A VELO
  • q.b. MARMELLATA DI ALBICOCCHE

Preparazione:
  1. Iniziate con il pesare ciascun ingrediente e posate ciascuno in un piatto diverso, anche di carta andrà benissimo.
  2. accendere il forno e preriscaldarlo a 180 gradi.
  3. Sciogliere 150 g di cioccolata fondente in un pentolino a fuoco lento. Per chi ne ha voglia, sarebbe meglio scioglierlo a bagnomaria.
  4. Lavorare in una ciotola il burro fino a scioglierlo completamente
  5. una volta sciolto il burro, aggiungere i 5 tuorli e i 150 g di zucchero.
  6. lavorare bene il tutto fino a far diventare una crema morbida.
  7. a questo punto aggiungere il cioccolato fuso, continuando a mescolare senza far formare grumi
  8. in un'altra ciotola montare a neve gli albumi
  9. unite gli albumi montati alla crema cioccolatosa che avete preparato
  10. unire anche la farina e i 50 g di polvere di cioccolato.
  11. imburrare la teglia
  12. prima di versare il composto nella teglia, dare un'ultima girata per essere sicuri che non vi siano grumi di farina
  13. infornare per un'ora circa
  14. trascorsa un'ora, fare la prova stuzzicadenti per vedere se la torta è cotta
  15. se pronta (e dovrebbe esserlo!) lasciarla fredda nella teglia
  16. nell'attesa, sciogliere i 50g di zucchero a velo con un bicchiere di acqua in un pentolino
  17. portare ad ebollizione per 5 minuti
  18. far freddare lo sciroppo
  19. aggiungere allo sciroppo il resto del cioccolato spezzettato
  20. rimettere il tutto sul fuoco a fiamma bassissima
  21. sciogliere il tutto e spegnere il fuoco quando si formerà una glassa omogenea
  22. a questo punto, versare la torta su un piatto
  23. fare un taglio orizzontale alla torta, come fosse un panino
  24. spalmare sulla parte inferiore la marmellata. la quantità dipende dal vostro gusto.
  25. richiudere la torta
  26. ultimo atto: colare la glassa al centro della torta e spargerla in maniera omogenea su tutta la torta, se possibile anche sui lati

Et voilà, ecco a voi la sublime dolcezza che vi renderà più piacevoli le giornate di pioggia!

venerdì 22 aprile 2011

VELLUTATA di ZUCCHINE con PORRI
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Buongiorno!
Venerdì prePasquale, ossia Venerdì Santo, ossia astinenza dalla carne, ossia ammesse solo verdure e carboidrati. Ciò non significa comunque potersi abbuffare di qualsivoglia golosità purché non vi siano proteine, anche perché andando a fondo, si nota l'invito  della Chiesa per i credenti dai 18 ai 60 anni a seguire il "digiuno ecclesiastico". Per chi sta facendo il vago, il digiuno ecclesiastico prevede un pasto al giorno!
E allora, ecco l'idea perfetta per tutti i credenti che non vogliono essere assaliti dai sensi di colpa, ma anche per tutti gli atei, agnostici che però vogliono tenersi leggeri prima della grande abbuffata di agnello e pizze pasquali: una cremosa Vellutata di zucchine con porri.
Quest'oggi la ricetta sarà corredata da una carrellata di foto, perché  ieri a cucinare è stata la mia dolce metà. In effetti, nei giorni precedenti non vi avevo ancora rivelato che Zio Brontolo, oltre ad aver vinto il campionato mondiale, sbaragliando - devo dire - un'agguerrita concorrenza, del lancio del calzino, è anche un ottimo cuoco provetto. Si diletta in menu piuttosto etnici, ma anche con il pesce non va per niente male. In genere, i piatti che meglio riescono sono quelli in cui può impiegare il maggior numero di pentole (grhhrrh!). Ma una cosa in cui è un vero maestro è la capacità di rendere piacevole alla vista anche un semplice piatto di carne alla griglia. Compone come fosse un quadro, con una ricercata equilibratura di colori e quei tocchi di stile che, alla fine, gli si concede anche la baraonda lasciata alle sue spalle in cucina! 

Vellutata di zucchine con porri
Ingredienti per 2 persone:
  • 4 ZUCCHINE di media grandezza
  • 4 PATATE
  • 1 PORRO
  • 40 g di BURRO
  • PARMIGIANO q.b.
  • sale
  • olio
  • pepe
Necessaire:
  • 1 pentola
  • 1 padellino
  • 1 trita verdure ad immersione
Preparazione:

1) lavare le zucchine, le patate e il porro
2) tagliare a rondelle le zucchine
3) pelare le patate e tagliarle a cubetti (più saranno piccoli e più sarà veloce la cottura)
4) tagliare a rondelle anche il porro e lasciarlo da parte


5) mettere le zucchine e le patate tagliate in una pentola piena d'acqua fino a metà e aggiungere il sale
6) lasciar bollire e cuocere le verdure finché non siano morbide
7) terminata la cottura, lasciar freddare un pochino
8) frullare il tutto finché non risulti una crema dal colorito omogeneo






9) a questo punto aggiungere 40 g di burro e un po' di pepe. Aggiustare di sale se ce n'è bisogno.
10) in un pentolino versare un po' di olio con le rondelle del porro.
11) far soffriggere fino a che le rondelle non diventino dorate
12) nel frattempo, riportare sul fuoco la pentola e far restringere la vellutata fino alla densità desiderata




13) grattuggiare il parmigiano da mettere sopra la vellutata prima di servire

14) ora non resta che impiattare! E da come potete vedere dalle foto, anche questa volta Zio Brontolo ha fatto una magia!





BUONO GNAM A TUTTI!


giovedì 21 aprile 2011

SPIEDINI DI VERDURE
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Eccomi nuovamente qua e come vi avevo promesso poco fa, oggi recupero la mancanza di ieri. Quindi, doppia ricetta. Prima ho postato la ricetta del semifreddo light, e così per rimanere in tema adesso spiegherò un'altra ricetta gustosa, leggera, e ideale da preparare in caso di scampagnata all'aperto con fuoco acceso.
Ovviamente, può essere cucinata sempre, basta avere a disposizione una griglia, o anche una bistecchiera casalinga.
Come mi è venuta in mente questa ricetta? Grazie ad un commentatore anonimo, che mi suggeriva di inserire Piazzarium, una pizzeria a taglio di Roma, tra quelle più buone. E così ieri sono andata a pranzo lì e tra i vari gusti che ho assaggiato, mi ha colpita una pizza condita con zucchine tagliate alla julienne ricoperte di ricotta, insalatina e 7 tipi di pepe diversi. Ottima! Peccato il prezzo... ecco il perchè di questa ricetta, che riprende un pò il gusto della pizza che ho provato ieri, ma che salva l'economia domestica!

Spiedini di verdure

Ingredienti per 8 persone:
- 2 ZUCCHINE
- 1 MELANZANA
- 1 PEPERONE
- 4 fette di PANCARRE'
- 200 g di FETA o 200 g di PHILADELPHIA o 200 g di
indicativamente...
-10 g di PREZZEMOLO
- 10 g di MENTA FRESCA
- 20 g di OLIO
- 100 g di INSALATA
- glassa di ACETO BALSAMICO
- SALE
- PEPE

Necessaire:
- 1 bistecchiera o 1 griglia da barbecue
- 1 coltello affilato, e se lo avete un pelapatate per tagliare uniformemente le zucchine
- 1 scolapasta
- 1 ciotola
- 1 mixer
- bastoncini di legno lunghi

Preparazione:
- pulire e affettare le verdure. Per le zucchine è preferibile usare il pelapatate per tagliarle uniformemente. Le melanzane bisogna talglirle a strisce larghe più o meno come le zucchine. il peperone va tagliato a quadretti.
- Cospargere le melanzane col sale grosso e metterle in uno scolapasta copertee con sopra un peso. Una pentola piena di acqua andrà benissimo. questo serve a far togliere l'amaro. posa 15-20 minuti.
- lavare tutte le erbe aromatiche.
- lasciare da parte qualche piccola fogliolina di menta
- mettere le erbe aromatiche, tranne le foglie di menta messe da parte, in una ciotolina dove avremo messo già l'olio un pizzico di sale e pepe. Lasciare insaporire il tutto.
- Passiamo al mizer la feta e le fette di pancarrè sbriciolate con sale e pepe
- cuocere sulla bistecchiera le verdure
- Una volta cotte, aggiungiamo un cucchiaino di ripieno di feta lavorata sia sulle zucchine che sulle melanzane.
Sulle zucchine mettere anche una foglia di menta che abbiamo precedentemente messo da parte.
- arrotoliamo le verdure formando degli involtini e li infiliamo nei bastoncini con questa aletrnanza:
melanzana, peperone, zucchina, peperone, zucchina, peperone, melanzana
- spennelare ciascuno spiedino con l'olio aromatizzato
- servire gli spiedini su un bel piatto con qualche foglia di insalata
- guarnire a piacimento con la glassa di aceto balsamico.

Buona e dietetica! Anche questa ricetta la consiglio nel giorno di Pasquetta!
Ps - essere in giro per boschi non vale come deterrente per non preparare questa delizia di spiedini, basta organizzarsi! Portate con voi, in una borsa termica, la feta già lavorata con il pancarrè e il condimento. Basterà un piatto pulito per preparare all'istante la farcitura delle verdure!

Come sempre, BUONO GNAM A TUTTI e questa volta, anche buona pasquetta!

SEMIFREDDO LIGHT YOGURT E PERE
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Buongiorno!
E' primavera. A Roma ci sono 14 gradi destinati a salire, visto il sole che brilla fuori dalla finestra. La stanza riflette un giallo limone luccicante che mi ha fatto venire l'ispirazione odierna. Mi sono resa conto di non aver ancora pubblicato alcuna ricetta golosa, e per golosa intendo proprio zuccherosa! Bhè a dir la verità quella che ho pensato per oggi ha un profilo molto light, ideale per un fine pranzo assolato di pasquetta. Allora, per tutti quegli italiani che si stanno per sedere a tavola il giorno di Pasqua, iniziando a mangiare già alle 10 di mattina con la supercolazione tradizionale, e che già si preoccupano per come far spazio nel pancino per le pietanze del giorno di pasquetta, ecco a voi un dolce perfetto per rimanere leggeri dopo la grande abbuffata! Vi ho fatto venire l'acquolina in bocca??? E allora pronti ad indossare il cappello da pasticcere!

Semifreddo allo yogurt e pere.........
che gustoso, anche per una come me che non ama lo yogurt! Buono, fresco e leggero. Un dolce primaverile-estivo, ideale per non farsi prendere troppo dai sensi di colpa e dalle idee malsane di digiunare dal martedi dopo pasquatta fino alla prossima festa del 2 giugno. Che poi, datto tra noi, quest'anno pasquetta cade di 25 aprile e i giorni che dividono dal 2 giugno sono solo 5... quindi..... anche a chi volete prendere in giro? Tanto vale fare festa senza rinunciare ad un buon dolce.
Quello che tengo a precisare prima di descrivervi il semifreddo di oggi, è che potrebbe sembrare quasi la
 "torta allo yogurt cameo" e a dirla tutta ci si avvicina molto, e a dirla ancora tutta, è pure buona! ma volete mettere a paragone lo yogurt che ci rifila la cameo, con quello greco che ci metteremo noi?

Ingredienti per 8 persone:

- 3 PERE
(quelle Williams andranno benissimo, sia perchè sono nostrane, sia perchè sono succose e molto dolci)

- 200g di PANNA VEGETALE

- 300 g di YOGURT
( quello graco assolutamente, ma quale? quello magro o quello intero??? la scelta sta a voi: se volete rimanere sul profilo light della ricetta, vi consiglio quello magro, se invece volete un'ottima torta con una cosistenza sublime, allora allungate la mano nel banco frigo nella direzione di quello intero! In fondo già lo yogurt di per sè è light, perchè alleggerirlo ancora di più!)

- 10 g di GELATINA DI PESCE

- 1 cucchiaio di ZUCCHERO
(devo dire che la ricetta originale in realtà dice di usare il dolcificante, per chi vuole 80g.. Non sono una persona che si scaglia ideologicamente contro i dolcificanti, anzi bevo il caffè solo con la famosa pasticchina, ma a parer mio quel retrogusto amarognolo rovina questo dolce e poi... ma avete presente quante bustine sono 80g di dolcificante, esattamente 80! L'idea è quella di fare un dolce light, mica di far diventare light anche le nostre tasche!)

- 1 LIMONE

- 10 g di MIELE
(vi consiglio un miele neutro, ossia non troppo fruttato.Il millefiori, quello più comune, andrà benissimo perchè senza un ingrediente prevalente. Eviterei quello di arancia e di castagno. La torta è già di per sè fruttata: ci sono le pere e anche il succo di limone. Sarebbe meglio non amaglamare troppi gusti di frutta.)

- 60 g di BISCOTTI SECCHI
(con questo dolce, a me piace utilizzare gli Oro Saiwa, ma anche altri tipi di boscotti secchi vanno benissimo, specialmente se preparati da voi!)

- 2 ALBUMI

- SALE un pizzico

Necessaire:
2 ciotole per montare gli albumi e la panna
1 ciotolina per la gelatina
1 ciotola per amalgamar yogurt e miele
1 colino per passare il limone
1 tegame
1 tortiera di 18-22 cm, a seconda di quanto la volete alta
1 frusta elettrica
pellicola trasparente

Preparazione:
- prima di tutto, mettere a bagno in acqua fredda i fogli di gelatina di pesce
- montare a neve i due albumi con lo zucchero e un pizzico di sale
- sbucciare le pere e tagliarle a pezzetti
- spremere l'intero limone e passarlo con il colino
- cuocere le pere in un tegame. la fiamma deve essere bassa e la cottura deve andare avanti fino a che le pere non saranna completamente morbide. Girare spesso e in caso le pere si attecchino è possibile aggiunger eun pochino d'acqua
- Non appena le pere saranno morbide passarle al frullatore
- rimettere la purea di pere nel tegamino, riaccendere la fiamma bassa e aggiungere il succo di limone e la gelatina ben strizzata. Mescolare finchè la gelatina non sarà sciolta completamente. A quel punto spegnere il fuoco e lasciar freddare un pò.
- nel frattmpo montiamo in una ciotola la panna.
- In un'altra ciotola più grande lavoriamo lo yogurt con il miele, dove poi si andranno ad aggiungere gli altri composti.
- nella ciotola grande dello yogurt aggiungiamo la panna montata, gli albumi montati a neve e la purea di pere.
- mescolare bene finchè il composto non sarà omogeneo. Aiutarsi con una frusta elettrica.
- foderare la tortiera con della pellicola  e versare la crema di yogurt. Livellare bene
- tirtiamo i biscotti con un robot da cucina e cosparigamo il composto con la povlere di biscotti.
- Mettere nel congelatore per almeno 3 ore.
- Assolutamente servire il semifreddo capovolto nel piatto di portata.

Et voilà.
Vi assicuro che il dolce è di facilissima preparazione, anche se i passaggi, devo dire, sono tanti.
Personalmente consiglio di servire il semifreddo con delle striscioline di pere e bucce di limone tagliate alla julienne.
Ad ogni modo, per chi proprio non può definirsi un pasticcere provetto e non sa dove trovare alcuni ingredienti per la torta, inserisco le foto di quelli più particolari!

GELATINA DI PESCE
 Facilissima da trovare in ogni supermercato...
e anche la marca è molto nota!




 
YOGURT GRECO
Propongo due foto di
due marche diverse
(par condicio!),
quelle più disponibile
sul mercato.
E  come sempre BUONO GNAM goloso a tutti!

martedì 19 aprile 2011

FRIGGITELLI con patate
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Buongiorno!
Ben alzati? Io non tanto bene. Quando le giornate non saranno un granché lo senti appena ti svegli. E infatti forse non mi sbagliavo più di tanto, ma sono appena le 11,00 e forse non tutto è perduto!
Cercherò di recuperare in corsa le energie per affrontare questa giornata di sole, da godere, purtroppo, solo dalla finestra del mio ufficio. Ma stasera mi vedo con la mia amichetta e già questo mi solleva un po'. CARICAAAAAA che si inizia e proprio per celebrare questa primavera e questo risveglio, oggi non proprio fantastico, ma domani sono sicura lo sarà, vi propongo un piatto facilissimo, buono e sano.
Ieri sera è venuto a cena nella casetta di zio Brontolo e Biancaneve (per chi ne dubitasse, Biancaneve sono io! E Zio Brontolo indovinate un po' chi è?) un amico di master. Dovevano (e alla fine ci sono riusciti) scrivere delle cose per un progetto. Devo dire di non essergli stata molto utile. L'unica cosa che mi è stata richiesta era di non disturbare più di tanto! E così tutta giuliva mi sono piazzata davanti alla tv, aspettando trepidante l'inizio di Montalbano. Che delusione! Dico io, mi sono sorbita un'estenuante attesa inebetita di fronte a Rai 1, in cui si celebrava la disfatta di una che alla fine del gioco era rimasta con tre pacchi e tutti e tre sfigati, per poi scoprire che il mio commissario aveva esaurito i suoi casi e andava in onda in replica. Così, presa da profondo sconforto, ma soprattuto non avendo più nulla da fare per cercare di non calpestare i piedi ai due infaticabili lavoratori (in tre, i metri quadri diventano 10 e a quel punto prendersi a spintonate per cercare di andare in bagno passando per l'ingresso diventa quasi inevitabile) ho iniziato a scaricare le foto scattate alle pietanze che ho gustato tra sabato e domenica. Ed ecco quindi per voi una di queste, quella che ha fatto da contorno alla zuppa che vi ho raccontato ieri. Per le ricette dei succulenti piatti di sabato dovrete aspettare ancora un po', giusto il tempo di conferire con la mamma di Zio Brontolo a cui devo rubacchiarle!

FRIGGITELLI con patate
Per tutti coloro che non sappiano cosa siano, tipo mio padre che secondo me in verità li ha mangiati decine di volte, vi propongo una foto con didascalia.

piccoli peperoni allungati, in questo periodo
facili da trovare in ogni supermercato,
o meglio ancora, qualsiasi frutteria.















Ingredienti per 4 persone:
- 20-30 friggitelli
- 10 pomodorini pachino
- 2 patate
- olio
- sale
- peperoncino

Necessaire:
1 padella anti aderente
1 mestolo di legno

Preparazione:
- lavare accuratamente i friggitelli, i pomodorini e le patate pelate
- tagliare in 4, o a metà (dipende dalla grandezza) i pachino
- tagliare le patate sia a cubetti, sia a mezze lune (qualora scegliate di farle a mezze lune, ricordare che avranno maggior tempo di cottura.
- lasciare i firggitelli così come sono, senza togliere la parte superiore con il gambo.
- mettere nella padella dell'olio, due spicchi d'aglio schiacciati in camicia (senza sbucciarli), un pò di peperoncino (non è obbligatorio), i pachino e le patate tagliate e salare il tutto .
- far andare il tutto a fiamma moderata. Stare bene attenti che l'aglio non si bruciacchi.
- dopo 5 minuti aggiungere in padella i friggiteli.
- chiudere la padella con un coperchio.
- lasciar andare la cottura a fiamma semilenta per 10-15 minuti.

Ed ecco a voi il risultato!
Le foto non sono il massimo, cosa che invece era il gusto!
Come sempre, buono gnam a tutti!

a fine cottura




appena serviti!


pronti da mangiare!


lunedì 18 aprile 2011

FLAUTO ZUPPA!!!
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Buongiorno e buon lunedì!
Spero abbiate passato un buon weekend. Io tutto all'insegna dell'ozio e del cibo.
Invito a pranzo di sabato da mamma. La mia è la classica famiglia di "tendo un po' all'ingrasso" (per fortuna io ancora no, ma in passato non ho teso, lo sono proprio stata!) che quando si riunisce a tavola trova facilmente un comun denominatore: un bel piatto di pasta, specialmente se lunga. Poi ognuno ha le proprie preferenze: mia sorella gli spaghetti, io le trenette, mio fratello quella fatta in casa e i nostri genitori cedono alle tentazioni del giorno, scelte da qualcuno di noi. Come si evince, in "Casa Cesaroni" chi comanda sono i figli! E sabato c'eravamo proprio tutti! Il piatto del giorno l'ho scelto io. Pappardelle al sugo di cinghiale. Il resto del pranzo poteva anche non esserci, perché chiunque di noi è stato saziato a dovere da almeno un etto e mezzo cadauno di pappardelle. Forse mio fratello qualche grammo in meno, perché ha deciso di stare un po' attento. Infatti per la prima volta non abbiamo litigato sul parmigiano. Non so, quella del parmigiano è quasi una sfida: il primo che se lo mette, lancia il guanto ed io sono sempre pronta a raccoglierlo. Alla fine però finisce sempre che a rimetterci è mamma, accusata di comprarne o grattuggiarne troppo poco!
La sera a cena invece ci siamo praticamente autoinvitati a cena dai genitori della mia metà di casa. Eravamo passati nel pomeriggio per un saluto veloce, ma una volta entrati siamo stati abbagliati da una varietà di pesci e crostacei per la cena, e così siamo rimasti. A tal proposito devo dire che la mamma "dello spargitore di calzini per tutta casa" cucina divinamante, ma una cosa squisita. Infatti, per fare a voi tutti un regalo ho fotografato le varie portate della cena, che presto inserirò nel blog con i dettagli della preparazione per ciascun piatto.
Vabbè, in sostanza nella sola giornata di sabato ho preso un chilo, che ho poi "aggiustato" con la cena di domenica. Una cena dettata da un'unica regola: svuotare il frigorifero. Infatti, il tutto è nato aprendo lo sportello del frigo e notando la quantità di alimenti che a breve avrebbero iniziato a buttarsi in pentola da soli!
Bhè, magari non erano arrivati a quello stadio primordiale in cui i batteri della muffa iniziano ad armarsi per prendere possesso della roccaforte del mio frigo, ma poco ci mancava.
E così eccomi a cercare di individuare una ricetta che legasse insieme funghi, un po' di salsa di pomodoro conservata in una ciotolina, e le ultime patate rimaste. Pensa che ti ripensa, ecco l'idea! Una bella zuppetta ortolana, rubbacchiata qua e là, un misto tra quella precolombiana che piace tanto al mio amore e quella del casale amoroso!
Ecco allora gli ingredienti.
Ps- mi sono resa conto che nelle ricette precedenti non ho mai specificato le quantità. Da oggi prometto di starci più attenta e di rendere le ricette eseguibili.

FLAUTO ZUPPA (e adesso capirete il perché di questo nome!)


in fase di cottura

 Ingredienti:
- FUNGHI una scatola di quelli già tagliati del supermercato va benissimo
- 3-4 cucchiai di POLPA DI POMODORO
- 1 scatolina di MAIS
 - 1 barattolo di FAGIOLI BORLOTTI
-1-2 PATATE
- 1 costa di SEDANO
- 1 CAROTA
- 1 CIPOLLA piccola dorata
- PEPERONCINO
- SALE
- OLIO

Necessaire:
1 padella anti aderente grande
1 mestolo

Preparazione:
- versare nella padella una generosa quantità di olio.
- Aggiungere peperoncino, la cipolla tagliata grossolanamente, il sedano, la carota e soffriggere un pochino
- quando la cipolla sarà un po' appassita, aggiungere la salsa di pomodoro e continua a soffriggere per qualche minuto
- quando il sugo sarà un po' ristretto (non troppo) aggiungere le patate tagliate a cubetti non troppo grandi.
- far rosolare l patate per qualche minuto e aggiungere i funghi.
- ricoprire il tutto con abbondante acqua calda e un coperchio.
- Far cuocere a fiamma non alta con il coperchio chiuso per una decina di minuti, fin quando non saranno cotti i funghi.
- Con le patate ancora non troppo cotte, aggiungere i fagioli e il mais (scolati).
- Altri 5-7 minuti di cottura per far insaporire mantenendo il coperchio chiuso.
- A questo punto, con un mestolo tirare via qualche patatina con i fagioli  il sedano e la carota, porli in un piatto e schiacciarli con una forchetta fino a formare una purea quasi omogenea
- Rimettere il tutto nella pentola e far rapprendere la zuppa per altri due minuti.
- Una volta spento il fuoco, lasciar freddare un pochino, in modo che si rapprenda e diventi una zuppa cremosa.

Eccola qua... indovinato il perché l'abbia chiamata così???
Io l'ho trovata squisita, e anche a quel criticone che occupa gli altri 15 mq di casa è piaciuta un sacco. Unico consiglio: non fate l'errore di buttarvi a letto subito dopo averla mangiata, meglio lasciar "areare" il pancino per un'oretta!

venerdì 15 aprile 2011

SPAGHETTI DI SOIA CON VERDURE
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Ciaoooo...eccomi qui...  ancora qui! E no che non mollo!
Devo dire che per l'ennesima sera ieri non ho cucinato. Sono tornata dal supermercato con infinite buste e uno scontrino chilometrico, ma assolutamente senza idee e voglia per mettermi ai fornelli, così ho optato per una bella mozzarella e qualche fetta di prosciutto crudo, mentre il mio consorte per un'abbacchio alla scottadito. Sinceramente, appena me lo ha nominato, ho immaginato chissà quale preparazione ci volesse. Invece, poi mi ha spiegato che bastava farlo sulla bistecchiera! Chissà, forse il nome mi traeva in inganno, o forse lui non ha ben chiaro cosa sia in realtà e lo ha cucinato e chiamato così!
Fatto sta, però, che oggi mi chiedevo e richiedevo di cosa potessi parlare. Stavo quasi per desistere, rimandado la descrizione di una succulente ricetta a domani, ma poi.... Colpo di genio!
A pranzo sono andata con dei colleghi al ristorante cinese ed eccola là. Proprio davanti ai miei occhi la ricetta del giorno!

SPAGHETTI DI SOIA CON VERDURE
Intanto inizio con il dire che in questo ristorante sono buonissimi ed è stata una vera e propria sorpresa.
Ignari a cosa andassimo incontro, con i miei due colleghi ci siamo intrufolati in questo ristorante proprio vicino l'ufficio. Camminavamo in quella direzione per un gelato e invece poi siamo stati attratti a dir la verità più dalla fame che da altro! In più di un'occasione mi ero domandata come fosse questo ristorante, ed oggi eccomi lì dentro.
Vi dico solo che in tre abbiamo effettuato la seguente ordinazione:
1 bottigilia di ferrarelle
1 porzione (molto grande) di nuvolette di drago (o gamberi)
3 porzioni (ossia 6) involtini primavera
2 spaghetti di soia con verdure
1 spaghetti di riso saltati con verdure
1 ananas
Il tutto alla cifra di...........24 euro!!!
ottimo no? Soprattutto pensando che nella zona del ristorante è pieno zeppo di ristoranti ben più pretenziosi!
Cmq, per i golosi di cinese, il ristorante è in via vodice 25. Purtroppo il nome non lo so, ma si trova in zona prati a Roma.
Cmq, ecco là la mia inspirazione: dei gustosi spaghetti di soia con verdure.
Piatto italo-cinese, ma cmq pur sempre gustoso. Sarà che io adoro quegli spaghetti che sembrano tanto quelli di Riso Scotti, ma molto più morbidi.
Cmq inizioamo subito!
Prima di tutto consiglio a voi tutti di farvi un bel giretto da Castroni, un negozio in cui troverete di tutto, e dico di tutto, per preparare qualsiasi piatto particolare, come appunto gli spaghetti di soia con verdure.
e poi...
ecco cosa comprare.

Ingredienti:
4 matassine di spaghetti di soia (ovvio!)
2 carote
1 zucchina
1 cipolla
1 busta di germogli di soia
piselli (facoltativi, io per esempio non li metto)
salsa di soia
sale
pepe

Necessaire:padella wok (indispensabile!)

Preparazione:
- tagliare finemente le zucchine e le carote
- tagliare la cipolla (tutta!) finemente, o passarla al trita verdure
- far dorare la cipolla tagliata con un pò d'olio e qualche goccia di soia. Nella wok!
- una volta dorata, unire le zucchine e le carote.
- far cuocere per 15 minuti circa a fuoco non troppo alto. Rischiate di abbrustolire troppo le verdure.
- a questo punto aggiungere i germogli di soia.
- in caso sia già tutto asciutto, aggiungere una tazzina d'acqua. C'e' chi mette il dado sciolto, ma io preferisco evitarlo.
- Far cuocere altri 5 minuti e salare. Poco sale, mi raccomando, perchè la soia è saporitissima!
- nel frattempo cuocere gli spaghetti di soia. In genere, sulla confezione c'e' scritto come fare. In caso non fosse così, basta immergerli in acqua bollente per pochi minuti.
- Appena cotti, farli ripassare nelle verdure e aggiungere ancora un pò di soia liquida.
- Farli ripassare un paio di minuti.

Facilissmo!
Per onor del vero, devo dire che il sapore non è proprio quello del ristorante, ma vi assicuro che sono buonissimi lo stesso! In caso non vi piacciano, tornate a qualche riga sopra e con 3 euro vi assicuro mangerete dei buonissimi spaghetti di soia!!!

Ps- nel frattempo ho sentito la mia mamma, la quale mi ha riferito che l'abbacchio alla scottadito non si fa assolutamente sulla bistecchiera! M questa è un'altra ricetta che vi racconterò un'altra volta!

Buono gnam e xiao!

giovedì 14 aprile 2011

POP CORN mille gusti!
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E anche questa mattina mi sono alzata come fossi andata a dormire poche ora prima, ma questa volta era vero!
E' il secondo giorno di fila che tiro fino alle due di notte e il risultato è un color giallognolo del viso che tradisce chissà quali altri inganni. In realtà occhiaie e abbigliamento "me so messo la colla e me so tuffata dentro l'armadio" (Brignano) sono il frutto di un'altra serata a teatro. Vabbè, mica una cosa pesante e melodrammatica, anzi. 3 ore e passa di risate con Brignano. E per ridere ancora, dopo essere stata costretta a infilare le gambe sullo schienale del poveraccio che mi sedeva davanti e aver schiacciato il mio sedere su una sedia in finta plastica con gradazione di durezza pari a quella del diamante, vuol dire proprio che Brignano è forte. Questo lo sapevo, altrimenti non avrei mai sborsato tutti quei soldi per vederlo dal vivo, meglio dire su un televisore! Quello del palalottomatica, ma pur semrpe un televisore. Sì ok che era a schermo piatto, in hd, quasi in 3d, e chi più ne ha, più ne metta, ma è pur sempre un televisore e Lui era a una distanza tale che anche con le lenti a contatto lo vedevo sfumato e piccolo piccolo. In sostanza,  una macchia di colore nero che emetteva battute. Una valanga di battute. Peccato che fossero interrotte da quattro sbillungone vestite di paillettes dorate con uno stacco di coscia che riuscivo a vedere pure io senza strizzare gli occhi. Tutto sommato uno spettacolo piacevole, talmente tanto che mi ha fatto dimenticare di aver saltato la cena. Pop corn giganti e acqua l'esile tappa-buco.
Pop corn che ovviamente avevano la consistenza del polistirolo, proprio quello che si trova dentro i pacchi fragili. Non a caso, infatti, quei pezzetti di polistirolo nel gergo comune di noi addetti a fare i pacchetti di natale chiamiamo "patatine"! Perchè le pop corn, anche quelle, bisogna saperle fare. E mica basta mettere le palline di mais nel microonde per fare una cosa degna da bidone cinematografico americano. Col cavolo! Quella è roba da baracchino del luna park. Per fare delle pop corn fragranti che ti rendono piacevole anche una mattonata di film, tipo The American (l'ultimo marchettone di George Clooney, che per osmosi ha subito capito dalla Canalis come funziona in Italia. Per chi non lo avesse visto e si accinge ad affitarlo in dvd consiglio di leggere, appunto, la ricetta che segue!) ci vuole classe.
Allora, tanto per cominciare, tengo a dire che di pop corn ne esistono un'infinità. Io conosco solo alcune ricette, ma per chi vuole cimentarsi può sbizzarrirsi a crearne di nuove con miliardi di gusti diversi. Salati, dolci, agrodolci, serviti come dolce, o come aperitivo, sono sempre buoni.
Ottimi per i dopocena a base di filmetto strappalacrime con le amiche sono quelli al burro e sale.
Quando si hanno ospiti per un aperitivo propongo alcune varianti originali, come popcorn al curry o popcorn con origano e aglio.
Per un fine cena goloso sono invece immancabili al cioccolato, oppure al miele.
Insomma, non è vero che il pop corn è uno sfizio da merenda impacchettata, o da ammazza tempo durante i trailer dei film al cinema.
Il pop corn è un must, ma soprattutto facile da preparare e a cui nessuno dice mai di no. Uno tira l'altro e alla fine mi tocca sempre andarli a rifare.
Quindi, per tutti gli appassionati, per chi ha figli piccoli e non vuole comprare i soliti imbustati e conditi di conservanti e non so che altre schifezze, ecco la ricetta!
.... non sentite già il profumo???

POP CORN con burro e sale

Ingredienti:
- Burro
- Sale
- Chicchi di granturco

Necessaire:
- Pentola abbastanza alta e stretta
- mestolo di legno
- coppa per servirli

Preparazione:
- Posizionare la pentola sul fornello più grande
- Cospargerla di burro (la quantità che preferite)
- Appena sciolto il burro, mettere uno strato alto un centimetro di gran turco
- Chiudere la pentola con un coperchio e aspettare di sentire lo schioppetttio dei pop corn  che si aprono
- Qunado lo schioppettio si fa insistente, aprire il coperchio per far andar via il vapore acqueo, che altrimenti inumidirebbe i pop corn.
- Dopo qualche istante il rumore dei pop corn che si aprono rallenterà: è il momento di toglierli dal fuoco.
- Non bisogna lasciarli troppo, altrimenti quelli sotto si abbrustoliscono troppo e quelli sopra diventano troppo flaccidi a causa del vapore.
- Versarli subito nel contenitore e salarli.

Versione al cioccolato:
oliare la pentola (al posto del burro!) e dopo aver fatto i pop corn ricordate di non salarli!
Intanto, sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente (o al latte, come preferite) con una noce di burro.
Mescolare poi i pop corn nella crema densa e lucida cioccolatosa et voilà!
Io li preparo in questo modo. Lo trovo facile e comodo, senza dover sporcare troppe padelle. ce ne sono anche molte altre varianti, comunque ugualmente buone! Non vi resta che provarle!

Pop corn all'italiana (versione aglio e origano):
In una mestiera, mescolare una buona quantità di olio, e di aglio e origano in polvere. Versore il tutto nella pentola e fare i pop corn. E' buona idea lasciare da parte  po' di quest'olio condito, per versarlo sopra ai pop corn appena fatti. Ridate di salarli da caldi!

Da sapere:
Se non ben oliati o  imburrati, i pop corn faranno scivolare via il sale e rimarranno sciapi.
Inoltre, potrete conservarli per qualche giorno. Basterà metterli in uno dei miliardi di contenitori che, sono sicura, la vostra mamma vi avrà dato per portarvi a casa le sue prelibatezze!


Piccole chicche:

Servirli in ciotole così li rende ancora più gustosi e vi accattiverete tutte le invidie delle consorti degli amici del vostro ragazzo, anche di quella col nasino alla francese che con aria di sufficienza ogni volta puntualizza quanto sia importante continuare a curare l'immagine anche dopo essere andati a convivere!

Se non avete un contenitore simile, vi consiglio questo sito dove potrete comprare i contenitore come quelli del cinema. Ce ne sono di tutti i colori e forme.

Buono GNAM a tutti!

mercoledì 13 aprile 2011

cena post teatro... PIZZA!
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Come al solito tutto di corsa. Lo spargitore di calzini per tutta casa è passato a prendermi a lavoro, siamo approdati di tutta fretta a casa per un'aggiustatina al look (wow, mi sono anche truccata!) e poi di nuovo in macchina verso Trastevere, dove ci aspettavano dei suoi colleghi di Master per un aperitivo frugale, tanto per mettere un tappo al mio pancino brontolante prima dello spettacolo.
A teatro. Tutti a teatro. Un piccolo teatro a Testaccio. Andava in scena "Gli Sketchati", uno spettacolo ideato, prodotto e recitato da un altro collega di master di Misterfilm. Era la prima volta che conoscevo la gran parte dei suoi colleghi. In due anni non c'e' mai stata l'occasione, o in qualche modo si è incosciamente impedito che accadesse.... chissà! Dato di fatto è che... quando a tordi e quando a grilli (direbbe Svezia...ma questa è un'altra storia!) e voilà... una folla di nuovi volti, anche qualcuno conosciuto!
In linea di massima tutti tranquilli, eccetto una sbillunga secca e zecca, tutta strana che stava per beccarsi un'accoglienza, come dire, poco cordiale. Ma il self control ha avuto la meglio e mi sono trattenuta da un bel vaffffffff, che poi ho scoperto non avrebbe imbarazzato più di tanto il mio consorte. Peccato, occasione mancata!
Ore 21, tutti accomodati in platea e pronti a gustare lo spettacolo... gli altri... perché a me le noccioline dell'aperitivo non avevano fatto altro che aprire lo stomaco, che rumoreggiava in accordo con i brusii della sala. Che fame! Ma devo dire che l'attesa è stata proficua, perché dopo lo spettacolo, onorati dalla presenza del regista-attore-produttore-clapman dello spettacolo ci siamo diretti in una pizzeria proprio lì vicino.
Aperta parentesi dovuta per onor del vero.... PIZZERIA DA REMO, non ricordo la via, che poi cercherò su google e inserirò come link, merita una sosta in caso qualcuno si trovi dalle parti di Testaccio.  Posto che definirei ... romano, ma romano old style, con tavolacci di plastica sul marciapiede, tovaglie di carta plastificata e servizio di carta, portato a tavola alla spicciolata da un unico cameriere che provvede a servire tutti i tavoli. Fantastico. Immagino che gli amanti del bonton cittadino non apprezzino molto queste chicche da cives romanus, ma se aggiungete che la pizza era romana, ma romana romana, ossia fina fina, ma proprio fina e cotta al forno a legna, e che il prezzo era veramente paragonabile a quello del mc royal delux... voi capite bene che il karma esiste e io ieri sera la mia opera buona l'ho proprio fatta!
Non so, direi che nel giro di un'ora ci siamo seduti, abbiamo ordianato, io ho divorato nella frazione di battito di ciglia una pizza margherita ai funghi davvero squisita. Peccato solo che c'erano tante altre persone, perché altrimenti non mi sarei proprio vergognata di ordinarne un'altra. E per chi è romano  sa che non esagero. Ormai è diventata un'impresa alla 007 trovare un pizzeria che faccia ancora una pizza così fina, tanto da non saziarti per niente. E' questo il bello e anche il buono! Un velo di impasto e un congruo condimento. A tal proposito, rendo conto di una veloce ricerca che ho fatto su internet a proposito della pizza romana Un noto sito di ricette, testuali parole, la descrive come "una delle tante varianti della pizza napoletana verace ". Rispondo alla romana: "ma de che!".
La pizza romana è  l'apotesi della stenditura di acqua e farina, e non ha nulla a che vedere con quella napoletana, che per carità non discuto, ma che è un'altra cosa. E' come dire che il diamante è una delle tante varianti di pietre. Vi risulta assonante??? NO, nemmeno un po'. Il diamante è un gioiello, le altre sono pietre, così come la pizza romana!
Ad ogni per i più curiosi e golosi questo è il link della pizzeria dove sono andata ieri sera e che sicuramente mi rivedrà ospite tante altre vole in queste serate calde.

E questa è la mia personalissima ricetta segreta per un'ottima pizza romana...

Pizza ROMANA
Ingeredienti:
- per l'impasto: farina, acqua, lievito, olio e sale
- per il condimento: passata di pomodoro, olio, sale, pepe, mozzarella, basilico
Preparazione:
vi consiglio di seguire questo link: è il magico sito della Barilla....... io ancora non ci ho provato perchè vivo a Roma e finchè sarò qui, me l'andrò a gustare in pizzeria, qualla romana!
Ma per chiunque voglia provarci, o non è così fortunato, seocndo me questa è la miglior ricetta per farla in casa.


Per chi invece vuole qualche consiglio sulle più buone pizzerie di Roma, ecco la lista delle mie prefeite!

- Da Remo (da ieri sera al primo posto! - testaccio)
- Ai marmi (trastevere)
- Acqua, farina e... (varie tipologie, anche per i più stanchi della solita forma rotonda - quartiere africano)
- Dal cassamortaro (flaminia vecchia)
- Cocco (appia)
- Da baffetto (campo de fiori)
- Dar poeta (vicolo del bologna)

e.... buono gnam!

Faccio tutto da sola